lunedì, Agosto 2

Brasile, governo Rousseff agli sgoccioli

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Rio de Janeiro – Il Partito del Movimento Democratico Brasiliano, PMDB, alleato del governo, rompe le righe e abbandona il governo di Dilma Rousseff. L’ennesimo colpo basso per il Presidente del Brasile, alle prese da più di un anno con l’inchiesta Lavajato, la Tangentopoli brasiliana che ha messo al muro politici e imprenditori vicini al governo e minaccia di sgretolare le fondamenta del governo stesso e della Rousseff. Non solo: sulla testa del capo di Stato pende anche una richiesta di impeachment da non sottovalutare.

A presentarla sono stati gli avvocati Helio Bicudo, Miguel Reale Junior e Janaina Paschoal che accusano il Presidente di aver truccato il bilancio di Stato del 2014 commettendo quindi un crimine di responsabilità. Questo già basterebbe, insieme alla crisi economica in corso, a destabilizzare un governo qualunque, ma quello di Dilma soffre di più. Soffre perché il leader del Pt, il partito del governo, rischia la prigione. Soffre perché l’ex Presidente Lula, meglio conosciuto come il Padre del Brasile, ha perso la sua popolarità. E forse anche, magari non proprio tutta, la credibilità. Dopo essere stato interrogato per tangenti nell’ambito dell’inchiesta Lavajato, il Pubblico Ministero di San Paolo ha presentato una richiesta di carcerazione preventiva nei suoi confronti per occultamento di immobili. Un sorpresa spiacevole per il leader del Pt che aveva già manifestato l’intenzione di candidarsi nuovamente alla Presidenza del Brasile nel 2018.

Alla luce di tutto questo è facile immaginare i sonni della Rousseff, soprattutto adesso che il PMDB, titolare di 7 ministeri,  ha deciso di mollare la presa. Ci sono voluti 3 minuti per decidere da che parte stare. Ma la presa di posizione non sembra essere la più coerente, né la più intelligente. Perché il PMDB è alleato del PT da oltre 10 anni e tirarsi fuori proprio nel momento di crisi più profonda è una mossa meschina. Non solo perché il PMDB è responsabile, insieme al PT, della crisi economica attuale, ma soprattutto perché nell’inchiesta Lavajato sono tanti gli esponenti del partito accusati di corruzione.

Insomma il bue che da’ del cornuto all’asino risulta ridicolo e poco credibile. E poi c’è da dire che il PMDB non sembra proprio compatto. Tre Ministri hanno deciso di restare al governo e la Rousseff non sembra avere alcuna intenzione di punirli. Si tratta di Katia Abreu, Ministro dell’Agricoltura, Celso Pansera, Ministro di Scienza e Tecnologia, e Marcelo Castro, titolare del Ministero della Salute. Poi c’è anche il vice Presidente Temer che a lasciare la sua poltrona non ci pensa proprio. «Sono stato scelto dal popolo», così giustifica la sua permanenza al governo. Ma è facile immaginare la voglia di sostituire la Rousseff in caso di impeachment. L’idea del PMDB di uscire dal governo non è una mossa intelligente perché consente a Dilma Rousseff di imbandire la tavola come le pare e piace. E di fatto lo sta già facendo.

Il Presidente sta preparando la riforma ministeriale che sarà annunciata entro venerdì e punta a ridistribuire 580 poltrone abbandonate dagli esponenti del PMDB. L’obiettivo è naturalmente quello di raccogliere quanti più voti possibile contro l’impeachment. Lunedì prossimo la Commissione Speciale per l’impeachment ascolterà la difesa del Presidente Rousseff. Il Ministro delle Finanze, Nelson Barbosa, ha promesso di presentare ai deputati argomenti tecnici per cercare di confutare la definizione di ‘pedalate fiscali’ come crimine di responsabilità. «Spiegherò quello che mi verrà chiesto di spiegare. La nostra politica è trasparente» ha garantito Barbosa. «Tutte le nostre decisioni sono state prese dopo aver raccolto diversi pareri tecnici dalle aree competenti delle Finanze e della Pianificazione e sono tutte in regola con la legislazione in vigore tuttora».

Quello che oggi appare sempre più evidente in Brasile è un governo delegittimato. “Politicamente si, ma giuridicamente poco”, ci spiega il giurista Rubens Eduardo Glezer“Nella pratica sta succedendo questo: i Ministri del PMDB stanno abbandonando i propri incarichi, i parlamentari del PMDB che restano tenderanno a non votare a favore dei progetti di legge che interessano al Governo e, soprattutto, il PMDB segnala che i suoi deputati e senatori voteranno a favore dell’impeachment del Presidente Roussseff. Giuridicamente l’uscita del PMDB dal governo è poco rilevante perché i parlamentari PMDB tenderanno ad agire contro il governo per non essere accusati di ‘infedeltà’ all’interno del partito”.

 

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