domenica, Maggio 9

Brasile: donne in piazza contro il divieto di aborto In migliaia per rivendicare un diritto che potrebbe essere negato da una proposta di legge in dibattito in Parlamento

0

Migliaia di donne hanno sfilato nel centro di Rio de Janeiro contro una proposta di legge in discussione alla Camera dei deputati che prevederebbe il divieto di aborto anche nei casi di stupro. Non molti giorni fa, una commissione speciale della Camera brasiliana ha approvato con 18 voti favorevoli e un solo voto contrario una proposta di modifica della Costituzione motivandola con il riconoscimento del diritto alla vita sin dal concepimento.

Attualmente, in Brasile, l’aborto è ammesso solamente nel caso di rischio di morte per la gestante e di gravidanza conseguente a violenza.  In tutti gli altri casi, l’aborto è illegale e può essere punito con il carcere: tre anni per le donne e quattro per i medici. Come sostenuto in precedenza dall’ Organizzazione mondiale della sanità, ogni due giorni una brasiliana muore in seguito a un aborto clandestino.

La legislazione nel merito dell’ aborto risale al 1940Nel 2009 fece molto scalpore la vicenda della bambina di nove anni che era rimasta incinta e correva il pericolo di perdere il rischio di vita, dopo ripetuti abusi da parte del patrigno. Non appena venne praticato l’aborto, la Chiesa Cattolica locale protestò.  Addirittura l’ Arcivescovo di Recife José Cardoso Sobrinho annunciò pubblica scomunica per l’equipe medica.

A diversi mesi di distanza dalla destituzione di Dilma Rousseff,  sembra ormai lontano il programma progressista di allargamento dei diritti civili. Sembra progressivamente prendere piede una linea più conservatrice, vicina ai poteri forti e non alle esigenze dei cittadini.

(Video tratto dal canale Youtube IBTimes UK)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->