domenica, Giugno 20

Bombe dai cieli di Gaza field_506ffb1d3dbe2

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gaza bombe

La tensione fra Israele e Palestina continua a montare e la notizia dell’arresto di sei ebrei israeliani, presunti assassini del giovane palestinese arso vivo mercoledì scorso, sembra destinata a scivolare fra le notizie marginali relative all’attuale situazione mediorientale. Stessa sorte potrebbe toccare alle dichiarazioni del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha chiamato il padre della vittima per esprimere le proprie condoglianze e «l’indignazione mia personale e quella dei cittadini d’Israele per il riprovevole e ripugnante omicidio… intollerabile per qualunque essere umano». Nel corso della stessa telefonata, Netanyahu ha anche sottolineato come Israele abbia «agito immediatamente per catturare gli assassini», destinati ad essere «giudicati con il massimo rigore previsto dalla legge». Parole che, qualunque sia la ricezione dal versante palestinese, sembrano rispecchiare quell’atteggiamento criticato dall’estrema destra israeliana del Ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, il quale ha già dichiarato la rottura col partito di Netanyahu, il Likud. «Le differenze tra il Primo Ministro ed il sottoscritto sono ultimamente divenute sostanziali e fondamentali», ha infatti dichiarato Lieberman, che vorrebbe maggior determinazione nella repressione di amās. La sua mossa, che, secondo ‘Reuters’, è da ricondursi a ragioni elettorali, potrebbe quindi porre il Primo Ministro israeliano nei paradossali panni della colomba.

Paradossali perché, mentre dichiarava il proprio dispiacere per la morte del giovane Mohammed Abu Khdeirl’aviazione israeliana rispondeva ai lanci di razzi provenienti dalla Striscia di Gaza con numerosi bombardamenti effettuati coi droni. Attualmente sarebbero cinque gli israeliani feriti in seguito al massiccio lancio di razzi diretti verso il Neghev occidentale, mentre sarebbero nove i morti causati sul fronte opposto dai raid di Tsahal: a dichiararlo è lo stesso braccio armato di Ḥamās, le Brigate del martire ʿIzz al-Dīn al-Qassām, secondo le quali le perdite maggiori si sarebbero verificate nella zona di Rafah, al confine con l’Egitto.

Mentre i rispettivi Governi di Israele e Palestina si dividono sulla gestione del rinnovato conflitto, in Afghanistan si attendono gli esiti del ballottaggio del 14 giugno per poter conoscere il successore di Hamid Karzai alla Presidenza del Paese. La Commissione Elettorale Indipendente ha annunciato la pubblicazione dei risultati preliminari per oggi, ma la difficile situazione creatasi negli ultimi giorni aveva già convinto i due contendenti, gli ex Ministri Abdullah Abdullah Ashraf Ghani, ad avviare un dialogo per evitare stalli amministrativi. Ciononostante, il pronunciamento della Commissione che ha dichiarato Ghani vincitore provvisorio, assegnandogli il 56,44% dei voti, ha rinfocolato le proteste da parte di Abdullah, che continua a denunciare brogli. L’esito definitivo, comunque, sarà reso noto solo il 22 di questo mese, sperando che la tensione non porti ad ulteriori lacerazioni etniche nel Paese.

In Ucraina, intanto, il Governo sembra aver risolto le proprie lacerazioni territoriali cauterizzandole: nella oblast’ di Donetsk, l’esercito regolare ha infatti riconquistato alcune delle città precedentemente occupate dai separatisti. In seguito a questo apparente rovesciamento, la risposta del Cremlino non si è fatta attendere: il Primo Ministro Dmitrij Medvedev ha dichiarato che la Russia proteggerà la propria economia nel caso in cui i Parlamenti di Ucraina e Georgia ratifichino l’Accordo di Associazione siglato con l’Unione Europea il 27 giugno, mentre il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha chiesto conto a Bruxelles per le morti di civili avvenute durante i combattimenti nell’Est ucraino.

