mercoledì, Dicembre 8

Boom degli artigiani digitali della comunicazione

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Come il digitale può rappresentare un fattore competitivo per le piccole e medie imprese che si occupano di editoria e di pubblicità?

In generale la rivoluzione digitale è determinante per consentire ai piccoli imprenditori di superare le barriere fisiche che li hanno tenuti lontani da mercati dalle grandi potenzialità. Questo vale a maggior ragione per un mercato globalizzato come quello dell’editoria e della pubblicità. In particolare dal nostro rapporto emerge che l’impatto dell’editoria digitale è giudicato positivo dal 55,4% dei piccoli editori. Consideri poi che il 71,1% dei piccoli editori predilige i canali on line per la distribuzione delle opere.

Esiste un settore che non possa beneficiare della rivoluzione digitale?

Nessun settore è escluso dalle opportunità offerte da questa rivoluzione. Proprio utilizzando le nuove tecnologie, gli imprenditori del settore manifatturiero hanno superato i problemi delle distanze e le barriere fisiche e portano nel mondo l’eccellenza del made in Italy. Lo stesso vale per le attività di servizio. Oggi la rivoluzione tecnologica apre spazi infiniti per dare vita a piccole imprese. Il settore dell’Information & Communication Tecnhnology si popola di nuovi mestieri: si va dall’animatore digitale che costruisce musei virtuali al riparatore di computer on line. Ma la rivoluzione tecnologica stimola anche la trasformazione e la rinascita di mestieri tradizionali o vecchie attività che sembravano in declino per adeguarsi ai cambiamenti del mercato e alle nuove esigenze dei consumatori. La domotica, ad esempio, è un mercato tutto da esplorare e apre nuove opportunità per gli installatori di impianti. Infatti, se la casa del futuro sarà tutta cablata e in rete serviranno i cyber-idraulici in grado di effettuare la manutenzione degli elettrodomestici ‘intelligenti’, dalla lavatrice telecomandata al frigorifero che fa la spesa da solo.

Quale futuro immagina per gli artigiani digitali?

Gli imprenditori devono sempre più puntare su reti e tecnologie digitali, fattori abilitanti per affermarsi su un mercato che è già globale per tutte le categorie.

Quindi, ecco le parole d’ordine di Confartigianato per accompagnare l’evoluzione digitale delle imprese: mercato globale, anche se si svolge all’interno dei confini nazionali; digitale in tutte le sue accezioni e versioni; rete come necessaria forma di collaborazione per rompere l’isolamento non più possibile per le imprese.

In questo modo non si rischia di rinunciare ai valori della nostra tradizione manifatturiera?

No. Anzi. I nostri territori, la nostra economia, i nostri imprenditori, le nuove generazioni devono continuare ad alimentarsi di quelle radici e di quelle tradizioni che ci distinguono dal resto del mondo. Fare bene le cose, rispettare le regole del ‘su misura’, della personalizzazione, della cura maniacale per i dettagli rimangono valori che ci fanno apprezzare in tutto il mondo. Bisogna insegnare ai giovani come si produceva, come si produce oggi, con le nuove ‘macchine a vapore’ – stampanti 3D, lasercut, eccetera – per far capire cos’è il legame e l’intreccio fra tradizione e innovazione. Del resto, non è un caso che oggi un po’ tutti, multinazionali in testa, riscoprano, addirittura appropriandosene senza meriti, il valore artigiano, il saper fare a regola d’arte. Questo per dire che nonostante i grandi cambiamenti degli ultimi decenni, l’essenziale è rimasto immutato. Ed è proprio sui valori dell’artigianato che bisogna fare leva per ripartire e rilanciare lo sviluppo.

 

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