mercoledì, Agosto 4

Borse incerte: parola a Draghi

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Tutto ruota attorno alle parole di Mario Draghi. In base a quanto dichiarerà domani in conferenza stampa il presidente della Bce, così si muoveranno gli Stati. Ad iniziare a muoversi sono invece le Borse che nella giornata di oggi hanno fatto registrare qualche risultato incerto. Se Piazza Affari si rafforza con il Ftse Mib che aggiunge lo 0,85%, Francoforte cresce dello 0,45%, Parigi dello 0,2%, mentre Londra arretra dello 0,15%. Si registrano pochi movimenti anche a Wall Street, dove il Dow Jones è sulla pari,  il Nasdaq scende dello 0,1% e lo S&P500 sale dello 0,1%. Intanto, l’euro, si muove sotto quota 1,24 dollari, aggiornando i minimi dall’agosto del 2012, mentre la moneta americana vola al nuovo massimo da sette anni sullo yen, per l’ottimismo sull’andamento dell’economia Usa. A causa dei deludenti dati sui Pmi compositi dell’Eurozona, la moneta europea scende fino a 1,232 dollari ed il cambio con lo yen è a 147,60.

Buone risultati vengono ottenuti dal differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi. Infatti, lo spread Btp-Bund è in calo assestandosi a quota 122 punti. Inoltre, cala ancora il rendimento del Btp decennale, che passa all’1,98% ai nuovi minimi storici.

Giungono notizie negative per i paesi dell’Eurozona. Secondo Markit,  un barometro dell’andamento economico dell’area euro, l’ indice Pmi complessivo dell’Eurozona rallenta a novembre a 51,1 punti nella rilevazione finale, il minimo da 16 mesi, dai 51,4 punti dell’indice flash e dai 52,1 punti di ottobre. L’indice della Germania cala a novembre a 51,7 punti dai 52,1 punti dell’indice flash e dai 53,9 punti di ottobre. Stesso discorso vale per la Francia che scende a 47,9 punti a novembre, contro i 48,8 punti dell’indice flash e i 48,2 di ottobre. Risultati leggermente positivi invece per l’Italia che a novembre fa registrare un aumento di 0,7 punti percentuali passando dai 50,5 di ottobre ai  51,2 punti dell’ultimo mese.

Ad interessare Francia, Germania ed Italia non è solo la questione dell’indice Pmi di novembre ma anche il problema dell’elusione fiscale da parte delle multinazionali. Infatti, i ministri delle Finanze delle tre nazioni hanno inviato una lettera al neo-presidente della commissione Ue, Jean Claude Juncker, confermando la loro intenzione di iniziare una “guerra” verso la concorrenza sleale in tema fiscale. Nel mirino di queste nazioni ci sono Stati come il Lussemburgo, l’Irlanda e l’Olanda che sono i destinatari delle procedure d’infrazione o delle indagini della Ue, per ospitare a regimi favorevoli scatole societarie che fanno capo tra le altre a Fiat o Amazon.

Notizie positive invece giungono dall’Italia. Secondo quanto è stato riferito dal sottosegretario al lavoro, Teresa Bellanova, è stato raggiunto nella giornata di oggi al ministero dello Sviluppo economico l’accordo sull’acciaieria di Terni, Ast, tra governo, sindacati e azienda. Proprio il sottosegretario al lavoro ha parlato di «un bel risultato. Molto faticoso, ma ce l’abbiamo fatta. Siamo alla firma di un accordo unitario siglato da tutte le organizzazioni sindacali, è molto soddisfacente e credo che domani riceverà un alto consenso da parte dei lavoratori che se lo sono conquistati». Nel nuovo piano non è previsto il licenziamento dei 209 esuberi in quanto inquadrati tutti come “adesione volontaria”.

Continua invece il calo del prezzo del petrolio e di conseguenza anche quello dei carburanti. Stando a quanto emerge dalle rilevazioni di Staffetta Quotidiana, questa mattina tutte le compagnie hanno ridotto i prezzi consigliati: sia sulla benzina che sul diesel si registrano ribassi compresi tra 0,5 e 2,5 centesimi. Quanto al Gpl, TotalErg, IP e Tamoil riducono il prezzo consigliato di 2 centesimi al litro, Esso di 0,5 centesimi.

Si registrano così il calo delle medie ponderate nazionali dei prezzi tra le diverse compagnie in modalità servito: benzina a 1,691 euro/litro (-0,8 centesimi), diesel a 1,614 euro/litro (-0,7 centesimi). Se da un lato rimane fermo il Gpl Eni a 0,686 euro/litro, il metano registra invece un lieve calo di 0,1 centesimi, arrivando così a 0,99 euro/kg.

Nonostante il calo dei prezzi dei carburanti, per gli italiani sarà invece un Natale all’insegna dell’austerità. A lanciare l’allarme è Confcommercio che prevede per il  72,7% degli italiani un Natale “molto dimesso”. Così come l’anno scorso, anche quest’anno l’85,2% degli italiani comprerà dei pensierini a conferma che l’elevata mole di tasse da pagare depaupera non di poco le tasche dei cittadini. Sempre secondo l’analisi di Confcommercio, Tasi, Imu, Tari, tasse auto e canone Rai peseranno per 1,4 miliardi in più sulle tredicesime di dicembre rispetto allo scorso anno, riducendo del 3,1% i consumi delle famiglie, che spenderanno in media 1.288 euro, 41 euro in meno rispetto al 2013 . Anche se rispetto all’anno scorso le tredicesime del 2014 subiranno un aumento dello 0,9% ammontando a 39,2 miliardi, le tasse complessive ammonteranno a 9,5 miliardi (+18%) e le tredicesime disponibili per i consumi saranno pari a 29,7 miliardi (-3,6%). Quindi le famiglie saranno obbligate a destinare ai consumi solo 28 miliardi, cioè il 3,2% in meno rispetto al 2013.

Dunque, sarà un Natale, dal punto di vista economico, in linea con gli altri trecentosessantaquattro giorni dell’anno: difficile, frustrante e oculato.

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