sabato, Settembre 18

Brasile, impeachment: Dilma vince la prima battaglia Oggi, grazie ai poteri conferiti al Senato, la Rousseff può prendere tempo e tirare un sospiro di sollievo

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Rio de Janeiro – La guerra è ancora lunga, ma il risultato della prima battaglia non lascia spazio a troppi dubbi. Il Supremo Tribunale Federale del Brasile ha deciso che, contrariamente a quanto era stato imposto dal Presidente della Camera Eduardo Cunha, il processo di impeachment del Presidente Dilma Rousseff seguirà lo stesso iter adottato nel 1992 quando l’allora Presidente Fernando Collor fu revocato dall’incarico.

Il Supremo Tribunale ha di fatto annullato tutti i processi attivati fino ad oggi, costringendo perciò la Camera dei Deputati a rieleggere, a sessione aperta, i deputati della Commissione Speciale cui spetterà il compito di analizzare la richiesta di impeachment, quindi prendere una decisione in merito. Non solo. L’STF ha stabilito anche che il Senato, dove i filo-governisti sono la maggioranza, ha il potere di bloccare l’intero rito nel caso in cui lo stesso venga attivato dalla Camera dei deputati.

Punto e daccapo, insomma. Si ricomincia tutto da zero. La richiesta di impeachment avanzata contro il Presidente Dilma Rousseff sarà presa in considerazione solo dopo Carnevale, quindi a fine febbraio. Le regole di questo gioco pericoloso le ha stabilite il Supremo Tribunale Federale che ha permesso a Dilma di segnare due punti a suo favore. Il primo contro la Camera dei Deputati che dovrà annullare buona parte del procedimento adottato dal Presidente Eduardo Cunha. Sarà quindi necessario realizzare nuove elezioni per scegliere i componenti della commissione di impeachment, stavolta a scrutinio aperto e con indicazione dei leader di Partito, senza alcuna possibilità di cambio. La seconda vittoria incassata dal Governo è stata proprio la decisione di attribuire al Senato il potere di archiviare preventivamente il processo attivato dalla Camera dei Deputati, prima ancora cioè di giudicare l’impeachment.

Per essere più precisi: il Presidente Rousseff non potrà più svolgere le sue funzioni, per un periodo di 180 giorni, solo nel caso in cui i Senatori decidessero di accettare la denuncia della Camera. L’approvazione deve essere maggioranza semplice, cioè la metà dei Senatori presenti più uno.

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