sabato, Ottobre 23

Boschi e Meloni 'inciampano' nella Storia Le due esponenti politiche criticate per il loro 'approccio' con le grandi figure del passato italiano

0
1 2


E’ bufera dopo le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, riguardo all’associazione delle figure dei partigiani al prossimo referendum costituzionale. Il primo a reagire a tali affermazioni è stato Pier Luigi Bersani, che evidentemente risentito ha scritto sul suo profilo di Facebook: «Come si permette la ministra Boschi di distinguere tra partigiani veri e partigiani finti? Chi crede di essere? Siamo forse già arrivati a un governo che fa la supervisione dell’Anpi? È evidente che siamo a una gestione politica sconsiderata e avventurista. In nome di una mezza riforma del senato si rischia di creare una frattura insanabile nel mondo democratico e costituzionale. Ieri Renzi è stato alla Brembo. Spero si sia fatto dare un freno di quelli buoni. E che lo usi subito». Neppure dall’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI) tardano ad arrivare i commenti con la replica di Umberto Lorenzoni, nome di battaglia ‘Eros‘, che ribadisce: «I partigiani veri voteranno sì. E’ chiaro che il ministro Boschi non ha conosciuto i partigiani “veri” perché i “partigiani veri” voteranno tutti per il no. Non consentiremo che una dama bellina storpi la Costituzione conquistata con il sangue di migliaia di partigiani. L’Anpi ha votato e ha deciso all’ unanimità (solo 3 contrari) di dire no alla riforma. E la nostra posizione la porteremo avanti fino in fondo». In difesa della Boschi arriva oggi il Premier Matteo Renzi che controbatte così hai microfoni di ‘Radio 105‘: «Nel merito non vedo gaffe. Quella dell’Anpi è una posizione del tutto legittima e al suo interno alcuni hanno scelto, quelli che hanno fatto la Resistenza, di votare sì. All’interno dell’Anpi qualcuno voterà sì e qualcuno voterà no. Ci sono i veri partigiani che voteranno sì e quelli che voteranno no, e noi abbiamo rispetto per tutti i partigiani». E aggiunge: «Sapete che si possono iscrivere all’Anpi anche i più i giovani perché purtroppo non è che ce ne sono tantissimi di quelli del passato, io stesso mi sono iscritto appena diventato sindaco» e conclude: «Una delle leggende della Resistenza, quel Diavel al quale hanno dedicato una canzone i Modena City Ramblers, ha detto che voterà sì pur non essendo renziano. Io francamente non vedo la polemica». Poco apprezzate anche le affermazioni dell’aspirante sindaco di Roma, Giorgia Meloni, che durante un’intervista ha affermato: «Il 22 maggio ricorre l’anniversario della scomparsa di Giorgio Almirante. Io sono qui per dire che, quando sarò eletta sindaco, uno degli impegni che mi prendo è quello di intitolare una strada di Roma a un uomo che è stato fondamentale nella storia della destra italiana e nella storia della politica italiana» ha dichiarato durante l’evento organizzato dalle liste a suo sostegno dal titolo: ‘Ciliegiata, un voto tira l’altro‘ continuando: «Un patriota e una persona che amava gli italiani, che credeva nella democrazia e nell’onestà della politica,esattamente come la sinistra in questi anni ha potuto intitolare ai suoi padri fondatori delle vie o delle piazze nella Capitale, vogliamo farlo anche con un uomo che è stato importante nella storia della destra». Le risposte arrivano repentine con il presidente comunità ebraica della  Capitale, Ruth Dureghello: «Lo ripetiamo per chi lo avesse dimenticato mai una via a Roma per chi come Almirante collaborò alla ‘Difesa della Razza’ senza pentirsene» e il presidente dell’Anpi romana Fabrizio De Sanctis, che sottolinea: «Una proposta inaccettabile, irricevibile e assurda».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->