lunedì, Giugno 21

Boko Haram minaccia il Ciad: instaureremo lo Stato Islamico

0
1 2


Domenica 5 marzo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha inviato una delegazione presso i Paesi del bacino del Lago Ciad per fare il punto della situazione sulla lotta contro Boko Haram. La delegazione ha incontrato i Capi di Stato di Niger, Nigeria, Camerun e Ciad. Hanno inoltre incontrato lo Stato Maggiore della Forza Africana Anti Terrorismo composta da 10.000 soldati messi a disposizione dai Paesi del Bacino del Lago Ciad. La delegazione ha confermato quanto dichiarato dalla coalizione anti Boko Haram: l’organizzazione terroristica nata in Nigeria e ora affiliata al DAESH è stata considerevolmente indebolita e manca di supporto popolare. Boko Haram non è più in grado di lanciare offensive di rilievo e si sta attestando alla difesa dei territori controllati a nord est della Nigeria e ai confini con Ciad, Niger e Camerun.

Il Primo Ministro ciadiano, Albert Pahimi Pedackè, ha insistito con la delegazione ONU sulla necessità di rafforzare il sostegno da parte delle potenze occidentali in nome del comune interesse per la pace e la stabilità della regione. «La Forza Africana Anti-Terrorismo necessita ancora di supporto per sconfiggere definitivamente Boko Haram. Necessita di armi, munizioni, logistica, intelligence e finanziamenti adeguati». L’intervento di Padackè è stato preso in seria considerazione. Dal 2016 i Paesi africani del bacino del Lago Ciad accusano l’Occidente di lasciarsi soli nello sforzo di contenere la minaccia salafista nella regione.

L’Ambasciatore francese al ONU, Francois Delattre, ha assicurato che l’Unione Europea stanzierà 50 milioni di euro in sostegno della campagna militare contro Boko Haram. Le Nazioni Unite stanno sensibilizzando gli Stati membri per reperire fondi necessari a sostenere azioni umanitarie a favore del milione di rifugiati interni della regione costretti ad abbandonare le loro case causa i raid terroristici. Il primo intervento di urgenza è stato individuato presso la regione di Diffa, nel Niger, dove l’afflusso di 200.000 rifugiati sta mettendo a rischio la già precaria situazione socio-economica locale.

