mercoledì, Dicembre 8

Bomba AstraZeneca: cui prodest? AstraZeneca è umanamente e commercialmente una schifezza. Certo. Ma è vittima. L’Europa è uno schizzo in mezzo a giganti che ci premono addosso e ai sedicenti big europei sono saltati i nervi. Per Draghi è venuto il momento di un nuovo 'whatever it takes'

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E alla fine la bomba è esplosa. Una bomba strana, una di quelle sapienti, che esplodono un po’ alla volta, che ti sembra che non scoppi più e invece ti si scalda nelle mani, ti sfugge, si contorce e poi, un po’ alla volta, si infiamma e butta fuori tutto il suo fuoco, nel caso di specie il suo veleno.
Parlo della bomba Astra Zeneca, del problema vaccini. Una bomba a lenta esplosione, ma di effetto devastante, devastante come poche, anche perché, finora, pochi sembrano rendersene conto pienamente.

Diciamo subito le cose con chiarezza. AstraZeneca, mi dispiace per il Feltri di Huffington post che la considera simbolo imperituro di democrazia (democrazia?, sì democrazia; che c’entra la democrazia?, chiedetelo a FeltriH!), ha dimostrato di essere umanamente e commercialmente una schifezza. Che lo sia anche tecnicamente non lo so. Lascio la parola ai soliti insopportabili virologi, e virologhe, esuli o no, con foulard o senza, con la pettinatura appena passata dal parrucchiere o meno, loro che parlano, parlano, dicono, disdicono, si contraddicono, ‘lo avevano già detto’, ‘lo sto dicendo da mesi’, e via dicendo … e poi parliamo male dei nostri politici. Ma resta il giudizio più che negativo, tombale su AstraZeneca: prima fa un vaccino e sbaglia le prove, poi le prove mostrano che sbagliando va meglio, poi si corregge, poi promette miliardi di dosi, poi le riduce, una volta, due volte, tre volte, poi vende tutte le dosi possibili a Johnson, e infine le scoppia tra le mani (anche a lei, sì) la bomba.
Le scoppia fra le mani, sei impazzito?”, mi grida mia moglie dal salotto (non mi prendete in castagna, Grillo avrebbe detto dalla cucina io no), “ma che dici? sono dei …”. E qui mi devo fermare. “Eh no”, rispondo a bassa voce (io non so urlare) sono … vittima e, rapido, scanso la testa di lato per evitare la ceneriera in volo verso di essa.
Però mi spiego.

Vittima, pur essendo quello schifo che ho detto, perché è plateale che si tratta di una bolla mediatica (così dicono quelli che parlano bene, così direbbe il ‘dotto’ Enrico Letta … d’ora in avanti lo chiamerò così, specie ora che, secondo Veltroni, ha la o le ‘visioni’), una bolla che fa divertire e godere alla grande le altre case farmaceutiche. Direte: la solita solfa, la solita cosa delle ditte europee bistrattate dai ‘big Pharma’. No, questo lo leggete altrove, i giornali ne sono pieni. Ma che si tratti di una bolla, se non di una balla, mi pare evidente: se tanto mi dà tanto, in Inghilterra avrebbe dovuto provocare una strage!

Ci pensavo ieri. Mi capita sott’occhio una planimetria del mondo e, provateci e vedrete che anche a voi salterà all’occhio: l’Europa è uno schizzo in mezzo a giganti, che ci premono addosso. E non solo per le medicine, delle quali colpevolmente, stupidamente e per farci tra di noi la guerra dei sovranismi cretini (i soliti polli di Renzo, per lo più da noi al plurale!), ma per tutto il resto. Per carità, non ditelo a Giggino che se no gli va di traverso la colazione a base di bignè alla crema (semplicemente ‘zeppole’), che consuma a Roma prima di andare alla Farnesina a giocare a sottomuro. Ma guardiamo la realtà, di Europa, non, non solo, di Italia.

