lunedì, Aprile 12

Brasile: Dilma o non-Dilma, futuro tumultuoso field_506ffbaa4a8d4

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Negli ultimi due anni, il Brasile è stato impantanato nel più costoso scandalo di corruzione mai scoperta in una democrazia. Lo scandalo è scoppiato nel 2014, quando si è scoperto che alcune tra le principali aziende brasiliane di costruzioni delle infrastrutture petrolifere avevano formato un’alleanza per controllare gli appalti delle infrastrutture necessarie alla società energetica di proprietà del Governo, la Petroleo Brasileiro (Petrobras). I costi delle infrastrutture sono stati gonfiati da un minimo dell’1% ad un massimo del 3%, le aziende che si aggiudicavano gli appalti erogavano tangenti ai partiti di Governo, soldi con i quali i partiti poi pagavano le campagne elettorali.

Lo scandalo -l’indagine conosciuta come ‘Operazione Car Wash’- ha coinvolto figure politiche di primo piano e ha scioccato il Brasile, un Paese abituato alla corruzione delle alte sfere politico-istituzionali.  Oggi questo scandalo rischia di segnare in maniera definitiva la carriera della Presidente Dilma Rousseff.

La classe media brasiliana ha reagito rapidamente e duramente alle rivelazioni Petrobras, mettendo in scena proteste di massa. Più che la corruzione, le proteste esprimono rabbia contro il partito di GovernoPartido dos Trabalhadores (PT)- causa la recessione economica. Travolta dalla  frustrazione dei brasiliani è Dilma, la quale non è stata direttamente coinvolta nello scandalo Petrobras. Rousseff si trova di fronte un procedimento di impeachment con l’accusa di aver manipolato i bilanci pubblici del 2014 per rendere il deficit di bilancio del Paese meno grave di quello reale in vista delle elezioni. La vicenda Petrobras ha alimentato la rabbia contro di lei, e sarebbe, a detta dei detrattori, la prova della sua inettitudine.

Solo un paio di anni fa, il Brasile sembrava destinato a grandi cose. Il Paese  -che è la più grande economia del Sud America-  fa parte dei cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), un gruppo di economie emergenti il cui potenziale di crescita è considerato essere enorme. Qui il progresso sociale ha accompagnato i progressi economici, la Banca Mondiale lo ha elogiato per aver ridotto le disuguaglianze e innalzamento del livello di vita dei suoi cittadini più poveri in maniera più che sensibile dal 2003 al 2014. Lo scandalo Petrobras potrebbe essere addirittura, secondo gli analisti del centro studi ‘Stratfor, un momento importante del progresso del Paese, invece che l’evento che ha fatto deragliare la sua ascesa.

Il Brasile è un Paese enorme che copre diverse zone climatiche -una fascia compresa tra l’Equatore e il Tropico del Capricorno-, un fatto che ha storicamente reso difficile sviluppare e governare questa Nazione. Le sfide geografiche formidabili che sono proprie del Paese hanno avuto un effetto quasi deterministico sulla sua economia e sul suo sviluppo sociale.
Il Nord del Brasile comprende vaste aree di giungla  -a partire dal bacino amazzonico, e, a sud del bacino amazzonico, la savana tropicale caratterizza la regione interna conosciuta come il ‘Cerrado’, con il suolo estremamente acido e carenza di corsi d’acqua. Più a sud, il Rio de la Plata, la regione che collega le città del Brasile con Argentina e Paraguay. Questa zona di fiumi interconnessi ha permesso la crescita delle economie di scala in Brasile. La terra coltivabile che si trova nella parte meridionale del Paese è considerata il cuore economico del Brasile, meno del 7 per cento del territorio complessivo del Brasile, ciò nonostante il nucleo responsabile dell’alimentazione della crescita economica della Nazione. Il problema è rappresentato dalla conformazione del territorio particolarmente problematica per le infrastrutture. I problemi infrastrutturali del Brasile sono alla base dei cicli di espansione e contrazione che definiscono la sua storia economica. Il Brasile è incline all’inflazione a causa di quella parte di costi di produzione  che derivano dalla carenza delle infrastrutture. Elevati costi di investimento, storicamente, hanno limitato le opportunità economiche a disposizione dei maggior parte dei cittadini, preservando il sistema oligarchico creato sotto il colonialismo. Le tendenze del Paese verso l’elitarismo e l’inflazione hannolavoratoper aumentare la dipendenza nazionale dalle materie prime, rendendo l’economia brasiliana ancora più volatile.

La vulnerabilità dell’economia brasiliana dai prezzi delle materie prime è uno degli elementi essenziali. Dalla fine del 1990 fino a circa il 2012, la crescita della Cina e la conseguente domanda di materie prime hanno dato una spinta al Brasile. Il Governo brasiliano ha aumentato la spesa sociale, facendo salire la sua popolarità. Poi l’economia cinese ha cominciato a rallentare, e con essa la domanda di materie prime. Il rallentamento dell’economia cinese, insieme con fattori regionali latinoamericani, ha iniziato a smorzare l’economia del Brasile. Nel 2009, il tasso di crescita del Brasile è sceso drasticamente e, a parte un breve rimbalzo, è in costante calo da allora. L’anno scorso, l’economia brasiliana si è contratta del 3,8 per cento.

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