mercoledì, Ottobre 27

Brasile, il governo interviene per salvare l’economia 40

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Preoccupato per la debolezza dell’economia del paese, il governo brasiliano ha deciso di intervenire sull’assenza di credito, cioè su quello che il governo stesso addita come principale responsabile della fragilità attuale.

Mercoledì scorso la Banca Centrale del Brasile ha annunciato nuove misure per stimolare l’offerta di finanziamento interna al Paese: il Ministro delle Finanze, Guido Mantega, ha elencato le 6 “azioni di impulso” pensate per rendere il credito più sicuro agli occhi delle banche e più economico a quelli dei clienti, principalmente all’interno del mercato immobiliare.

Alle misure, che mirano a ridurre la burocrazia e i costi della compravendita di immobili, gli analisti hanno dato parere positivo, anche se molti di loro sono convinti che gli effetti saranno limitati e circoscritti al momento storico attuale. Questo perché adesso  i consumatori non hanno alcuna voglia di contrarre nuovi prestiti.

Per Mantega l’economia brasiliana si sta gradualmente riprendendo, ma l’offerta di credito continua a soffrire a causa dello sforzo cui si sottopone la Banca Centrale per contenere l’inflazione.

«Adesso però», ha aggiunto il Ministro, «i prezzi si stanno abbassando e c’è spazio e modo per infondere maggiore liquidità sul mercato. In questo momento la Banca Centrale può emettere  liquidi, le misure del Ministero delle Finanze stanno lavorando in questa direzione. Sono misure studiate per migliorare il sistema di credito brasiliano, aumentare la sicurezza giuridica dei movimenti finanziari, ridurre i costi e semplificare le operazioni».

Mantega ha tenuto a sottolineare che tali provvedimenti non hanno carattere puramente “elettorale”.

«Il nostro non è un obiettivo politico, non seguiamo il ritmo politico. Ci sono misure che possono essere messe in pratica in un periodo relativamente breve e altre che richiedono molto più tempo. Anche dopo le elezioni andremo avanti a realizzare questi provvedimenti».

Alcune di queste misure erano già state pianificate più di un anno fa, come il cosiddetto “Renavan degli immobili”. Il provvedimento provvisorio  promosso dal governo prevede l’imposizione di un numero identificativo specifico (numero di matricola) con cui distinguere ciascun immobile del Brasile affinchè resti traccia di tutte le operazioni di compravendita effettuate all’interno del Paese. Lo scopo è quello di ridurre il pellegrinaggio degli acquirenti nei diversi centri amministrativi oggi responsabili della supervisione dei beni.

D’accordo con l’Associazione nazionale dei Notai registrati, oggi per ogni processo di compravendita sono richieste più di dieci certificazioni. Le nuove misure in cantiere permetterebbero di ridurre al minimo questo processo burocratico.

«Sono provvedimenti che cercano di stimolare l’economia e il settore immobiliare del Paese»è l’opinione del Direttore della banca Bradesco Octavio de Lazari Junior. «Sono cambiamenti totalmente positivi. Non importa se gli effetti saranno immediati o meno. E’ estremamente saggio cambiare la cultura e strappare l’abito burocratico che impedisce al credito immobiliario di muoversi in libertà. Già il fatto che questi provvedimenti esistano è un bene, anche se dovessero mostrare i propri effetti solo l’anno prossimo».

«Ridurre al minimo la burocrazia è importante perché veramente aumenta la velocità delle operazioni finanziarie come anche la disposizione delle parti ad affrontare il processo. Ma in ogni caso non bisogna dimenticare che il ritmo del credito segue sempre la congiuntura macroeconomica«.Questo pensa l’analista economico Marcus Vinicius Valpassos della società di consulenza Galanto.

 

 

 

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