giovedì, Aprile 22

Bowie, il suo testamento nell'ultimo album Blackstar Intervista a Franco Fabbri, docente e musicologo

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Il Duca bianco del rock è morto. David Bowie nel mese di gennaio 2016 ha vissuto una nuova vita che lo ha portato alla morte. Giorno otto infatti aveva compiuto sessantanove anni e lo stesso giorni regalava al suo pubblico adorante il suo ultimo album, quasi un testamento, ‘Blackstar’, questo il titolo dell’album, resterà quindi nell’albo della musica mondiale il cimelio, il ricordo del cantante e dell’uomo che per diciotto mesi ha lottato contro il cancro e che stanco, sempre in questo gennaio, aveva dichiarato il suo definitivo abbandono al palcoscenico. Voleva andarsene, ritirarsi, ma non sarebbe mai accaduto, la sua musica lo ha reso immortale, come per Battisti che nonostante il prematuro ritiro musicale è ancora oggi il cantate italiano per eccellenza.

La sua morte ha scatenato i social. Inizialmente in tanti avevano pensato alla solita ‘bufala del web’ ma con il passare delle ore la notizia si è diffusa a macchia d’olio fino all’arrivo ufficiale via twitter del figlio del cantante che ha annunciato al mondo la scomparsa del padre. In tantissimi stanno commentando il prematuro addio del cantante. In molti non hanno potuto fare a meno di notare la triste coincidenza con la morte di Fabrizio De Andrè. Diciassette anni fa infatti moriva il cantautore di ‘Bocca di rosa’ e oggi erano già state programmate tantissime manifestazioni in ricordo. La giornata del ricordo di De Andrè lascia oggi spazio ad un altro lutto, ad un altro ricordo. La morte di Bowie, avvenuta nella notte ha lasciato stralci dietro di se, chi piange, chi ha cambiato l’immagine del profilo Facebook con l’immagine del cantante, chi ha bardato la propria bacheca a lutto “Non mi capacito” e poi ancora “Sono in treno e piango”, “La vita è ingiusta” e tanti altri ancora i messaggi pubblici per il cantante. Chi non potrà piangere sulla sua tomba, chi non potrà assistere al funerale ha inviato via etere il proprio rammarico.

Vediamo meglio chi era David Bowie.

Bowie ha raccontato la sua storia e la storia del mondo, in cinquant’anni di carriera, è stato cantante, autore, musicista e persino attore, degno di nota il film Nicolas Roeg dal titolo ‘L’uomo che cadde sulla terra’ e poi ancora il lungometraggio ‘Basquiat’ dove interpretava il pittore pop ed eclettico Andy Warhol. Eclettico come Warhol anche Bowie si occupa, con successo, di pittura, tanto che alcune delle sue opere sono state esposte in importanti musei statunitensi, ma non solo, l’artista ha fatto della ‘variabilità della vita e dell’essere’ il suo motto tanto che tutti i suoi album sono diversi. Bowie è passato dal folk, al rock cambiando d’abito non solo da un punto di vista musicale ma anche fisico. Lui era in grado di trasformarsi rimanendo se stesso, era in grado di raccontare e stupire tanto che è stato preso come esempio da molti artisti suoi contemporanei e non.

Ma veniamo alla discografia. In cinquant’anni ci carriera i dischi prodotti sono stati tantissimi, eccone una bella carrellata, dal primo all’ultimo, pubblicato, come dicevamo, il giorno del suo compleanno. Il primo album intitolato David Bowie è del 1967 a seguire abbiamo nel 1969 Space Oddity, nel 1970 The man who sold trh word, 1971 Hunky Dory, 1972 The rise and fall off Ziggy Stardust and the spiders from Mars. Nel 1973 pubblica ben due album ovvero Alladin sane e Pin ups, 1974 Diamond dogs, 1975 Young americans, 1976 Station to station. Ed ecco arrivare il 1977 dove bissa di nuovo la sua presenza, il primo album è Low mentre il secondo d’intitola Heroes. Dopo due anni di stop ritorna nel 1979 con Lodger, l’anno dopo pubblica Scary monsters, nel 1983 arriva Let’s dance, nel 1984 Tonight. Ancora due anni di riposo per poi riprendere al meglio la sua attività musicale. Nel 1986 pubblica Labyrinth, nel 1987 l’ultimo album che chiude gli anni ottanta Never let me down. Bowie ritorna poi sulle scene nei primi anni novanta e precisamente nel 1993 con due album ovvero Black tie white noise e The Buddha of suburdia, nel 1995 esce 1. Outside, nel 1997 Earthling, nel 1999 Hours, nel 2002 Heathen, nel 2003 Reality. Dopo quest’ultimo disco Bowie si prende dieci lunghi anni di pausa che lo consacreranno ancora di più come ‘mostro’ della musica e poi, nel 2013 arriva il penultimo album dal titolo The next day ed infine l’ultimo disco del cantante arriva in questo gennaio, proprio il giorno del suo compleanno e due giorni prima della sua morte. Ecco il nuovissimo Bowie che canta Blakstar.

Su David Bowie, i suoi eccessi e la sua musica ci spiega qualcosa il musicologo e docente presso l’università degli studi di Torino Franco Fabbri.

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