sabato, Maggio 15

Brasile, l’industria verso il mercato estero

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Con l’aumento del dollaro l’industria brasiliana moltiplica le esportazioni e guarda all’Europa dell’Est. Il dollaro alto stimola l’inflazione, ma piace tanto all’industria. Molte imprese brasiliane che hanno sofferto l’economia domestica per tutto il 2014, stanno pianificando maggiori esportazioni per il 2015 e prevedono un incremento delle vendite all’estero fino al 20%.
Complice la valorizzazione del real molti prodotti sono diventati economici e queste compagnie hanno guadagnato competitività sui mercati, cominciano a puntare più in alto. Questo può determinare, secondo gli economisti, un cambiamento significativo sulla bilancia commerciale: il deficit stimato dal Banco do Brasil di 2,5 miliardi di dollari di quest’anno potrebbe passare a 1,5 miliardi nel 2015.
È bastato che il dollaro guadagnasse valore ad ottobre, mese delle elezioni presidenziali, perché i telefoni della Metalplan, una fabbrica di macchine industriali di San Paolo, cominciassero a squillare con più frequenza: nuovi clienti cercavano prodotti a prezzi più competitivi. Le telefonate provenivano da Stati Uniti, Spagna, Francia e Russia. I nuovi clienti americani hanno già ricevuto i prodotti richiesti.
Il direttore commerciale dell’impresa, Edgar Dutra, prevede che il cambio favorevole aiuti l’impresa a crescere tra il 10% e il 20% in più nel 2015: “Nel 2013 non eravamo sicuri che il cambio sarebbe stato favorevole. Quest’anno abbiamo avuto la certezza che il dollaro avrebbe perso valore e per questa ragione ci siamo concentrati sui mercati esteri. Gli Stati Uniti, per esempio, erano il nostro cliente principale 10 anni fa, quando il dollaro si attestava a circa 3 RS. Il Real ha acquisito forza, abbiamo perso competitività e di conseguenza anche i clienti americani. Quando il dollaro ha raggiunto i 2,60 RS abbiamo conquistato due clienti. Adesso puntiamo alla Russia, ma sappiamo perfettamente che le negoziazioni saranno molto più complesse”.

Le esportazioni della Metalplan corrispondono al 7% dei ricavi dell’impresa. Dieci anni fa, quando gli USA erano tra i principali clienti all’estero, la quota di esportazioni corrispondeva al 15%. “Con l’apprezzamento del real le vendite rappresentavano il 3% dei ricavi. Il prossimo anno si potrebbe raggiungere qualcosa compreso tra il 10% e il 20%, a seconda del comportamento dei mercati. Il cambio a 2,60 RS è già interessante. Un aumento fino a 2,80 RS sarebbe ancora meglio, 2,90 RS sarebbe l’ideale. Ma bisogna mantenere l’equilibrio, perche molti componenti delle macchine sono importati”.
Nella Weg, che produce motori, l’Europa dell’Est è diventato l’obiettivo numero uno. Il direttore internazionale dell’impresa, Luis Gustavo Iensen, vuole trarre vantaggio da quei paesi che ancora non sono entrati a far parte dell’Unione Europea e che quindi beneficiano dal cambio favorevole rispetto all’euro. Prima era difficile vendere in quei posti. Oggi, con la svalutazione del Real, l’impresa è entrata in gioco. “Ci siamo entusiasmati con l’Europa dell’est. Quello che ci preoccupa ancora è la volatilità. Abbiamo bisogno di un ancora un po’ di prevedibilità rispetto al cambio per concludere il bilancio del 2015”.
Gli specialisti sono convinti che il dollaro continuerà a salire il prossimo anno, anche con gli interventi della Banca Centrale sul mercato, già confermati dal Presidente Alexandre Tombini. Secondo loro la valuta statunitense chiuderà il 2015 vicina a 2,90 RS.
Il dollaro è alto rispetto alle altre monete, specialmente rispetto a quelle dei paesi emergenti. Ci si aspetta che la Federal Reserve elevi i tassi già nel 2015 attraendo così un capitale maggiore per il paese, facendo quindi più pressione sul dollaro”. Questo il parere di Bruno Lavieri, economista dell’agenzia di consulenza Tendencias.
Aldilà degli elevati interessi negli Usa, la Russia è diventata un ingrediente in più nella scalata della moneta americana.
La crisi del rublo contamina le valute dei paesi emergenti, come il real brasiliano, infatti gli investitori si liberano di quelli attivi considerati più a rischio e comprano dollari. Per il socio dell’agenzia di cambio NGO, Sidnei Nehme, il governo non cercherà più di contenere la quotazione della moneta americana nel 2015, come è stato fatto fino ad oggi. “Il governo ha indotto il dollaro verso un prezzo irreale. Adesso deve lasciare che la valuta arrivi alla sua quotazione ideale, favorendo la competitività dell’industria brasiliana”. Secondo Nehme la sfida del governo, con il dollaro più alto, sarà quella di domare l’inflazione promuovendo una politica più austera.
La BRF, maggiore impresa esportatrice globale di pollo, è una delle compagnie brasiliane che stanno traendo beneficio dall’apprezzamento del dollaro. Lo conferma Augusto Ribeiro, direttore finanziario della BRF. Secondo Ribeiro lo scenario ideale sarebbe quello della moneta stabile, senza oscillazioni, perche questo faciliterebbe pianificazioni a medio e lungo termine, così come la negoziazione dei prezzi. “La volatilità non è positiva per alcun esportatore, ma senza dubbio stiamo vedendo di buon occhio l’apprezzamento del dollaro che ci sta beneficiando molto”. Ribeiro non parla di numeri, ma spiega che la compagnia sta traendo vantaggi dalla svalutazione del real perche la base dei costi della BRF si basa sulla moneta locale, mentre il 50% dei ricavi sono generati in dollari.
Nella Romi, che fabbrica beni di capitale, il direttore finanziario e responsabile per il mercato estero, Luiz Cassiano Rosalen, ritiene che il dollaro apprezzato incentiva le imprese a trovare nuove opportunità di esportazione. Il ricavo delle vendite all’estero è cresciuto almeno del 10% da quando la moneta americana è cominciata a salire rispetto al real. Ma Cassiano Rosalen ricorda che questo è stato possibile perche l’impresa ha cominciato a rafforzare le sue controllate all’estero due anni fa. Rivela che il 30% dei ricavi proviene dal mercato estero: “ Oggi è il mercato estero che fa crescere le vendite al ritmo di due cifre”.

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