domenica, Giugno 13

Brasile: continuano le manifestazioni a favore del diritto all’aborto E decine di donne brasiliane iniziano a raccontare le proprie storie

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Come già raccontato su questo quotidiano,  da mesi il tema dell’ aborto è uno dei temi centrali della politica brasiliana. In migliaia, le donne erano scese in piazza, a metà novembre, nel centro di Rio de Janeiro e in molte altre città brasiliane, per protestare contro una proposta di legge in discussione alla Camera dei deputati circa la possibilità di introdurre il divieto di aborto anche nei casi di stupro. Erika Kokay, membro del Congresso, ha dichiarato: «Le vite delle donne contano, non possiamo legiferare in favore dello stupro, il che significherebbe l’obbligo di mantenere una gravidanza che è il risultato dello stupro».

E proprio contro le regole sempre più dure, molte donne hanno iniziato a raccontare le proprie storie, nel tentativo di difendere il diritto all’ aborto. Secondo l’ Organizzazione mondiale della sanità, ogni due giorni una brasiliana muore in seguito a un aborto clandestino. Tra le 400 e le 800mila sarebbero le donne che ogni anno abortiscono in Brasile.

Al momento, in Brasile, l’aborto è ammesso solamente nel caso di rischio di morte per la gestante e di gravidanza conseguente a violenza.  In tutti gli altri casi, l’aborto è illegale e può essere punito con il carcere: tre anni per le donne e quattro per i medici. Questo all’ interno di una legislazione del 1940.

A diversi mesi di distanza dalla destituzione di Dilma Rousseff,  sembra ormai prevalente una linea più conservatrice come dimostra la recente approvazione, da parte di una commissione speciale della Camera brasiliana, con 18 voti favorevoli e un solo voto contrario, di  una proposta di modifica della Costituzione che  riconosce il diritto alla vita sin dal concepimento.

Secondo la ricerca di Datafolha, il numero di brasiliani favorevoli alla depenalizzazione dell’aborto è aumentato dal 23% dello scorso anno al 36% nel 2017. Nonostante la crescita di 13 punti percentuali, sono una minoranza rispetto al 57% che ritiene che le donne dovrebbe essere punito e andare in prigione per avere un aborto . Nel caso di rischio di morte, il 61% ritiene che la donna debba avere il diritto di abortire, diritto riconosciuto dal 53% anche nel caso di stupro.

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