lunedì, ottobre 22

Brasile: il Piano B del Partito dei Lavoratori é Fernando Haddad Fernando Haddad scelto come candidato alla vicepresidenza del partito di Lula. Vediamo chi è l’uomo selezionato dal PT

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Fernando Haddad, ex sindaco di San Paolo è il candidato scelto per ricoprire la posizione di vice di Luiz Inacio Lula da Silva. La scelta del Partito dei Lavoratori (PT) brasiliano è stata annunciata domenica scorsa in vista delle elezioni presidenziali del prossimo Ottobre. Pare sia stato proprio Lula ad inviare in serata -a 5 minuti dalla scadenza del termine per la registrazione- una lettera al partito con il nome prescelto. Il ‘miglior nome per difendere le sue idee‘: pare siano state queste le parole scelte.

Intanto, novità anche dal Partito comunista del Brasile (PCdB): non candiderà più l’ex deputata e giornalista Manuela d’Avila alle presidenziali. Il partito si è alleato con il PT e d’Avila affiancherà Haddad nei tre mesi di campagna elettorale. In un discorso, il leader del Partito del Lavoratori, Gleisi Hoffmann, lo aveva già lasciato intendere. 

Sebbene non sia confermato da fonti ufficiali, voci interne al PT hanno riferito ai media del Paese che Haddad potrebbe sostituire Lula come candidato del partito alla presidenza. Ovviamente, caso di risposta negativa della giustizia alla candidatura del 72enne, d’Avila passerebbe alla candidatura per la vicepresidenza. 

In un suo discorso, Fernando ha detto che sarebbe «un piacere» fare il giro del Brasile per difendere le idee dell’ex presidente, sottolineando che i programmi governativi di PT e PCdoB «hanno solo cose in comune». Insomma, una «grande alleanza per salvare il Paese». Poco fa, aveva detto che una coalizione, però, era poco probabile. «Una soluzione simile potrebbe aver luogo in Brasile in un’altra forma. È possibile che una nuova forma di organizzazione multipartitica si formi nei mesi che portano alle elezioni presidenziali»; fessura aperta, sempre, ma l’atteggiamento ovviamente cambia. Il presidente nazionale del PCdoB, Luciano Santos, ha affermato che l’invito a Manuela di essere vice «onora il partito». Lei, tuttavia, non ha ancora ufficialmente risposto accettando di essere un vice di PT; al momento, non sarebbe presente.

Lula, intanto, su cui grava una condanna di secondo grado a 12 anni ed un mese di detenzione per corruzione e riciclaggio di denaro, è chiuso in carcere da Aprile. E mentre si attende la pronuncia della Corte Suprema -che avrà luogo il 15 Agosto-, intanto, il suo partito lo ha comunque scelto come candidato alla presidenza. Questione di ammissibilità pendente che non ferma il PT. «È un’azione fatta esattamente per porre più ostacoli alla candidatura dell’ex presidente Lula. Ci rammarichiamo profondamente dell’intervento della Giustizia Elettorale (TSE) nella decisione dei partiti politici, ma non daremo alcuna ragione, alcuna ragione, per cercare di impedire all’ex Presidente Lula di registrarsi il 15 agosto a Brasilia con un grande movimento popolare» , ha detto il senatore e Presidente del PT Hoffmann.

«Abbiamo optato per una strategia che assicuri al presidente Lula di parlare come candidato e abbiamo deciso che fino a quando la sua situazione giudiziaria non sarà chiarita, un membro del Partito dei lavoratori parlerà per la sua campagna», ha detto riferendosi ad Haddad.

Secondo tutti i sondaggi, Lula sarebbe in testa, ma in Brasile la legge sembra parlare chiaro: nessuna fedina penale sporca, pena, l’ineleggibilità per i candidati in seconda istanza. Ed ecco che tra i più esperti e quelli meno, sorge la quasi convinzione che la candidatura dell’ex leader (ex?!) sarà bocciata. Inutile negare l’eventualità di una certa pronuncia e, quindi, piano B sia.

Ed ecco che i riflettori si puntano sulla scelta per la vicepresidenza. In caso di rifiuto della candidatura dell’ex presidente da parte della Corte, Haddad diventa il perfetto sostituto del caso. Ma cosa ha di speciale quest’uomo? 

55 anni, laureato in giurisprudenza ed avvocato, si è specializzato in diritto civile, ha conseguito il master in economia ed il dottorato di ricerca in filosofia. Sposato con Ana Estela e padre di due figli, Carolina e Federico.