Acquista così ulteriore peso il viaggio della Ministra degli Esteri italiana Federica Mogherini. La titolare della Farnesinatra i candidati per il posto di Alto Rappresentante per la Politica estera dell’UE, era oggi in Ucraina e, tra domani e mercoledì, sarà in Russia. «Ho scelto Kiev come prima visita del semestre di Presidenza italiana dell’UE perché c’è bisogno di sostenere la strada europea e delle riforme che l’Ucraina ha intrapreso», ha dichiarato Mogherini durante l’incontro con Julija Tymošenko. In generale, obiettivo del viaggio è aprire una ‘fase nuova’ tanto in Ucraina quanto nelle relazioni fra UE e Russia. Per questo, come indicato dall’‘AGI’, incontrerà a Kiev anche il Primo Ministro Arsenij Jacenjuk, il Ministro degli Esteri Pavel Klimkin ed il Presidente Petro Porošenko, mentre a Mosca incontrerà il proprio omologo russo Lavrov.

Ma la diplomazia italiana rimane concentrata anche sul fronte della Libia, in attesa di conoscere il destino di Marco Vallisa, il tecnico piacentino rapito sabato nei pressi di Zuwara, nella regione occidentale del Paese. È di oggi la notizia della liberazione degli altri due tecnici rapiti con lui, il bosniaco Petar Matic ed il macedone Emilio Gafuri. A comunicarla, il Ministero degli Esteri italiano, che però riporta appunto anche il mancato rilascio del nostro connazionale.

Al lavoro anche le diplomazie di Germania e Stati Uniti, dopo che l’ennesimo scandalo spionistico ha peggiorato nuovamente i rapporti fra i due Paesi. Questa volta, il caso riguarda un agente dell’intelligence tedesca, la Bundesnachrichtendienst (BND), che per due anni avrebbe passato ai servizi statunitensi informazioni riservate sull’inchiesta aperta in Germania in merito al caso NSA. L’interessato avrebbe già confessato e la Cancelliera Angela Merkel si è espressa in materia sostenendo che «se certe affermazioni fossero fondate, per me sarebbe una chiara contraddizione rispetto a ciò che considero una collaborazione basata sulla fiducia tra partner e rispettive agenzie». Per contro, Casa Bianca e Dipartimento di Stato si sono finora astenuti dal commentare la vicenda. In ogni caso, da Berlino giungono rassicurazioni sul fatto che il nuovo scandalo non influenzerà i negoziati fra UE ed USA per un trattato di libero commercio: «Gli americani sono partner importanti per la Germania, ovviamente anche in termini economici, perciò i negoziati per il Partenariato di Investimento e Commercio Transatlantico non sono in dubbio».

Nel frattempo, a Cambridge sono stati resi disponibili al pubblico i documenti dell’Archivio Mitrokhin, che testimoniano le attività dei servizi segreti sovietici nell’Europa occidentale durante la Guerra Fredda. La notizia giunge nello stesso giorno in cui è morto l’ultimo Ministro degli Esteri dell’Unione Sovietica, nonché ex Presidente della GeorgiaEduard Ševardnadze. Tra i principali collaboratori di Michail Gorbačëv, aveva 86 anni.

Sempre nel Regno Unito, il Premier David Cameron ha oggi assicurato che l’inchiesta indipendente sui casi di pedofilia all’interno delle istituzioni britanniche «cercherà ovunque»: una rassicurazione ribadita dal Cancelliere dello Scacchiere George Osborne e, soprattutto, avallata dall’ex Ministro degli Interni Lord Brittan, su cui gravano le critiche per la scomparsa di un dossier relativo ai casi di abusi su minori imputati a parlamentari britannici negli anni Ottanta. Oggi ha inoltre avuto luogo il primo incontro di Papa Francesco con vittime di abusi perpetrati da sacerdoti nel Regno Unito, in Germania ed in Irlanda: il colloquio segue la riunione della Pontificia commissione per la tutela dei minori, avvenuta ieri.

Buone notizie anche dalla Nigeria, dove almeno 63 ragazze sono riuscite ad evadere dalla prigionia dell’organizzazione islamista Boko Haram, facendo ritorno alle proprie case a distanza di due settimane. Era infatti il 24 giugno quando 68 ragazze furono rapite dal villaggio di Kummabza, nello Stato di Borno. La fuga è avvenuta durante l’assenza dei guerriglieri, impegnati in un’operazione militare. Rimangono invece ancora detenute 219 delle 276 ragazze rapite in aprile.

Si contano invece, purtroppo, le prime vittime del sisma di grado 7,1 Richter che ha scosso il Meridione del Messico ed il confinante Guatemala. Si tratta di due persone della regione guatemalteca di San Marcos, prossima al Chiapas. Allerta di massimo livello anche in Giappone, dove l’arrivo del tifone Neoguri ha posto in preallarme la prefettura di Okinawa, nell’estremo sud dell’arcipelago.

 

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