venerdì, Maggio 14

Bombardateli! 40

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Guerra al terrorismo

Serviva una guerra, e una guerra Mondiale, e ce l’hanno data.
Così risolviamo tutti i problemi in una volta: sovra-popolazione, inflazione-recessione-deflazione, globalizzazione e disastro ambientale.
Perché, con un bel conflitto Mondiale li avremo risolti?
In parte.
Di sicuro i primi due, sul terzo avremo una pausa di riflessione e del quarto nessuno avrà più tempo di preoccuparsi tanto avrà da pensare alla “guerra in atto”. 

Lunedì sera, stanca per una giornata snervante, mi sono sbattuta davanti al primo sciacquacervello a disposizione: Voyager di Roberto Giacobbo (vicedirettore di RAI2). La città, cui era dedicata la puntata, era Londra. Glisso sulla prima parte, come al solito frammentaria e inconcludente, per parlarvi della seconda che si basava in gran parte su materiale prodotto da altre testate televisive.
Il tema era la tentata azione terroristica che ha avuto luogo nell’agosto del 2006, ai danni di voli intercontinentali tra l’Europa e le coste americane.
I terroristi avevano studiato un piano, per il quale erano stati addestrati in Pakistan, per far esplodere delle cariche di liquido (a base di acqua ossigenata e zucchero) su diversi aerei che sarebbero partiti dagli aeroporti londinesi con destinazione Canada e States.
L’Intelligence britannica pedinando e intercettando i terroristi era arrivata a comprenderne i piani nei dettagli, ma è poi arrivata agli arresti (di circa una ventina di questi) per le insistenze della CIA e dell’allora presidente USA, George W. Bush.
Roberto Giacobbo, da par sua, ha utilizzato il documentario per spiegare agli Italiani la ragione che, in quel lontano 2006, portò all’inasprimento delle misure preventive per chi viaggia in aereo. Lo ha ripetuto più volte, tanto perché fossero chiare le ragioni di quel racconto.

Ma, sbaglio o da quei fatti sono trascorsi ben 8 anni? E allora perché parlarne con tanta passione solo oggi? Oggi che si cerca di rinfocolare nella gente la necessità di una guerra totale al terrorismo. Oggi che i terroristi si moltiplicano come conigli in ogni dove. Oggi che per beccarsi la patente di “sospetto terrorista” basta scrivere “mi piace” su un Post che magari critica i bombardamenti sulla Striscia di Gaza.

Ma, tornando al filmato, devo dire che il regista e il montatore sono stati davvero bravi. Se per un attimo riuscivi a dimenticare che quella che stavi guardando era “una storia vera”, potevi avere l’emozione che in genere suscita una buona spy story. Tensione sempre alta, con un continuo crescendo, colpi di scena e salti logistici dall’Europa all’Oriente. In tutta questa storia di terroristi e spie, non è mancata la nota lacrimosa: il bambino… Già, perché a un certo punto ci è stato mostrato uno dei terroristi con la sua famiglia, sua moglie e il figlio di pochi mesi in passeggino. Una premessa che nelle battute finali è servita per precisare il carattere di folle criminale del terrorista che, pensate un po’, aveva programmato di salire sull’aereo che avrebbe fatto esplodere proprio con sua moglie e il piccolo, deciso a immolare anche loro in quell’azione kamikaze.
E di fronte a questa storia, a questo che alcuni potrebbero considerare un aspetto dopotutto secondario di tutta la vicenda -che secondo le stime dei Servizi Segreti UK-USA avrebbe causato almeno 2mila vittime-, come pensate possa aver reagito un comune spettatore italiano?
Uno di quelli che alla parola “bambino” già non capisce più niente, e se poi c’è anche l’aggettivo “ucciso” va completamente in tilt?