Nonostante l’origine libanese, Haddad è originario di San Paolo. Grazie al ricco curriculum, è diventato professore presso lo stesso ateneo dove ha insegnato teoria politica contemporanea. Ancora fuori dalle posizioni politiche, ha anche lavorato come analista degli investimenti presso la banca Unibanco, lasciando la posizione nel 2001 quando è stato chiamato all’interno del municipio di San Paolo. Oltre ad essere un politico, avvocato e insegnante, è anche uno scrittore: cinque i libri pubblicati dal 1992 al 2004. Con Marta Suplicy al comando della capitale nel 2001, è stato nominato sottosegretario alle finanze e allo sviluppo economico della città. È rimasto in questa posizione fino al 2003, quando è stato chiamato a lavorare a Brasilia come consigliere speciale del Ministero della pianificazione e delle finanze per un periodo di un anno. 

Haddad ha iniziato ad acquisire un certo ruolo politico tra il 2005 e il 2012, anni nei quali ha ricoperto la carica di Ministro della Pubblica Istruzione nei governi di Lula e dell’ex presidente Dilma Rousseff. Eletto sindaco di San Paolo, ha guidato la capitale tra il 2013 e il 2016. Membro del team della difesa di Lula da sempre e, quindi, in grado di  incontrarlo agevolmente in carcere.

Haddad è il coordinatore del programma governativo di Lula e oggi, insieme al presidente del PT Hoffmann, uno dei leader più vicini all’ex presidente, che lo ha lanciato nella vita politica dal 2005 in poi. Gli elementi teoricamente a favore sono parecchi: Fernando è di San Paolo, la città con il più grande collegio elettorale del Paese, ed, inoltre, ha governato la capitale per 4 anni, -sebbene sia stato sconfitto nel primo turno della gara per la rielezione nel 2016-. Tutti lo conoscono.

Secondo gli analisti brasiliani, però, sembra che stia assumendo lo status di deputato solo per ‘rappresentare‘ Lula fino a quando la situazione dell’ex presidente sarà legalmente ‘regolarizzata’. Seguendo il ragionamento del PT, Haddad sarebbe il perfetto ‘candidato-cuscinetto‘, il nome perfetto per partecipare ad eventi e dibattiti nel nome di Lula. Dietro le quinte, tuttavia, come sostengono gli analisti, sarebbe già scontato che sarebbe l’ex presidente a muovere i fili necessari.

Lo stesso candidato vice diceva fino a pochi mesi fa: «Il piano B non esiste. L’unico piano del Partito dei Lavoratori è per la candidatura di Lula». Eppure Haddad è stato da subito citato dalla stampa come alternativa nel caso in cui Lula non potesse correre alla presidenza. 

Haddad, insomma, è diventato il favorito per sostituire Lula poiché è stato lasciato fuori dalle dispute locali a San Paolo e ha assunto il coordinamento del programma di Governo del PT, essendo responsabile della raccolta e della condensazione delle proposte che il partito intende portare avanti nella campagna. L’altro nome considerato un’opzione all’inizio era quello dell’ex governatore di Bahia, Jaques Wagner. Ma niente di fatto, meglio Fernando. «Sono il secondo ‘palo’ di Lula», ha detto Fernando Haddad la sera del 28 ottobre 2012, quando ha vinto il secondo turno delle elezioni per il municipio di San Paolo. Nel 2018, la frase si ripete, pressoché identica: «Torno in quella posizione», ha scherzato in una conversazione del mese scorso mentre il suo nome ha cominciato a prendere forza nei sondaggi.

Secondo gli esperti, Haddad guadagnerà dal 15% al ​​20% dei voti degli elettori, che – tra voti nulli e astensioni – gli garantirebbero già il secondo turno. Ciro Gomes (PDT) è quasi fuori dal mazzo. E il rivale di Haddad? Sarà Jair Bolsonaro (PSL) o Geraldo Alckmin (PSDB). Nei prossimi giorni, e con l’inizio della campagna elettorale, Alckmin e Bolsonaro dovranno scannarsi per venirne fuori. Nessuno crede, infatti, sia possibile un sano dibattito.

«Pensavano che Lula avrebbe perso il prestigio. Ma la gente conosce Lula e stiamo affrontando una battaglia decisiva», ha detto Fernando. 

‘Stiamo’, appunto. E se lo dice lui…

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