Guardiamo l’Europa.
A sud, una fascia di Paesi nord africani, in gran parte ostili, dove noi europei abbiamo lasciato solo danni e morte e dove, per completare l’opera, la lucida e lungimirante politica di Giggino e pochette ci ha messo fuori da tutto, a cominciare dalla Libia. Ho detto ‘ci’, cioè non solo l’Italia, come stupidamente pensano Francia e Germania, ma l’Europa intera. Risultato, oltre al Magreb (e a tutta la fascia disperata dei Paesi sub-sahariani, una bomba atomica), l’Egitto, al quale abbiamo finanziato e imposto un governo autoritario che ormai ci è sfuggito di mano, fatta salva la politichetta da cortile di Emmanuel Macron per quattro gocce di petrolio in Egeo; il Medioriente, a cominciare da Israele, dove non contiamo più nulla, salvo a procurare qualche prebenda a Matteo Renzi, ma dove i conflitti stanno per riesplodere e noi non abbiamo una posizione.
A sud-est, la Turchia, il tradizionalenemicodell’Europa che si era cercato di fare diventare europeo e che per la stupidità dei governanti europei (Angela Merkel in testa e non parliamo di Chirac, Sarkozy, Badinter!) diventa un siluro puntato sull’Europa, così vulnerabile e ricattabile e ricattata (altro regalo della signora Merkel) da sud e da sud est; la Russia, in espansione tumultuosa e che la stupidità della vecchia reazione pavloviana di Merkel e francesi (spinti dagli usa ) contro ‘il gigante russo’ (tra l’altro imbevuto, pregno, pieno di cultura europea, che stupidi!) aiuta e in parte costringe Putin a trasformare la Russia in un regime semi-militare (ma non così ‘chiuso’ come credete, il futuro della Russia non è Navalny) isolato … ma come si può essere così stupidi da pensare che il microbo europeo possa ‘isolare’ il Paese più grande del mondo?, che infatti ora ci circonda anche dal Polo.
A ovest gliamiciamericani, la ‘libertà’ fatta definizione, dove il popolo aizzato dal Presidente assalta il Parlamento, dove i poliziotti ammazzano i neri per la strada, dove vige la pena di morte, e dove il suo successore, tutto sorrisi e messe mattutine, sorridente ci dice ‘il vaccino Pfizer è mio e lo uso io’, e così gli altri, sul petrolio parlo io, e insomma le solite cose, da secoli la politica estera americana non cambia, solo i nostri politicanti pensano che quando cambia il Presidente usa ne cambi la politica estera.

Notate bene: gli Usa entro un paio di mesi sono fuori dalla crisi e in posizione di attacco (merito di Trump, questo va detto); la Russia non solo alla fine ci venderà il suo vaccino oscurantista ma ci tiene per il collo col petrolio e col gas, e riparte anche lei; la Cina è in piena ripresa già da due mesi; sorvoliamo sull’India, l’estremo oriente, il Brasile. E noi?
Noi a discutere con Matteo Salvini e Luciana Lamorgese a chi butta a mare più migranti e a fare discussioni filosofiche con Viktor Orban e Giorgia Meloni. Noi, che almeno avremmo avuto da sfruttare i grandi progetti ecologici e di trasformazione energetica, approfittando della pausa Trump, ma non abbiamo i soldi e la tecnologia e poi i palazzinari si oppongono, i possessori di discariche pure, i traforatori di pozzi inutili anche e naturalmente i Bonomi, gli agnellidi, ecc.! Stiamo freschi.
Appunto, e l’Europa? Aveva una cosa, in parte ma ce l’aveva, un vaccino, forse due, ma senza soldi ne rimane uno solo. Ne aveva poco, ma ne aveva. E adesso arriva la bomba su AstraZeneca, che, ripeto, fa schifo quanto volete, ma non esageriamo. Che -guardate- non blocca AstraZeneca (chi se ne frega in fondo?): blocca l’Europa, tutta l’Europa.
Cui prodest? a chi conviene?