 

Oggi un mio amico, Beniamino Bonardi (lo cito previa autorizzazione), ha scritto su Facebook: «Il mondo sta diventando invivibile o le nuove tecnologie ci stanno dando una quantità di informazioni, in tempo reale, che non abbiamo gli strumenti emotivi per gestire?»
Ma se già questa è una buona domanda (chi può dire di disporre degli “strumenti emotivi” per gestire o comunque “superare” quanto ogni giorno ci viene mostrato?), forse occorrerebbe farsi un veloce check e chiedersi: ma abbiamo strumenti democratici, civili, umani, razionali e, soprattutto, legali per gestire questa nuova situazione bellica nella quale siamo precipitati?
Non ho mai condiviso gli allarmismi di chi grida al complotto, e non sono neppure una negazionista a priori. Non mi innamoro dei filmati che girano sul Web e che dimostrano tutta la verità sulla cospirazione in atto da parte di USA, Mossad o ISIS, ma anche della tesi diametralmente opposta.
Dai filosofi che ho studiato ho imparato che in certe situazioni occorre perseguire “la sospensione del giudizio” e con il caro Diogene, armati di lanterna, tornare a cercare l’uomo.

 

Nessuno ha la verità né tantomeno prove storiche, e questo vale per il passato come per il presente. Per la Storia alle nostre spalle io credo nel detto che recita “la Storia la scrivono i vincitori”, e per il presente possiamo solo formulare delle splendide ipotesi, tutte valide allo stesso modo. C’è il punto di vista, l’angolo dal quale guardiamo l’accadere di un fatto, e poi l’empatia che ci suscita un avvenimento rispetto ad un altro.
Solo che non siamo stati preparati.
Il mio amico, quello di più sopra, ha concluso il suo Post scrivendo: «Alla fine si rischia di sbottare con un liberatorio: Bombardateli! Ma 30-40 anni fa, ai tempi del telex, degli inviati, delle foto su pellicola e dei filmini in Super 8 da spedire e sviluppare, le atrocità a cui assistiamo ogni giorno non accadevano o semplicemente le ignoravamo, o ne venivamo a conoscenza solo in parte e in tempi diluiti, forse più umani?»
Non crocifiggetelo per quel “Bombardateli!” è uno degli uomini più miti e nonviolento che io abbia mai conosciuto, e credo che con quella sua esclamazione egli volesse interpretare un sentimento comune, che ormai si percepisce molto, troppo, diffuso tra la gente, e anche tra quei bonaccioni dei nostri connazionali.
Bonaccioni dei nostri connazionali sì ma non troppo, visto che dalle ultime rilevazioni-fai-da-te sembrano piuttosto incattiviti e ammaliati dal nuovo razzismo che serpeggia sul pianeta.

Comunque il nucleo del tema è la “mistificazione”, di quella siamo prede quasi inconsapevoli, dei Maître à penser che lanciano tesi complottiste o negazioniste, degli opinion-leader che dopo aver tastato la situazione dei consensi (la cosiddetta aria che tira) sproloquiano i loro giudizi raccogliendo in egual misura consensi e insulti, e non parliamo poi dei politici e dei governanti, di chi fa l’AD di una multinazionale o solo il galoppino di un potentato economico… Blaterano tutti e tutti mistificano la verità. Quella verità che non potremo mai conoscere, che possiamo solo immaginare o ipotizzare.
Ma il dramma, l’unico vero dramma è quello delle persone che muoiono, che qualcuno trucida; siano essi bambini, gente adulta o vecchi, a me non interessa l’età per provare dolore né mi serve sapere da quale parte del filo spinato erano, quando il colpo di mortaio o la pallottola vacante li hanno colpiti, uccisi, resi concime per un futuro raccolto.

Io non accetto che l’UE sancisca l’autorizzazione per gli Stati europei a vendere armi a chicchessia, non accetto che un vescovo italiano (certo Antonio Staglianò – Vescovo di Noto) in una trasmissione TV dichiari la necessità di ricorrere a un’azione militare, né che in un documentario dedicato a Londra mi si rifilino gli identikit di terroristi inumani per alimentare il mio risentimento.
Io non ho armi per difendermi da questo bombardamento strumentale che i MassMedia operano, ma vi invito a mantenere la vostra lucidità di giudizio e di opinione rispetto a quanti millantano conoscenze indimostrabili, prove senza certezze, e soprattutto a quanti sfruttando la vostra splendida empatia di esseri umani soltanto per plagiarvi, piegarvi, cancellare la vostra autonomia di pensiero.

 

 

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