domenica, Agosto 1

Blackrock, re della speculazione

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Amministrando un patrimonio quantificabile complessivamente in oltre 4.000 miliardi, offrendo software per la gestione di altri 11.000 miliardi di dollari e occupandosi di obbligazioni, azioni commodity e immobili, Blackrock è divenuta la più grande società di investimento del mondo. Cosa che ha permesso a questo grande hedge fund amministrato da Laurence Fink di esercitare un controllo diretto sull’intero spettro della speculazione finanziaria, che si divide tra gli enti che vendono (banche) i prodotti finanziari e quelli che li comprano (clienti privati, fondi pensione, fondazioni, hedge fund, divisioni finanziarie delle imprese multinazionali, ecc.). Dal momento che tale compagnia si è posta nelle condizioni di svolgere tanto i compiti di consulenza per quanto riguarda le valutazioni e le scelte dei migliori investimenti, quanto quelli riguardanti l’intermediazione e la gestione di interi pacchetti di titoli, compresi quelli maggiormente a rischio (e pertanto anche maggiormente remunerativi), Blackrock ha potuto accumulare un potere finanziario immenso. La notevole capacità di operare sugli stock market ha infatti consentito a tale società di acquisire pacchetti azionari (o di controllo) di Adidas, Allianz, Badische Anilin und Soda Fabrik (Basf), Deutsche Bank, Merck e HeidelbergCement, General Electric, Nestlé, Toyota, Novartis, Apple, Google, Microsoft, Jp Morgan Chase, Wells Fargo, ExxonMobil, Chevron, Shell, ecc. Blacrock si trova particolarmente a proprio agio nell’investire attraverso gli Exchange Traded Fund (Etf), ovvero delle specifiche forme d’investimento ‘passive’ che vengono negoziate in Borsa alla stessa stregua delle azioni e mirano unicamente a riprodurre l’indice al quale fanno riferimento (benchmark), fornendo al tempo stesso una ridotta esposizione al rischio e un buon livello di trasparenza.

Il potere di Blackrock è stato ampiamente dimostrato in Italia, dove tale società ha ridotto drasticamente la propria esposizione nei confronti di Unicredit, affossando tale banca mentre era in atto l’aumento di capitale di inizio 2012, ed ha venduto un pacchetto azionario del 2,3% di Saipem pochi istanti prima che la società crollasse in Borsa, perdendo il 35% circa del valore in un solo giorno. Detenendo quote molto considerevoli delle due maggiori agenzie di rating (Moody’s e Standard & Poor’s), il gruppo Blackrock ha inoltre potuto disporre della facoltà di influenzare pesantemente il mercato obbligazionario in chiave geostrategica, intaccando la solidità di aziende e Stati attraverso l’emissione di giudizi falsi e/o tendenziosi dettati dalle esigenze della più pura tempra politica.

Il soverchiante peso finanziario assunto da Blackrock ha conferito a tale organo anche un notevolissimo peso politico, testimoniato dal fatto che nel marzo 2008 questa azienda sia stata incaricata dalla Federal Reserve di New York guidata da Timothy Geithner di stimare l’esposizione della Bear Stearns, poi acquisita da JP Morgan Chase, nei confronti dei derivati basati sui mutui subprime e di gestire la montagna di Credit Default Swap (Cds) che avevano mandato sull’orlo della bancarotta il gigante assicurativo Aig. Come ha inoltre osservato l’analista tedesco Heike Buchner, «Blackrock ha assistito la Federal Reserve nelle sue transazioni miliardarie con i titoli legati ai mutui ipotecari e le ha offerto una consulenza per l’ingresso nel capitale della banca Citigroup. I suoi esperti sono stati assoldati anche per esaminare i conti dei colossi ipotecari para-pubblici Fannie Mac e Freddie Mac. L’azienda inoltre ha ottenuto molti contratti di consulenza con lo Stato senza che fosse indetta una gara pubblica».

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