mercoledì, Ottobre 20

Brasile, 3,7mln di persone fuori dalla classe C

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La disoccupazione è prevista in grande aumento e questo senza dubbio non farà che colpire le rendite. E’ possibile anche che la Classe C torni a rappresentare meno della metà della popolazione brasiliana, lo stesso risultato raggiunto nel 2010. Nonostante ciò, non tutte le conquiste sociali degli ultimi dieci anni sono andate perse poiché buona parte di esse non sono legate esclusivamente alla rendita, quanto all’educazione. “Per ridurre la povertà in questo paese sono state compiute scelte importanti e radicali”, tiene a sottolineare Otaviano Canuto, direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale per il Brasile. “Abbiamo sempre a disposizione il documento delle politiche sociali adottate per migliorare il semplice accesso all’educazione. Non sto parlando di qualità, ma di semplice accesso alle scuole. Ridurre la povertà è stato possibile anche grazie alle conquiste macroeconomiche e alla stabilità che questo paese è riuscito a raggiungere e che può recuperare”.

E’ ottimista, Canuto. Il declassamento del Paese da parte di Standard & Poor’s non lo spaventa. “Di certo non significa che stiamo precipitando. Anzi. Perdere il gardo di investimento deve essere uno stimolo, può servire come catalizzatore in un momento in cui le istituzioni brasiliane sono sotto esame. Certo, non possiamo fare finta che non sia stia succedendo nulla”. Canuto è stato Segretario degli Affari Internazionali al Ministero delle Finanze, professore all’Università Unicamp e vice presidente e assessore senior per le economie emergenti della Banca Mondiale dove è rimasto per 10 anni. Il suo nome era in lizza per il Ministero delle Finanze come successore di Mantega, così come per la Presidenza della Banca Nazionale dello Sviluppo Economico e Sociale. Da maggio dell’anno scorso è direttore esecutivo per il Brasile del Fondo Monetario Internazionale. “Ok, abbiamo perso il nostro grado di investimento. Ma questo secondo un’agenzia di rating. Non è detto che anche le altre la pensino allo stesso modo.  Certo è che il giudizio ha un effetto devastante sugli investitori di qualunque area, così come nelle imprese il cui rating dipende da quello sovrano. Questo per esempio è già successo con la Petrobras”.

Che cos’è il rating sovrano? “Non si tratta di alcuna valutazione del paese. E’ una lettura di probabilità di un evento in base ai titoli di credito. Adesso è importante che non si verifichi un altro declassamento perché potremmo perdere diversi, troppi investitori. Tra oggi e il momento di revisione da parte di altre agenzie, possono succedere tante cose. Il declassamento deve servire a catalizzare, deve aiutarci a lasciarci alle spalle i debiti e permettere al governo di raggiungere un bilancio positivo nel 2016 e non il deficit che lo stesso governo sta progettando. Bisogna dare uno spintone alla politica e alle leadership del Congresso affinchè cooperino con il governo per migliorare lo scenario fiscale del Brasile. Nulla è automatico, bisogna darsi da fare. Non ci sono buone notizie, oggi, è vero. Ma non possiamo dire nemmeno di trovarci sull’orlo del precipizio”.

 

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