giovedì, Dicembre 9

Brasile, Dilma Rousseff al capolinea?

0
1 2


L’aviazione turca ha compiuto nuovi raid contro postazioni del Pkk curdo nel sud-est del Paese e nel nord dell’Iraq. I bombardamenti sono avvenuti in modo simultaneo tra le 8 e le 9 di ieri mattina a Semdinli, nella provincia turca di Hakkari, e nelle regioni irachene di Avasin-Basyan. Uccisi 11 ribelli curdi.

Riaperto per due giorni del valico di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza. Trentamila persone hanno chiesto di attraversare il valico tornato agibile per la prima volta in tre mesi. L’Egitto ha chiuso la frontiera con Gaza dalla destituzione del presidente democraticamente eletto Mohamed Morsi nel 2013.

In Iraq almeno 64 morti e 87 feriti nell’esplosione di un’autobomba che ha colpito un mercato del quartiere a maggioranza sciita di Sadr city, nella capitale Baghdad. L’attentato è già stato rivendicato dal sedicente Stato islamico, che ha di nuovo preso di mira gli sciiti, fazione dell’Islam considerata ‘eretica’ dal gruppo jihadista.

In Yemen trovato un accordo su uno scambio di prigionieri i ribelli houthi e le forze del governo filosaudita di Abd Rabbo Mansour Hadi. Entro venti giorni le parti in conflitto si scambieranno la metà dei prigionieri che detengono. Il conflitto, in corso da marzo del 2015, finora ha causato 6.400 morti e 2,8 milioni di sfollati.

In Tunisia le unità di sicurezza hanno smantellato stamane altre due cellule jihadiste a Mahdia e Kebili, arrestando in tutto sei persone con l’accusa di appartenere ad una organizzazione terroristica. Altri due sono stati uccisi.

Un rapporto pubblicato oggi da Amnesty International ha definito ‘un luogo di morte’ il carcere militare di Giwa, nel nord-est della Nigeria, denunciando l’assassinio di almeno 149 prigionieri vittime di una detenzione in condizioni definite ‘terribili’. Secondo Amnesty, tra le vittime dei militari figurano anche donne, ragazzini e almeno quattro bambini. A Giwa e in altri carceri speciali dell’esercito nel nord della Nigeria sono imprigionate persone sospettate di militare in Boko Haram o comunque di sostenere il gruppo islamista.

Nella Repubblica Democratica del Congo la polizia è intervenuta con cariche, gas lacrimogeni e manganelli elettrici per disperdere migliaia di sostenitori del dirigente di opposizione Moise Katumbi che contestavano l’apertura di un’inchiesta nei suoi confronti. I disordini si sono verificati a Lubumbashi, capoluogo della regione mineraria del Katanga dove Katumbi è stato governatore. Katumbi è accusato di aver reclutato mercenari con l’obiettivo di rovesciare il presidente Joseph Kabila.

Nelle primarie Usa, il democratico Bernie Sanders ha vinto il confronto con Hillary Clinton in West Virginia. Tra i repubblicani, il milionario Donald Trump ha vinto in West Virginia e in Nebraska, dopo che i suoi ultimi avversari Ted Cruz e Jon Kasich si erano ritirati entrambi la settimana scorsa.

Infine, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale, in visita ufficiale, il principe Akishino della casa imperiale giapponese, accompagnato dalla consorte Presente all’incontro il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->