domenica, Aprile 18

Brasile, l’era di Lula è finita

0
1 2


Rio de Janeiro Octavio Amorim Neto è un politologo brasiliano di fama riconosciuta. Da anni studia gli sviluppi della politica del Brasile, concentrandosi principalmente sul meccanismo dei sistemi governativi.

Abbiamo chiesto a lui di chiarire il quadro economico, politico e sociale attuale del Paese sudamericano per cercare di capire se, alla luce degli ultimi scandali di corruzione in cui è coinvolto il Governo Rousseff, esiste comunque una luce in fondo al tunnel.

 

L’operazione Lava Jato sta sgretolando le fondamenta del Partito dei Lavoratori di Dilma Rousseff e della politica brasiliana in generale. Ci spiega che cosa sta succedendo?

Senza dubbio questa inchiesta ha indebolito molto l’appoggio al Pt (Partito dei Lavoratori) da parte di diversi settori della società brasiliana. In verità, l’Operazione Lava Jato non ha fatto altro che aggiungersi alla crisi economica e, con essa, diventare un fattore decisivo per la perdita di popolarità del Pt, del Presidente Dilma e dell’ex Presidente Lula. Si tratta di una combinazione esplosiva di una profonda recessione economica e un grande scandalo di corruzione.

Ancora non sappiamo se questo intruglio effettivamente romperà le fondamenta del Pt e del sistema brasiliano dei Partiti. Tutto dipenderà dalle elezioni municipali del 2016 e dalle elezioni generali del 2018. Ma direi che l’esplosione è possibile alla luce della grave crisi politico-economica che il Brasile sta passando. Dato che il Pt è un Partito molto ben organizzato e radicato su tutto il territorio del Paese, credo esistano ancora possibilità di sopravvivenza rispetto alla valanga che lo sta travolgendo.

Possiamo dire che i tempi d’oro di Lula e del Pt si sono consumati?

Si. Il periodo aureo del Pt e del lulismo si è concentrato tra il 2006 e il 2012. Nel 2006 Lula è riuscito persino a superare gli effetti dello scandalo ‘Mensalao‘ e a farsi rieleggere Presidente. Ha superato queste fasi grazie alla politica economica e alle politiche sociali che è riuscito a promuovere nel 2003 e anche grazie ai buoni venti della politica internazionale. Solo che poi nel 2013 questa fase positiva è finita per diverse ragioni. La migliore espressione di chiusura del periodo aureo del lulismo furono le grandi manifestazioni di strada di giugno 2013.

Come giudica l’intervento della polizia federale avvenuto la scorsa settimana a casa dell’ex Presidente?

Lula è stato sottoposto ad accompagnamento coatto, interrogato e rilasciato dopo 3 ore. C’è chi ha definito l’episodio una vera e propria farsa, una mossa politica studiata a tavolino dallo stesso Lula per uscire pulito dall’inchiesta e riaffermarsi sulla scena politica più forte di sempre… Sebbene non mi occupi di diritto, ho l’impressione che l’operazione sia stata svolta correttamente sulla base dei principi giuridici su cui si fonda.

C’è da dire però che dal punto di vista politico è stata eseguita in maniera equivoca, perché ha diffuso un’immagine molto arrogante del Giudice Sergio Moro. Questo modo di agire ha permesso a Lula di sentirsi vittima e ha ridotto il sostegno popolare all’operazione Lava Jato, un aspetto che lo stesso Moro ritiene fondamentale al buon esito dell’inchiesta.

Mi spiega che cosa Lula e il Pt rappresentano oggi per il popolo del Brasile e cosa hanno rappresentato in passato? Che cosa è cambiato nel corso degli anni?

Il Pt e Lula sono stati attori fondamentali sia nel momento di transizione verso la democrazia a partire dal 1980, sia nel consolidamento del nuovo regime democratico stabilito nel 1985. Quando Lula divenne Presidente nel 2003 passò a rappresentare l’ascesa al potere della grande massa di esclusi che ha sempre caratterizzato la storia del Brasile. Sono stati un simbolo. E questo simbolo ha poi acquisito maggiore rilevanza e credibilità grazie alle politiche di inclusione sociale promosse dal Governo del Pt. Tuttavia, a causa dell’attuale crisi economica, alcune delle principali conquiste in termini di benessere economico e inclusione sociale stanno già perdendo volume.

Un altro aspetto importante da non sottovalutare è che prima di arrivare al potere nel 2003, il Pt si è sempre distinto dagli altri partiti per la sua etica politica. Era proprio l’etica, infatti, uno degli ingredienti fondamentali del cosiddetto ‘modo petista di governare’. Dopo gli scandali scioccanti di corruzione che hanno coinvolto e continuano a coinvolgere vari leader del PT, l’immagine ‘etica’ di questo Partito si è persa definitivamente. Oggi il PT è considerato il Partito più corrotto del Paese.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->