Sull’ondata emotiva della lotta contro il terrorismo, e per ragioni di propaganda elettorale, il 22 marzo la candidata alle presidenziali francesi del Fronte Nazionale, Marine Le Pen, si recherà a N’Djamena per visitare gli effettivi dell’Esercito francese inviati nel quadro della Operazione Barkhane. La visita a N’Djamena serve per rafforzare il programma politico di Le Pen teso a eradicare ogni network terroristico islamico nell’Africa Occidentale. L’informazione è stata diffusa dal quotidiano mussulmano ‘Alwihdainfo‘ e confermata dal portavoce del Ministero della Difesa francese, Valèrie Lecasblè.
L’operazione Barkhane è stata attivata nel agosto 2014. Forte di 3.000 soldati francese provenienti dai reparti d’élite,  dal quartiere generale a N’Djamena, Barkhane coordina le operazioni anti terroristiche in Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger. L’Operazione è stata soggetta a inchieste che rivelano seri dubbi circa azioni segrete a favore di Boko Haram che sarebbe utilizzato da Parigi come strumento per creare instabilità e caos socio politico nelle ex colonie francesi sospettate di volersi ribellare al tutt’ora sistema di controllo coloniale che la Francia esercita nei Paesi francofoni dell’Africa Occidentale.
Il 10 agosto 2015 i media africani diedero ampio spazio alla notizia diramata dallo Stato Maggiore dell’Esercito camerunese di aver intercettato e impedito una consegna di armi francesi ai terroristi di Boko Haram. Consegna tentata a nord del Camerun, in prossimità della frontiera con la Nigeria. Oltre alle armi furono ritrovati circa 450.000 dollari in contanti. Due agenti dei servizi segreti francesi furono arrestati a Douala, sospettati di aver coordinato l’operazione segreta a favore dei terroristi salafisti.
Nel settembre 2015 le forze congiunte nigeriane e camerunesi uccisero una ventina di mercenari francesi durante un’offensiva contro Boko Haram. Altri otto mercenari francesi furono catturati e portati a Duala per interrogatori. I due governi africani sostennero che gli otto mercenari catturati erano in realtà agenti dei servizi segreti e istruttori militari inviati da Parigi in sostegno dei terroristi salafisti. Il Ministro francese degli Esteri, Laurent Fabucci, chiese al Governo camerunese l’immediato rilascio dei otto concittadini sospettati di attività terroristiche senza commentare le accuse rivolte al suo Paese. Richiesta rifiutata dalla magistratura di Douala.  «Ci sono forti sospetti che la Francia abbia creato forti legami segreti con Boko Haram e che stia rafforzando il gruppo terroristico con l’invio di armi, soldi, e addestratori militari. Le inchieste condotte dai nostri servizi segreti portano alla conclusione che la Francia sostiene Boko Haram per promuovere una stabilità regionale a suo esclusivo vantaggio», dichiarazione rilasciata al quotidiano nigeriano ‘Naji’ dal direttore dell’ufficio di informazione dell’Esercito nigeriano, il Maggiore Generale OlukOlukolade. «L’intercettazione di armi francesi destinate a Boko Haram è un chiaro esempio che la Francia sta adottando nell’Africa Occidentale la stessa strategia adottata in Siria: sostenere i gruppi terroristici affiliati a Al-Qaida e DAESH per utilizzarli contro Governi democratici sospettati di voler distanziarsi dal modello imperiale della France Afrique rafforzando la loro sovranità politica economica», spiega un editoriale pubblicato all’epoca su ‘Afrikmag‘, uno dei primi media africani a dare notizia di queste oscure manovre del Governo francese. Secondo i servizi segreti africani, non era la prima volta che la Francia era sospettata di inviare fondi, armi e mercenari in sostegno di Boko Haram. Nel marzo 2015 l’Esercito ciadiano informò di aver rinvenuto uno stock di armi francesi in possesso dei terroristi nigeriani durante una offensiva militare nel nord est della Nigeria.
Ignorate dalla maggioranza dei media europei le serie accuse rivolte alla Francia da Nigeria, Ciad e Camerun furono oggetto di riflessione del mensile francese specializzato sulle tematiche africane, ‘Jeune Afrique‘. «Perché l’Esercito ciadiano ha ritrovato della armi francesi al confine con la Nigeria? Il fatto è serio. Circa il 40% delle armi ritrovate e destinate a Boko Haram sono di fabbricazione francese. Quali spiegazioni può offrire il Governo?» queste solo le domande poste dal giornalista francese Vincent Duhem in un articolo comparso su ‘Jeune Afrique‘ il 12 marzo 2015.
L’interesse dimostrato dal mensile francese, in controtendenza rispetto al silenzio dei principali media europei, costrinse il Governo francese a delle spiegazioni. «La Francia esercita dei controlli molto severi sulla vendita delle armi. Secondo diversi rapporti, le armi di fabbricazione francese ritrovate dai soldati ciadiani presso la guarnigione di Boko Haram provenivano dagli arsenali militari nigeriani precedentemente saccheggiati. La lotta contro il traffico d’armi nella regione sub sahariana fa parte degli obiettivi della Francia ed è assicurata dalla forze dell’Operazione Barkhane che operano in stretta collaborazione con le forze ciadiane, nigeriane, maliane, mauritane e burkinabè», si legge nel comunicato del Ministero Affari Esteri francese diramato all’epoca.

L’Operazione Barkhane è sospettata anche di essere coinvolta in due tentativi di Golpe in Burkina Faso e nelle azioni terroristiche sempre contro il Burkina Faso condotte da gruppi terroristici affiliati ad Al-Qaeda Magreb. La visita di Marine Le Pen è malvista dalla opinione pubblica ciadiana a causa dei sospetti che gravano sul contingente militare francese operante nella regione e per la politica razziale condotta dal Fronte Nazionale. L’opposizione popolare ha spinto il principale partito di opposizione, Union National pour le Developpement et le Renouveau  (UNDR, Unione Nazionale per lo Sviluppo e il Rinnovamento) a  prendere le distanze dalla visita del candidato presidenziale dell’estrema destra francese. «Il UNDR si oppone categoricamente alla visita di Marine Le Pen, candidata della estrema destra razzista e xenofoba alle elezioni presidenziali in Francia » recita il comunicato emesso dal partito.

Nonostante i successi militari riportati dalla Forza Africana Anti Terrorismo, DAESH sta emergendo come la principale minaccia regionale. Dal novembre 2016 si registra la presenza di vari istruttori militari del DAESH di nazionalità irachena che operano in sostegno ai terroristi di Boko Haram nella regione del Adamawa, nel nord della Nigeria. Gli istruttori hanno il compito di addestrare le nuove reclute di Boko Haram all’uso degli esplosivi, fabbricazione artigianale di lancia missili e alle tecniche tecniche degli attentati suicidi. Il DAESH attraverso alleanza con gruppi salafisti regionali tra i quali Boko Haram e Al-Shabaab in Somalia, sta tentando di creare due grandi Califfati: il Califfato Islamico del Grande Sahara e il Califfato Islamico dell’Africa Occidentale.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->