giovedì, Agosto 5

Bolivia: sulle orme del Venezuela? La Bolivia e il Venezuela hanno diverse caratteristiche che li accomunano, ne parliamo con il ricercatore dell’American University Michael McCarthy

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A meno di un mese dalla prossime elezioni venezuelane del 20 maggio, i riflettori dei media internazionali e non, sono tutti puntati sui sondaggi relativi al voto e sulla dilaniante crisi economica, politica e umanitaria che dal 2013 mette in ginocchio l’intero Paese. Il Venezuela ha da sempre avuto rapporti politici ed economici con gli altri Paesi del Sud America tra cui anche la vicina Bolivia, che in occasione del VIII summit of the Americas del 10 aprile in Perù, è stata tra i Paesi che ha criticato fortemente l’esclusione del Venezuela dal vertice. Al Venezuela, infatti, non è stato permesso di essere presente per il fatto di possedere un Governo autoritario. Storicamente il Presidente boliviano Evo Morales, eletto nel 2006, è stato uno stretto alleato del Presidente venezuelano Hugo Chávez, ed ha a lungo difeso il regime venezuelano dai i suoi critici stranieri, anche con l’avvento di Nicolás Maduro in seguito alla morte di Chávez nel 2013. Il Venezuela e la Bolivia sono politicamente legati, a tal punto che alcuni osservatori hanno tentato di fare un confronto. Nel articoloBolivia is not Venezuela – even if its president does want to stay in power forever’ di ‘The Conversation’, i ricercatori dell’American University, Robert Albro e Michael McCarthy, si domandano se Morales stia portando la Bolivia nello stesso pericoloso cammino che ha portato il vicino Venezuela alla dittatura e costruiscono un’analisi sui punti di contatto di tipo politico ed economico tra i due Paesi sudamericani. Una delle prime caratteristiche che li accomuna riguarda l’obiettivo sia di Maduro che di Morales di continuare ad essere a capo dei propri Governi.

Anche se l’art. 168 della nuova Costituzione boliviana, promulgata nel 2009, impedisce al mandatario uscente di essere rieletto per due volte consecutive, sembra che tra le volontà di Morales ci sia proprio quella di ricandidarsi alle prossime elezioni 2019. Il Presidente, infatti, dopo una sentenza della Corte Suprema del dicembre 2017 che abolisce i limiti di mandato per i funzionari eletti boliviani, ha deciso di candidarsi per la rielezione il prossimo anno. Eppure nel 2016, dopo che gli elettori boliviani avevano respinto un referendum sull’eventualità che i presidenti in carica potessero candidarsi per una rielezione, Morales aveva promesso che avrebbe rispettato la volontà del popolo. Anche il Presidente Chávez in passato, che ha governato il Venezuela dal 1999 al 2013, ha consolidato il suo potere abolendo i limiti di durata di presidenza, attaccando l’indipendenza del sistema giudiziario e limitando le libertà di stampa.

Secondo l’analisi di Albro e McCarthy, il suo successore Maduro, non avrebbe fatto altro che consolidare e ampliare queste tattiche «incarcerando i dissidenti e neutralizzando il Parlamento». Secondo Albro e McCarthy, i sondaggi prevedono che ci sia la possibilità che Maduro possa vincere le elezioni del 20 maggio e possa essere rieletto per il suo secondo mandato, considerando che la maggior parte dei candidati dell’opposizione in Venezuela viene imprigionata o bandita dalla politica. Nel corso di una nostra intervista, McCarthy afferma che Morales ha già realizzato un po’ di tutto ciò che Chávez fece in Venezuela, ma: “la differenza è che in Bolivia non c’è una grande opposizione con cui competere. Quindi Morales è facilitato perché la Bolivia sta vivendo una nuova era di emancipazione sociale, mentre in Venezuela si assiste ad un nuovo ciclo di default e un nuovo fallimento dei prezzi del petrolio”.

Secondo McCarthy sono diverse le somiglianze tra Bolivia e Venezuela come: “Il fatto che entrambi i Paesi siano avversi agli Stati Uniti, la loro retorica, la comune appartenenza all’ALBA (Alianza bolivariana para América Latina y el Caribe), un gruppo di sinistra di Nazioni latinoamericane e caraibiche, avviato da Chavez e Fidel Castro nel 2004, e la generale ‘simpatia’ per le cause dell’ala di sinistra”. Basti pensare che dopo che la Casa Bianca approvò le sanzioni contro il Venezuela, nel novembre 2017, Morales rispose: «L’America Latina non è più una colonia yankee».

Allo stesso tempo, McCarthy ammette che sono maggiori le differenze esistenti tra i due Paesi che dovrebbero impedire a Morales di seguire le orme di Chavez. La prima è sicuramente che: “Morales ha costruito un movimento politico ed ha governato la coalizione da zero mentre il potere è caduto nelle mani di Maduro a forza della fatale malattia di Chavez”, afferma McCarthy. Infatti secondo McCarthy, Morales sembra essere consapevole dei limiti della sua politica, “sa di aver perso diverse campagne politiche durante il suo lungo percorso e che, come Luiz Inácio Lula da Silva, dovette superare diverse prove per arrivare al potere”. Al contrario, prosegue McCarthy: “Chavez sembrava inconsapevole del fatto che il possesso di enormi riserve di petrolio non si potesse tradurre nell’attuazione di una  politica senza limiti”. Di recente, Morales ha affermato che Chávez avrebbe dovuto cambiare il modello economico del proprio Paese. “La principale differenza è che Morales governa principalmente per la Bolivia mentre il Governo Chavez si basava sul progetto della rivoluzione come quella Bolivariana, cioè, andava ben oltre i confini del proprio Paese”, afferma McCarthy.

Un ulteriore punto di confronto è l’aspetto economico. I due Paesi differiscono per le loro risorse economiche e per come queste sono state gestite dai diversi governi.  Se da un lato è vero che il Venezuela possiede le maggiori riserve di petrolio al mondo, dall’altro è altrettanto vero che Chavez ha incentrato la sua politica economica solo sulla vendita delle ricchezze petrolifere venezuelane ad altri Paesi limitrofi, inclusa la Bolivia, a Paesi dell’America centrale e dei Caraibi, e questa poca differenziazione dell’economia interna è oggi parte delle cause dell’attuale crisi venezuelana. Dal canto suo, Morales ha gestito bene l’economia della Bolivia e il prodotto interno lordo è triplicato durante i suoi 12 anni di mandato. Ma l’economia della Bolivia è ancora un quinto di quella Venezuela, e il Paese è tra le Nazioni più povere del Sud America.

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