martedì, Aprile 13

Bloccare l’inflazione

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La Banca centrale europea taglia nuovamente le sue stime sull’inflazione dell’Eurozona di fronte a un profilo di crescita più debole. La Bce prevede ora un aumento del Pil a 0,8% nel 2014 (dallo 0,9% di tre mesi fa), all’1% nel 2015 (da 1,6%) e dell’1,5% nel 2016 (da 1,9%).

Per il Presidente della Banca Centrale Mario Draghi però le misure adottate dalla Bce avranno un impatto notevole sul suo bilancio, che la Bce « intende riportare verso i livelli d’inizio 2012 aumentandolo quindi di circa 1.000 miliardi».
Grande fiducia poi sul piano Juncker  «abbiamo grande fiducia nel successo del piano Juncker per gli investimenti, e si tratta dell’unica iniziativa che ci sia». Bisogna bloccare, ha detto Draghi, la discesa dell’inflazione. «Una discesa dell’inflazione troppo prolungata che si trasmettesse alle aspettative sui prezzi non sarà tollerata dalla Bce perché sarebbe l’equivalente di un aumento non voluto dei tassi d’interesse reali, non abbiamo bisogno-ha chiarito il Presidente della BCE– dell’unanimità’ per decidere un eventuale quantitative easing, o acquisto massiccio di titoli».
Niente minacce da Draghi nei confronti dei governi «non siamo qui a valutare quello che devono fare i governi o a minacciarli” se non rispettano i loro impegni, Il rischio morale ha un’importanza considerevole se danneggia il nostro mandato».

Su Italia e Francia Draghi si rimette alla Commissione «le decisioni sui bilanci di Francia e Italia sono nelle mani della Commissione europea, come ho detto più volte – ha sottolineato Draghi – ci sarebbe molto da guadagnare dall’eventuale estensione della governance sulle politiche di bilancio alle riforme strutturali. Il numero uno della Banca centrale ha ribadito che servirebbe un sistema di presa di decisione comune che non è perdere la sovranità nazionale, come molti temono, ma significa condividere sovranità con un livello sovranazionale».

Massima attenzione sul petrolio «a causa dei prezzi petrolieri l’inflazione potrebbe scendere ulteriormente a causa dei prezzi petroliferi,  la Bce-ha dichiarato Draghi- è pronta ad agire e non tollereremo deviazioni prolungate dalla stabilità dei prezzi».

Intanto la Banca centrale europea ha lasciato il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,05%. Il tasso sui prestiti marginali e quello sui depositi bancari restano, rispettivamente, a 0,30% e –0,20%.
La golden rule, cioè lo scomputo degli investimenti produttivi dal calcolo del deficit non si farà: lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Jyrki Katainen a margine del Consiglio competitività. Con la golden rule «parliamo di cambiare il Patto e non credo che cambierà ora, perché è molto difficile identificare quali sono i progetti che possono essere scomputati dal calcolo del deficit»

E’ un Italia spaccata quella che esce dal bollettino sulle economie territoriali della Banca D’Italia. «Si sono ampliati i divari geografici nel mercato del lavoro: tra il 2007 e il 2013, l’occupazione è calata complessivamente del 9,5 per cento nel Mezzogiorno, a fronte dell’1,1 per cento nel Centro Nord. L’aumento del tasso di disoccupazione è stato particolarmente rilevante per i meno istruiti».  Inoltre, si legge nel bollettino della Banca D’Italia, «i trasferimenti di residenza dal Mezzogiorno verso il Centro Nord sono sensibilmente cresciuti nel 2012, facendo registrare, rispetto al passato, un aumento della quota di migranti con elevati livelli di istruzione, i divari territoriali si sono ampliati anche con riferimento alle scelte di istruzione terziaria. La flessione nelle immatricolazioni è stata più intensa nel Mezzogiorno, soprattutto tra i giovani appartenenti a famiglie con minori capacità di spesa. Tra quanti intraprendono il percorso universitario, è aumentata la mobilità verso le regioni centrosettentrionali»

Una tempestiva applicazione delle Riforme, la chiede fortemente il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. «Una tempestiva applicazione delle riforme sarebbe il segnale che il cambiamento non è solo un atto di fede, ma qualcosa che mette radici nel Paese, in fondo, l’applicazione dovrebbe essere il vero banco di prova di un Esecutivo, ciò su cui si è realmente misurati». Secondo Squinzi, poi, se non si ferma l’emorragia di imprese, «si rischia di eliminare alla base il modello sociale dell’Italia» Per il Presidente di Confindustria, «il nuovo conflitto sociale rischia di essere quello tra chi e’ incluso e chi non nel mercato del lavoro».

L’aula del Senato ha approvato oggi il ddl per il rientro dei capitali dall’estero. Il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan chiarisce sul proprio profilo Twitter che «non è un condono, perché chi aderisce paga tutto il dovuto». «L’intervento è innovativo perché, rispetto alle precedenti misure per il rientro dei capitali, non è un condono in quanto l’imposta dovuta si paga per intero. Chi aderirà avrà una riduzione delle sanzioni amministrative e penali. Questa legge sul rientro dei capitali è conforme alle best practices internazionali in tema di regolarizzazione dei redditi dei capitali esportati illegalmente all’estero, basate sulla trasparenza, sullo scambio automatico di informazioni e sulla fine del segreto bancario, che sono state adottate su iniziativa dell’Ocse, del G20 e dell’Ecofin sotto la presidenza italiana dell’Ue», spiega in una nota.
Il valore delle attività criminali vale fino al 12% del Pil, questa la stima diffusa oggi dal Mef, «sebbene non esista una stima unica e ufficiale del valore economico delle attività criminali, le varie valutazioni (che vanno dall’1,7 e al 12% del Pil a seconda della definizione sottostante e dei metodi utilizzati) concorrono a sostenere un giudizio di assoluta significatività della minaccia che i proventi illeciti siano prodotti nel territorio nazionale e siano reimmessi nei circuiti economico-finanziari italiani e stranieri»

La Borsa di Milano chiude in forte calo con il Ftse Mib che ha perso il 2,7% a 19.424 punti.  – Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco archivia la seduta a 126 punti base. Il tasso sul titolo decennale del Tesoro è al 2,03%

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