domenica, Maggio 9

Bolivia-Cile, alle battute finali il caso dell’accesso al mare Ultimo giorno delle udienze presso la Corte internazionale di giustizia per quanto riguarda la richiesta della Bolivia

0

BoliviaCile, ultimo atto. Per ora. Le squadre di legali dei due Paesi hanno presentato le loro ultime argomentazioni nell’ultimo giorno delle udienze presso la Corte internazionale di giustizia per quanto riguarda la richiesta della Bolivia dell’accesso al mare.

La Bolivia ha chiesto trattative con il Cile, mentre quest’ultimo ha respinto le affermazioni della Bolivia dicendo che non abbandonerà le migliaia di famiglie cilene che vivono nel territorio conteso.

Durante una conferenza stampa presso il palazzo del governo a La Paz, il presidente boliviano Evo Morales ha affermato che il Cile ha «erroneamente» voluto dimostrare che il trattato del 1904 «è a favore della Bolivia» e che i loro argomenti «evitano di andare nel dettaglio della causa». Secondo Morales, la Bolivia ha il pieno diritto di rivendicare un accesso al mare, che è stato portato via dal Cile dopo la guerra ad Antofagasta, e ha detto che il Cile non sta rispettando il trattato che essi stessi hanno imposto alla Bolivia nel 1904.

Il Trattato di pace e amicizia del 1904 pose ufficialmente fine alla guerra tra i due Paesi, ma cedette al Cile 400 chilometri di costa e 120.000 metri quadrati di territorio. La Bolivia sostiene che questo trattato è stato imposto sotto pressione e minacce. Ma il trattato stabilì anche che il Cile avrebbe dovuto concedere alla Bolivia il diritto di usare i loro porti e consentireil libero transito delle loro merci. Secondo il team di difesa della Bolivia, il Cile non è riuscito a conferire alla Bolivia questi benefici, ed è per questo che ora chiedono l’accesso sovrano al mare.

Morales ha parlato dei continui scioperi nei porti cileni che hanno colpito il carico boliviano, ma sono portati in causa anche altri problemi.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->