giovedì, Agosto 5

Bosnia: ergastolo per Mladic, la ‘quintessenza del male’ Corea del Nord: spari contro disertore al confine con il Sud. Tbilisi: uccisi presunti terroristi. Zimbabwe: venerdì Mnangagwa nuovo presidente

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E’ ergastolo per Ratko Mladic, ex comandante dell’esercito serbo bosniaco, accusato di genocidio e crimini di guerra e contro l’umanità perpetrati durante la guerra in Bosnia (1992-95).  deciderlo il tribunale penale internazionale dell’Aja per i crimini nella ex Jugoslavia (Tpi).

A Sarajevo, secondo il giudice, Mladic volle portare avanti una campagna micidiale di bombardamenti e cecchini e a Srebrenica volle perpetrare genocidio, persecuzione, sterminio, assassinio e atti disumani attraverso trasferimenti forzati. La condanna dell’ex generale Mladic «non è un verdetto contro tutti i serbi. La sua colpevolezza riguarda solo lui, e lui soltanto», ha precisato il procuratore capo del tribunale. «Una memorabile vittoria della giustizia», ha commentato la sentenza l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein. «Mladic è la quintessenza del male, e l’azione penale nei suoi confronti è il simbolo di ciò che la giustizia internazionale rappresenta», ha ricordato Al Hussein, secondo cui l’ex generale ha guidato «alcuni dei crimini più oscuri avvenuti in Europa dalla Seconda guerra mondiale. La sua detenzione è un riconoscimento al coraggio e alla determinazione di quelle vittime e testimoni che non hanno mai abbandonato la speranza di vederlo di fronte alla giustizia. La condanna è un avvertimento a chi commette tali atrocità: non sfuggiranno alla giustizia».

Si tratta però di una condanna in primo grado. E il figlio Darko Mladic, che ha definito la decisione «propaganda di guerra», ha confermato che ricorrerà in appello: «Tale condanna è ingiusta e la combatteremo in appello per provare che si tratta di un giudizio sbagliato».

Grande clamore hanno suscitato le immagini della diserzione di un soldato della Corea del Nord al confine con il Sud. Il caso è del 13 novembre e riguarda un militare, scoperto nel tentativo di disertare al varco di Panmunjom. I risultati delle indagini sono stati diffusi dal Comando Onu, a guida Usa, accompagnate dal rilascio del video di 7 minuti che riprende gli eventi, durante i quali i soldati hanno sparato verso il Sud e attraversato il confine nella ‘caccia’ al commilitone fuggitivo. Pyongyang è accusata di aver violato l’armistizio che chiuse la Guerra di Corea del 1950-53. Il generale Vincent K. Brooks, a capo del Comando Onu, ha rilevato che la condotta delle truppe alleate è stata appropriata e rispettosa dell’armistizio evitando la ripresa delle ostilità tra le due parti. Il Comando Onu ha notificato al Nord le violazioni rilevate chiedendo un meeting di discussione sul caso con i militari.

Si è conclusa con l’uccisione di tre presunti terroristi e l’arresto di una quarta persona l’operazione antiterrorismo a Tbilisi, dove ieri sera un gruppo armato si è barricato in un appartamento del quartiere Isani. Negli scontri a fuoco è morto uno spetsnaz mentre due agenti di polizia sono rimasti feriti. Il presunto gruppo terroristico, secondo le autorità georgiane, era composto da cittadini stranieri che venivano seguiti dalle forze dell’ordine da alcune settimane.

Rimanendo nell’area invece il ministero dell’Interno ucraino fa sapere che il presidente dell’autoproclamata repubblica popolare di Lugansk, Igor Plotnitski, si è rifugiato in Russia dopo che ieri la città del Donbass è stata occupata da un misterioso commando, probabilmente legato al suo rivale Igor Kornet.

Torniamo in Zimbabwe, perché il giorno dopo le dimissioni di Robert Mugabe, arriva la notizia che si terrà venerdì la cerimonia di giuramento del nuovo presidente, Emmerson Mnangagwa: lo scrive il sito dell’emittente pubblica ‘Zbc‘.

Per uno che arriva, un altro che invece ci ripensa. Il premier libanese Saad Hariri ha detto infatti che il presidente Michel Aoun gli ha chiesto di riflettere sulla decisione di dimettersi. «Ho presentato le dimissioni al presidente e lui ha auspicato che si prenda tempo per riflettere sulle cause (delle dimissioni). Ho risposto a questo auspicio, con la speranza che si arrivi a un dialogo e che si risolvano i problemi del Paese», ha spiegato Hariri.

Un primo accordo nei negoziati sulla Brexit fra Londra e Bruxelles, quello riguardante il conto del divorzio, potrebbe arrivare nel giro di tre settimane. A rivelarlo il ‘Financial Times‘, dopo il tentativo di accelerazione degli ultimi giorni della premier Theresa May e il via libera del suo governo a un sostanzioso incremento dell’offerta che la Gran Bretagna è disposta a mettere sul piatto di fronte all’Ue.  Resta comunque il nodo delle garanzie sui confini dell’Irlanda.

Fa ancora discutere la situazione dei Rohingya. Ad intervenire stavolta il segretario di Stato Usa Rex Tillerson, che ha condannato la persecuzione della minoranza musulmana in Birmania: «Dopo un’attenta analisi dei fatti disponibili è chiaro che la situazione nello stato del Rakhine costituisce una pulizia etnica contro i Rohingya».

Usa che intanto dopo aver inserito la Corea del Nord nella lista dei Paesi accusati di essere sponsor del terrorismo, subiscono l’ira di Pyongyang, che ha definito quest’azione come «grave provocazione». Un portavoce del ministero degli Esteri ha criticato pesantemente anche le nuove sanzioni unilaterali varate dal Tesoro americano. Insomma un tavolo negoziale sulla questione nucleare appare davvero utopia in questo momento.

In Russia, il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, è tornato a confermare che il Cremlino farà tutto il possibile per proteggere gli interessi legali del senatore russo e miliardario Suleiman Kerimov, in stato di fermo in Francia con l’accusa di evasione fiscale: «Lo status di senatore di Suleiman Kerimov e il fatto che è un cittadino russo garantiscono che noi faremo del nostro meglio e compiremo ogni sforzo per proteggere i suoi interessi legali».

Chiudiamo con il Giappone, dove il governo sta pensando alla data in cui avverrà l’abdicazione dell’imperatore Akihito, la prima di un monarca in oltre 200 anni di storia. Fonti ufficiali riferite al canale pubblico ‘Nhk parlano di due opzioni: il 31 marzo o il 30 aprile 2019.

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