Bolivia-Cile, alle battute finali il caso dell’accesso al mare Ultimo giorno delle udienze presso la Corte internazionale di giustizia per quanto riguarda la richiesta della Bolivia

BoliviaCile, ultimo atto. Per ora. Le squadre di legali dei due Paesi hanno presentato le loro ultime argomentazioni nell’ultimo giorno delle udienze presso la Corte internazionale di giustizia per quanto riguarda la richiesta della Bolivia dell’accesso al mare.

La Bolivia ha chiesto trattative con il Cile, mentre quest’ultimo ha respinto le affermazioni della Bolivia dicendo che non abbandonerà le migliaia di famiglie cilene che vivono nel territorio conteso.

Durante una conferenza stampa presso il palazzo del governo a La Paz, il presidente boliviano Evo Morales ha affermato che il Cile ha «erroneamente» voluto dimostrare che il trattato del 1904 «è a favore della Bolivia» e che i loro argomenti «evitano di andare nel dettaglio della causa». Secondo Morales, la Bolivia ha il pieno diritto di rivendicare un accesso al mare, che è stato portato via dal Cile dopo la guerra ad Antofagasta, e ha detto che il Cile non sta rispettando il trattato che essi stessi hanno imposto alla Bolivia nel 1904.

Il Trattato di pace e amicizia del 1904 pose ufficialmente fine alla guerra tra i due Paesi, ma cedette al Cile 400 chilometri di costa e 120.000 metri quadrati di territorio. La Bolivia sostiene che questo trattato è stato imposto sotto pressione e minacce. Ma il trattato stabilì anche che il Cile avrebbe dovuto concedere alla Bolivia il diritto di usare i loro porti e consentireil libero transito delle loro merci. Secondo il team di difesa della Bolivia, il Cile non è riuscito a conferire alla Bolivia questi benefici, ed è per questo che ora chiedono l’accesso sovrano al mare.

Morales ha parlato dei continui scioperi nei porti cileni che hanno colpito il carico boliviano, ma sono portati in causa anche altri problemi.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)