mercoledì, Dicembre 1

Blackrock, re della speculazione

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La caratteristica di gestire unicamente i capitali affidati dai singoli investitori per mezzo dei fondi pensione o di altri fondi comuni senza impegnare nulla di proprio conferisce a Blackrock e ad altri hedge fund un livello di affidabilità ben maggiore rispetto a tutte le grandi banche di Wall Street, che in seguito alla rimozione del Glass-Steagall Act grazie all’approvazione del Financial Modernization Act (o Gramm-Leach-Bliley Act) poterono tornare ad operare senza alcuna restrizione. Il Financial Modernization Act costituisce la legge che eliminò le normative atte a disciplinare l’attività degli istituti bancari di Wall Street soppiantando il Glass-Steagall Act, la legge fondamentale del New Deal rooseveltiano risalente al 1933 che sanciva la separazione tra banche commerciali e banche d’investimento allo scopo di proteggere l’economia reale dalle pericolosissime attività finanziarie. Con la ratifica del Senato statunitense e l’approvazione del presidente Bill Clinton, il Financial Modernization Act entrò definitivamente in vigore, consentendo a investitori istituzionali, fondi pensioni, compagnie assicurative, banche commerciali e banche d’investimento di integrare liberamente i propri compiti e le proprie funzioni.

Con la crisi del 2008 la Casa Bianca e il Congresso presero però atto della necessità di trasmettere all’opinione pubblica la volontà di punire Wall Street per i suoi eccessi. Così, nel 2010 venne solennemente varato il Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act, che avrebbe dovuto ricalcare i principi del Glass-Steagall Act del 1933. Sebbene in base a questa legge, caldeggiata dall’ex presidente della Federal Reserve Paul Volcker, le banche non avrebbero più potuto utilizzare i fondi depositati dai propri clienti per negoziare affari in conto proprio, Goldman Sachs ha riunito singoli enti privati ed altri potenti colossi finanziari per continuare ad operare esattamente come prima attraverso il Multi-Strategy Investing (Msi, una sorta di hedge fund di cui sono entrati a far parte alcuni dei più aggressivi speculatori di Wall Street), aggirando agevolmente i vincoli del Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act. Anche l’accordo noto come ‘Basilea 3’, che si proponeva ufficialmente di ridurre sensibilmente l’effetto leva e, soprattutto, di irrigidire complessivamente le regole per quanto riguarda l’operato degli hedge fund, è sostanzialmente naufragato.

Oltre che da questo genere di vicissitudini, la vicinanza della classe politica al potere finanziario è peraltro testimoniata dal fatto che, dalla primavera del 2011, gli hedge fund sono tornati ad amministrare un patrimonio superiore a quello che gestivano durante il periodo immediatamente precedente alla crisi. Nessuno degli organi istituzionali incaricati di monitorare e disciplinare le attività finanziarie ha inoltre impedito al Marathon Asset Management, hedge fund che gestisce appena 11 miliardi di dollari, di acquisire la cittadina californiana di Scotia, finita in bancarotta municipale alcuni mesi prima, fornendo in tal modo un precedente assai insidioso che fondi ben più potenti potrebbero sfruttare per alzare il tiro su obiettivi maggiormente appetibili come Detroit, metropoli spopolata e dissestata messa letteralmente all’asta dal curatore fallimentare. Di questo passo, intere città potrebbero finire sotto il controllo diretto degli hedge fund.

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