venerdì, Ottobre 22

Bowie, il suo testamento nell'ultimo album Blackstar Intervista a Franco Fabbri, docente e musicologo

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Fabbri chi era Davie Bowie?

Bowie è sempre stato considerato l’autore del rock decadente anche se dal mio punto di vista questa definizione non è corretta. Bowie è stato un musicista che ha avuto la straordinaria capacità di attraversare con la sua musica tantissimi generi musicali interpretando sempre cose diverse in modo diverso.

E’ quasi un caso musicale?

E necessario ricordare che quando si è affacciato al mondo musicale internazionale quasi tutti gli autori-interpreti, quelli che oggi chiamiamo comunemente cantautori, erano per lo più legati al genere folk-revival. Bowie si è quasi intromesso in un mondo formato da gruppi musicali e si è imposto come singolo ma non solo. E’ stato capace di attravrsare cinquant’anni di storia cambiando continuamente musica e aspetto. E’ fondamentale ricordare che prima di Bowie i cantanti, o i gruppi musicali non badavano al look, le canzoni e i testi erano importanti, con Bowie nasce una nuova attenzione non solo alla musica ma al musicista. Quello che sta sul palco e che con i suoi abiti fa tendenza, così come con la musica. Tutti i suoi album sono diversi è stato in grado di viaggiare nella musica e anche il suo ultimo lavoro è una rivelazione, dentro le note c’è nuovamente l’avvicinarsi a tematiche non convenzionali.

Bowie ha importato il rock in Italia?

Non proprio. Sicuramente in molti lo hanno amato anche in Italia e molti cantanti ne hanno preso spunto ma la cultura musicale italiana è totalmente diversa. Sarà la crisi dell’ultimo periodo ma i canatanti e i cantautori italiani tendono a rimanere fedeli a loro stessi: Bowie no. Tra gli anni ottanta e novanta è passato dalla musica ‘leggera’ se così possiamo definirla, la musica da ballo all’ heavy metal. In Italia ci sono tantissimi giovani cantanti indipendenti che avrebbero grandi potenzialità che purtroppo non vengono sfruttate a dovere.

Esiste qualche cantante simile a Bowie, qualcuno che possa raccoglierne l’eredità musicale?

Bowie era un cantante complesso non è facile trovare qualcuno che gli somigli o che possa esserne l’erede. Se proprio devo scegliere qualcuno, facendone le dovute differenze, tra gli italiani segnalerei Vinicio Capossela. E’ ovvio che tra i due esistono delle enormi differenti ma Capossela, dal mio punto di vista, è capace di passare da un genere musicale all’altro, dalla tradizione, al pop alla musica regionale ed essere sempre gradito.

Oggi ricorre il diciassettesimo anniversario della morte di Fabrizio De Andrè che è stato quasi dimenticato ed eclissato da Bowie. Vogliamo ricordarlo?

De Andrè era un grande artista della musica italiana, e sicuramente i sostenitori di De Andrè non sono quelli di Bowie e viceversa. Oggi potrebbe essere un bel momento per unire questi due uomini e accostarli, partendo dalla cosa che avevano in comune ovvero l’essere cantautori.

A poche ore dalla morte hashtag twitter #DavidBowie è trend topic e anche la programmazione Rai e Mediaset di questa sera è cambiata. Intanto anche Luciano Ligabue ricorda il ‘collega’ con queste parole: “Giù il cappello di fronte a un colosso. Ziggy Stardust, Duca Bianco, David Bowie ora è anche Black Star. Ma è sempre stato David Robert Jobes. Il suo lascito musicale è enorme. A lui il mio più sentito grazie dal profondo del cuore”.

 

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