sabato, Ottobre 23

Bitcoin: verità e ricadute del (previsto) tonfo di Mt. Gox field_506ffb1d3dbe2

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«Il caos attuale è secondo me dovuto a una cattiva informazione da parte dei media. Mt. Gox», qui la ricostruzione dei problemi delle ultime ore, «nel cuore della comunità era già da tempo considerato a rischio, sconsigliato, già dall’inizio del 2013». Non si può non essere d’accordo con questa opinione di Franco Cimatti della Bitcoin Foudation Italia.

Certo, per chi ha deciso di operare e investire su questa specifica piattaforma (trading exchange) con base a Tokyo, al momento il quadro è poco allegro – visto il perentorio annuncio delle scorse ore: «Abbiamo deciso di bloccare temporaneamente tutte le transazioni per proteggere il sito e i nostri utenti. Stiamo seguendo la situazione da vicino e opereremo di conseguenza».

Motivo del tonfo, ovvero la goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata la misteriosa ‘sparizione’ di 750mila Bitcoin (il ‘Financial Times‘ ha riportato ipotesi di perdite per 400 milioni di dollari, ovvero il 3.4 per cento dei bitcoin che possano mai essere prodotti)  dovuta a un attacco hacker   –approfittando cioè di un bug del software, già noto dal 2011 ma tutt’ora irrisolto, che consente di creare una serie di false transazioni. Ovviamente la comunità globale è in stato di sbandamento, almeno in parte, anche perché nelle scorse settimane attacchi dello stesso tipo avevano messo KO il redivivo mega-sito del “mercato nero”, Silk Road, dove gli hacker si erano impadroniti del corrispettivo di 2,7 milioni di Bitcoin.

In quanto primo exchange di livello globale, Mt. Gox è assurto rapidamente al centro dell’attenzione mediatica (e di molti altri soggetti), influenzando così il resto del mercato e utenti di ogni livello. La realtà è però che il mercato dei cambi di Bitcoin è oggi assai ampio e articolato. E pur se  la chiusura della ‘più famosa’ piattaforma scatena sicuramente preoccupazione in chi conosce poco l’ambiente o nei mdia sempre alla ricerca del sensazionale, il punto è che «gran parte della comunità è convinta che si sia trattato di una scusa per nascondere la loro ormai famosa incompetenza o una situazione interna ancora più grave», ribadisce Cimatti.

Non a caso sei imprese concorrenti (Coinbase, Kraken, Bitstamp, Btc China, Blockchain e Circle) si sono affrettate a prendere le distanze da Mt. Gox affermando in una nota che «come in ogni nuova industria ci sono alcuni cattivi attori che devono essere allontanati». E mentre le autorità Usa, dopo quelle giapponesi, hanno avviato indagini sull’improvvisa sospensione delle attività della nota piattaforma, la moneta virtuale si è rapidamente ripresa superando già quota 575 dollari  – pur se il suo valore a livello globale rimane fluttuante.

A riprova di queste dinamiche in crescita, ben al di là degli incidenti di percorso come il botto di Mt. Gox, si annunciano fra l’altro i primi ATM (bancomat) per acquisti, prelievi o scambi in contanti anche in USA, dopo  quelli già attivi a Vancouver, British Columbia, ed altri in arrivo in Europa e Asia. L’azienda produttrice Robocoin li sta installando ad Austin e Seattle.

L’importante è informarsi e studiare come primo passo. Caldamente consigliato questo documento, redatto dalla comunità italiana, con link a servizi e risorse utili per saperne di più. Ricordando comunque che quello di Bitcoin è in primis un’iniziativa culturale e sociale di ampio respiro, ancor prima che occasione d’investimento o di puro business  – meno che mai per utenti inesperti.

 

 

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