domenica, Settembre 19

Brasile: Mondiali ed Olimpiadi, altro che crescita false

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Brasile economia

Se già gli attuali dati macroeconomici sul Brasile destavano qualche preoccupazione, lo studio promosso dall’agenzia di assicurazione del credito Euler Hermes butta nuova carne al fuoco. «Nè la Coppa del Mondo in corso tantomeno le Olimpiadi previste per il 2016 favoriranno la crescita economica del Paese. Al contrario incrementeranno l’inflazione». Questa la sintesi della ricerca condotta dall’agenzia del gruppo Allianz. Secondo Euler Hermes questi due grandi eventi sportivi potrebbero contribuire, nella migliore delle ipotesi, solo con 0,2 punti  percentuali al Prodotto Interno Lordo del Brasile nel 2014 e con meno di 0,1 punti percentuali in media all’anno tra il 2015 e il 2016.

Euler Hermes prevede, poi, una crescita dell’1,8% del Pil Brasiliano nel 2014 e del 2,1% nel 2015.
 «Crescerà l’impresa», garantisce l’agenzia, «ma l’inflazione crescerà al contempo: arriverà al 6,3% nel 2014 e a 6,1% nel 2015». Eurel Hermes è convinta che lo 0,5% dell’inflazione annuale nel 2014 sarà dovuto proprio a questi grandi eventi e che gli effetti del fenomeno potrebbero avere ripercussioni anche dopo i giochi olimpici. «Anche se i numeri dovessero migliorare, le cifre nel 2020 non sarebbero molto diverse. Questi grandi eventi – continua Eurel Hermes – porteranno alla luce i difetti del modello economico brasiliano».

Eppure, sempre secondo l’agenzia, esiste anche il lato positivo della medaglia: alla luce dei dati raccolti la Coppa del Mondo potrebbe anche rivelarsi uno stimolo per la politica, affinchè attivi quella serie di riforme economiche necessarie al Paese, capaci di condizionare le sorti delle elezioni previste a ottobre. Una buona notizia, insomma. O meglio: l’unico auspicio positivo, rispetto ai pronostici che Euler Hermes fa sul futuro di questo Paese.

Ma chi è che andrà a votare in Brasile? “Il popolo compatto” risponderebbe d’istinto chi ha seguito e vissuto le manifestazioni in Brasile da un anno a questa parte. La partecipazione massiccia del popolo brasiliano alle proteste organizzate durante e dopo la Confederation Cup dell’anno scorso, per mesi ha fatto immaginare una predisposizione alle urne ben consistente, un numero di elettori maggiore rispetto al passato.

Invece i dati diffusi dal Tribunale Superiore degli Elettori dimostrano che appena il 25% dei brasiliani di 16 e 17 anni hanno provveduto a ritirare la tessera elettorale che spetta loro di diritto per votare ad ottobre.
Non solo: una ricerca della Con federazione Nazionale di Industria rivela che il 26% della popolazione non ha alcun interesse verso le prossime elezioni, quelle cioè in cui il popolo sarà chiamato ad eleggere presidente, governatore, senatore e deputati.  

La maggior parte dei giovani e degli adulti fra i 45 e i 54 anni, oggetto della ricerca, ha confermato il proprio totale disinteresse. E allora chi erano quelli che fino a pochi minuti prima del calcio d’inizio della Coppa del Mondo 2014 rivendicavano in piazza i propri diritti? Dove sono finiti quelli che chiedevano giustizia e democrazia, urlando slogan contro la Fifa? Come mai le piazze di oggi sono vuote? Dove si nascondono coloro che volevano più scuole e meno stadi, più libertà e meno Dilma? Chi può saperlo.

Secondo Giulio, che abita nella favela Rocinha di Rio de Janeiro da trenta anni, molti gruppi di oppositori sono oggetto di campagne politiche mirate. “Da queste parti si vedono spesso passare politici “in borghese” in cerca di appoggio. Vendono benessere in cambio di disordine” continua Giulio. “poi però quando un cameraman è morto brutalmente colpito alla testa da un proiettile durante una protesta, nessuno si è fatto più vedere da queste parti”.

 

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