mercoledì, Dicembre 1

Brasile, Buarque: 'Siamo troppo promiscui, perciò corrotti'

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Il musicista Chico Buarque è stato molto criticato per aver difeso il PT. Il Paese sta diventando politicamente intollerante?

Quello che è successo è solo una conseguenza dell’intolleranza manifestata dal PT. Le persone non si rendono conto che proprio questa intolleranza può rivelarsi un grandissimo rischio per il nostro Paese.  Sta passando il limite.

Chico sta dalla parte del PT, ma questi non fa parte degli intolleranti che attaccano chi pensa in maniera differente rispetto al PT. Ho mandato una lettera a Chico per manifestargli la mia solidarietà, ma gli ho chiesto anche di farsi promotore di una maggiore tolleranza fra gli artisti del suo rango. Non mi ha ancora risposto.

E’ possibile un accordo per salvare corrotti e corruttori?

Una delle cose peggiori di questo Paese è la promiscuità tra imprenditori e politici e tra politici e giudici. Negli Stati Uniti nessuno vede mai un ministro della Corte Suprema per strada. Lì non rilasciano interviste come fanno dalle nostre parti. Qui i ministri si fermano in corridoio e chiacchierano con i giornalisti di tutto. La promiscuità è una forma di corruzione non esplicita. Non arricchisce ma corrode. Bisogna cambiare. Giudice è giudice, politico è politico e imprenditore è imprenditore. Quando devono incontrarsi, che lo facciano discretamente e non come fanno oggi.

La crisi economica peggiorerà?

Purtroppo lo scenario non è dei migliori. Le conquiste economiche e sociali degli ultimi anni sono a rischio. La stabilità monetaria ha dato origine all’inflazione, mentre la democrazia vacilla senza veri partiti, senza politici con spirito critico e lungimiranza. Il Brasile è un Paese in rovina e dovrebbe concentrarsi maggiormente sull’educazione, sulla salute, sulla sicurezza, lasciando ai privati gli altri settori. Siamo molto indietro.

Qual è il ritratto del settore educazione sotto il governo Dilma?

La Patria Educatrice non esiste. Il governo usa l’educazione come mero slogan per cercare di ingannare le persone. La rivoluzione nell’educazione avviene rendendo le scuole dei più poveri tanto buone quanto quelle dei ricchi. Questo è possibile. Il premio della Fifa per il gol più bello è stato consegnato al brasiliano Wendell Lira. Lo ha vinto nonostante sia povero e lo ha vinto perché la palla è rotonda per poveri e ricchi. Se fosse stata quadrata la palla non sarebbe mai entrata in porta. Se avessimo scuole rotonde, molti altri Wendell sarebbero oggi candidati al Premio Nobel.

Com’era il suo rapporto con  l’ex presidente Lula che lo ha costretto per telefono a dimettersi da ministro dell’Educazione?

Ammiro il Lula storico. Ha dato un grande contributo a questo Paese per il semplice fatto di aver reso un semplice operaio Presidente della Repubblica in un Paese aristocratico come il Brasile. Pochi lo sanno, ma sono stato io a presentare Hugo Chavez a Lula. Chavez voleva conoscerlo ma Lula non voleva. Mi disse “E’ un golpista, non voglio conoscerlo”! Io gli risposi che questo golpista aveva posizioni molto progressiste e presto sarebbe stato eletto. Poi si incontrarono.

Crede possibile una candidatura di Lula alla presidenza nel 2018?

Se il governo dovesse restare in piedi fino alla fine e il giudice Sergio Moro così come il Ministero Pubblico portassero avanti l’inchiesta Lava Jato (che vede coinvolti politici e imprenditori vicini al Pt accusati di corruzione), Lula nel 2018 sarà già morto.  Ma se Dilma dovesse cadere prima, Lula e il Pt si proclamerebbero vittime di un golpe e si proporrebbero come governo alternativo a quello caduto e incompetente. Dipenderà da Lula convincere il popolo a ricordare le cose positive fatte in passato e dimenticare il resto. Lula è un illusionista.

 

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