Perché il punto è che ai sedicenti big europei, sono semplicemente saltati i nervi. Macron è Macron: bellino, pulitino, parla un ottimo francese (che manco Letta) è anche un po’ razzista e molto colonialista, ma il suo naso non supera le Alpi. La signora Merkel ormai in disarmo, che perde tutte le elezioni possibili e che si accinge a farsi sostituire da chi sa chi, e non controlla più nulla -ma vi rendete conto, la Germania sta per esplodere e noi non ci attrezziamo per approfittarne, amichevolmente, sia chiaro, come loro! E quei due, coinvolgendo anche Draghi, a sua volta irretito nei pasticci dei DPCM nelle urla di Salvini, nei bizantinismi del dotto Letta (che manda i questionari alle sezioni, pardon, circoli … stiamo ancora ai questionari, buffonate!), bloccano tutto, il vaccino: perché il problema è il vaccino?
Quando ho visto la notizia, mi è sembrato di sentire il sospirone di gioia di Putin, ‘Ping‘ (come lo chiama il nostro piccolo Cavour!), Biden, ecc.: ‘ah, finalmente, si stanno impiccando! E lo facciamo da soli: è l’ideale!

Racconto una storiella. Venerdì, vedo sul sito della regione Campania (l’odiata Regione dell’odioso Vincenzo De Luca) che ci si può prenotare per il vaccino. Lo faccio subito, ridacchiando, tanto figuriamoci, le solite chiacchiere: ho un parente a Roma (nel mitico Lazio) che a 102 anni ancora manco è in lista, figuriamoci qui. E invece, non solo non si blocca, ma mi compare sul PC un modulo da stampare dove, in perfetto burocratese si dice che posso rifiutare il vaccino Astra Zeneca, che tradotto in italiano significa: ti facciamo quello o dicci che non lo vuoi e poi cavoli tuoi. Me ne frego, firmo, faccio, aspetto. Sabato (avete letto bene: Sabato) il telefonino ha una vibrazione sospetta, guardo … Gesù: sono prenotato per le ore 16.30 di Martedì (ieri per chi legge) per fare il vaccino, manco in Svezia! Qualche amico mi dice “ma no, non andarci, l’Astra Zeneca non va bene”, altri sono perplessi, mia moglie … vabbè lasciamo stare, la intravedo che sfoglia illustrazioni sulle isole dei mari del sud, meglio non disturbarla. Io dico, “ci vado, non rompete”. Fatto? No. Domenica tardo pomeriggio, un’altra vibrazione: ‘ci scusiamo è tutto rinviato’, le scuse le ho aggiunte io: un burocrate non si scusa mai. Io, però, sono pronto, ci vado anche subito: vabbè anche Gramellini, ma lui non è stato chiamato, per lui è più facile dire ‘io ci andrei‘. Io dico, io ci vado. Ma questi matti hanno bloccato tutto, solo per fare dire a Antonella Viola, appena ripettinata, che tanto l’immunità di gregge non la raggiungeremo mai. E allora? A me interessa la mia, no?

A suo tempo, Draghi, nel suo modo sommesso e netto, in un momento di crisi estrema, con alle spalle il livido sorriso malaugurante e cattivo di Weidmann, disse quel famosowhatever it takese salvò l’Europa … nessuno ancora lo ha capito, forse nemmeno lui del tutto. Salvò, letteralmente, salvò dalla scomparsa, dall’invasione degli odierni Unni, dell’odierno Brenno. Favorì l’uscita della GB, una salvezza per l’Europa, vedrete.
È venuto il momento per lui di ripeterlo forte e chiaro, in TV, senza fronzoli e senza perdite di tempo. Come allora, Draghi oggi (non prendetemi per matto, è così) ha il gioco in mano: può affogare con tutti, o salvare di nuovo l’Europa, ma questa volta l’Italiae l’Europa.
Forse ne varrebbe la pena.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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