mercoledì, Ottobre 27

Brasile, l’educazione tra pubblico e privato Oggi le scuole pubbliche educano ancora la maggior parte degli alunni, ma la percentuale è scesa all’82,8%

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scuola educazione brasile

L’educazione pubblica in Brasile sta subendo una contrazione, la rete di insegnamento privato cresce anno dopo anno. I dati del censimento dell’Educazione di Base del 2013 mostrano che il numero di alunni iscritti nelle scuole private è salito del 14% dal 2010 al 2013, passando da 7,5 milioni a 8,6 milioni. Nello stesso periodo, la quantità di studenti iscritti alle scuole pubbliche si è ridotto del 5,8% passando da 43, 9 milioni a 41,4. 

Nel 2010 c’erano 51,5 milioni di studenti iscritti alla scuola di base. Di questi l’85% era immatricolato nelle scuole pubbliche. Oggi le scuole pubbliche educano ancora la maggior parte degli alunni, ma la percentuale è scesa all’82,8%.

Per il coordinatore della Campagna Nazionale del Diritto all’Educazione, Daniel Cara, questa tendenza è spiegata dall’aumento del volume della classe media che, davanti ai problemi legati all’educazione pubblica del Brasile, sceglie di iscrivere i propri figli negli istituti privati. “Le famiglie di classe media trasferiscono i figli dalle scuole pubbliche a quelle private convinti che nelle scuole private l’insegnamento abbia una maggiore qualità, ma questo non è sempre vero” spiega Cara, che difende l’appoggio tecnico e finanziario del governo federale a stati e municipi.

In quasi tutti gli istituti la rete pubblica si è contratta e quella privata si è gonfiata. L’esempio migliore è la città di Rio de Janeiro. Secondo il coordinatore Cara ancora manca una scuola pubblica di eccellenza e per ottenerla è necessario un appoggio da parte della popolazione. “Solo quando il popolo in generale comincerà a sostenere economicamente un insegnamento pubblico di qualità, invece che concentrare i propri investimenti nel settore privato, allora il Brasile avrà scuole municipali e statali di eccellenza. Se i figli della classe media e della élite fossero iscritti in una scuola pubblica, probabilmente questo istituto sarebbe un po’ meglio di come è oggi”.

Il censimento fotografa una realtà preoccupante rispetto all’insegnamento superiore. Il calo delle iscrizioni alla scuola secondaria è uno dei grandi problemi del Brasile. Molti alunni abbandonano le scuole proprio in questa fase della vita e le politiche pubbliche impiegate per affrontare e risolvere la questione non sono sufficienti né efficaci ad evitare questa evasione. Dal 2010 al 2013 si è registrato un calo dello 0.5% sulle iscrizioni alle scuole superiori. Il segretario statale dell’Educazione di Rio de Janeiro, Wilson Risolia, ritiene che l’abbandono delle scuole da parte degli alunni in questa fase della crescita spieghi il declino socio economico del Paese. “In questa fase è importante insegnare ai giovani cosa fare praticamente nella vita. Altrimenti è ovvio che molti abbandonino”, commenta Risolia.

Ma se è vero che la classe media è cresciuta parecchio negli ultimi anni, è anche vero che per alcune famiglie del settore in questo momento storico economicamente difficile il privato rappresenta un lusso. Per questa ragione Clara Olinisky, 12 anni, che ha frequentato sempre la scuola privata, ad un certo punto, ha cambiato istituto per trasferirsi alla scuola pubblica Minas Gerais, nel quartiere di Urca a Rio de Janeiro. Clara fa parte di quel gruppo di studenti appartenenti alla classe media che in Brasile sta abbandonando le scuole private per frequentare quelle pubbliche.

Solo quest’anno dei 79.921 alunni  iscritti nelle scuole pubbliche della città, 17.420, cioè il 20%, vengono da istituti privati. Clara si è già adattata alla nuova realtà scolastica. Sua madre, Gisele Santos, è adolescente. Con i soldi che risparmia al mese sta investendo nel futuro della figlia. “Per ragioni finanziarie abbiamo scelto di cambiare scuola – mi dice Gisele – Il denaro che avrei dovuto spendere per la scuola privata, lo investo in un corso di preparazione per le scuole medie. Vorremmo scegliere tra quelle migliori come il Collegio Pedro II, quello di Applicazione o il Cefet. Vorrei anche che Clara sfruttasse l’opportunità di fare interscambi scolastici e conoscere  l’Europa. Ho aperto un fondo apposito per questo tipo di spese”.

La ragione di cui parla Gisele, quella economico-finanziaria, sta alla base delle scelte di molte famiglie brasiliane di classe media. Tutti gli anni le mensilità delle scuole private subiscono adattamenti. Avendo difficoltà ad affrontare questi continui saliscendi, i genitori finiscono per scegliere la rete pubblica. Secondo il sindacato che si occupa della stabilità dell’Educazione di Base di Rio de Janeiro (Sinepe –Rio) nel 2015 la percentuale di alunni che abbandona la scuola privata può salire al 15%.

Sempre a causa delle difficoltà economiche del broker finanziario Guillerme Pinto, il figlio Patrick di 14 anni si è iscritto alla stessa scuola di Clara, dopo aver frequentato diverse scuole private. Padre e figlio sono soddisfatti del cambiamento e trovano poche differenze tra l’insegnamento privato e quello pubblico. Il direttore della scuola Municipale Minas Gerais, Regina Paschoa, conferma che il numero degli alunni che arrivano da istituti privati sta aumentando ultimamente. Secondo lei a determinare la scelta delle famiglie non è solo il fattore finanziario, ma anche l’Indice di Sviluppo dell’Educazione Basica dell’istituto (IDEB) e cioè la qualità dei contenuti e dei servizi offerti dalla scuola. Dello stesso parere il direttore del Sindacato Statale  dei Professionisti dell’Educazione di Rio de Janeiro (SEPE), Danilo Serafim. E’ convinto che quando si sceglie l’istituto, oltre al prezzo, i genitori puntino alla qualità dell’insegnamento, ai contenuti.

“La classe media manda i propri figli alla scuola privata nella convinzione che la didattica sia migliore, senza sapere che il professore che insegna alla scuola privata è lo stesso che insegna alla scuola pubblica”. Di questo si è accorta Adriana Rodrigues, mamma di Luisa, 13 anni. Quando la figlia è stata rimandata e ha perso la borsa di studio nel Collegio Sao Vicente di San Paolo, Adriana si è impegnata a cercare delle buone scuole pubbliche. Alla fine ha mandato sua figlia nella stessa scuola di Patrick e Clara, ad Urca. Proprio lì Luisa ha incontrato lo stesso professore di matematica che insegnava nel collegio di Sao Vicente. 

 

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