giovedì, Aprile 22

Bioradar, il green si fa social field_506ffb1d3dbe2

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bioradar

La green economy prende i colori del social network, sviluppando una piattaforma dedicata alle realtà impegnate nello sviluppo sostenibile. Da due anni è, infatti, attivo il portale www.bioradar.net, il primo canale social nato con lo scopo di mettere in contatto tutte le realtà ecologicamente sostenibili con un pubblico interessato a un consumo sostenibile. Un percorso che nei primi due anni ha già registrato risultati molto positivi in termini di coinvolgimento degli utenti sul web, creando una community di oltre 2.000 utenti iscritti al sito, più di 400 realtà imprenditoriali registrate, circa 500 eventi inseriti e quasi 200 tra fan e follower attivi sui diversi canali social su cui il portale è presente. Bioradar ha registrato nei suoi primi mesi di vita un trend crescente di visite, che oggi si attestano sulle 600.000 al mese.

Una realtà in continua evoluzione, che ha trovato nel web un canale fertile per lo sviluppo della green economy, dando la possibilità alle ancora limitate risorse presenti in questo ambito in Italia di mettersi in contatto per creare attività condivise e per sviluppare un mercato orientato alla sostenibilità ambientale. Per la sua crescita, un portale che si definisce social, deve tenere conto delle richieste e delle esigenze degli utenti, andando incontro ai suggerimenti, alle idee e ai bisogni che esprimono. Così, a due anni dalla sua nascita, il portale bioradar.net si evolve, perfezionando la sua struttura e orientandosi sempre di più a un mercato concreto dove la green economy è l’unica parola d’ordine.

I gestori del portale hanno deciso di mantenere gratuita l’iscrizione alla piattaforma, per ottenere un account personale con il quale è possibile promuovere la propria attività, i propri prodotti e gli eventi che si organizzano. Una delle novità del portale riguarda, invece, l’evoluzione del “Market place”, una sezione dove le realtà inscritte al sito possono mettere in vendita i loro prodotti a prezzo pieno o scontato. In questo modo gli utenti possono acquistare direttamente dal produttore scegliendo tra una ricca varietà di offerte, che spazia da prodotti e servizi green a buoni spesa, pacchetti soggiorno, menù degustativi, corsi di formazione e consulenze.

Un portale funziona, poi, se è “user friendly”, ovvero se rende la navigazione dell’utente facile, rapida e intuitiva. Per questo bioradar.net si è dotato del “TrovaBio”, un motore di ricerca interno che aiuta a scoprire le realtà che si trovano sul territorio e nelle proprie vicinanze, permettendo così di fare, in modo facile e immediato, ricerche per categorie di attività o di prodotti, per località o per certificazione dell’azienda.

Non solo ricerca e collegamenti. Bioradar, infatti, si propone anche come canale di informazione, permettendo così di dare luce a quelle notizie che riguardano la green economy e più in generale lo sviluppo sostenibile, che spesso nei media generalisti rimangono nell’ombra. Le notizie di ecologia e attualità vengono raccontate nella sezione News, mentre nell’area Arte & Riciclo si trova una ricca raccolta di video e reportage fotografici sull’arte, sul design green, sul riciclo creativo e d’autore. Lo spazio Ricette & Faidate, infine, è dedicato alle ricette di una volta, ai rimedi naturali e ai progetti di riuso e riciclo.

Il portale si propone quindi come una sorta di aggregatore di realtà che operano a vario titolo nella green economy, rappresentando uno strumento strategico per lo sviluppo di questo settore, che da molti è considerato il motore del rilancio economico del nostro Paese. Tutte le realtà presenti nel portale garantiscono l’affidabilità, la qualità e la sostenibilità delle loro attività, dovendo autocertificare il loro lavoro al momento dell’iscrizione. Bioradar sembra rappresentare, quindi, una grande opportunità di crescita per la green economy e, di conseguenza per l’economia e i livelli di occupazione in Italia. L’ideatore del portale, Sandro Russo, illustra le potenzialità di questo strumento.

 

Che cosa è Bioradar e come nasce?

Bioradar nasce dai miei studi all’università di Roma 3, orientati all’economia ambientale e allo sviluppo del territorio. Il mio obiettivo era quello di mettere in relazione e in contatto le aziende che operano nella green economy con i consumatori che abbracciano la possibilità di un consumo consapevole e sostenibile. Questo era in linea teorica il progetto della mia tesi di laurea, che poi ho deciso di sviluppare in modo concreto. La mia idea, inizialmente era quella di valorizzare i luoghi intorno a Roma che usavano il sito per dare visibilità a un  certo tipo di aziende, quelle che operano nel settore green.

Quali sono le realtà che è riuscito a coinvolgere e mettere in relazione in questi due primi anni?

Principalmente nel portale si trovano le aziende agricole con vendita diretta, gli agriturismi, le botteghe e i negozi specializzati in biotecnologie e prodotti ecologici, ma ci sono anche esperienze di e-commerce specializzate in economia sostenibile. In linea generale si trovano le aziende che forniscono i servizi connessi al green, alla bioedilizia e anche gli studi di architetti che puntano sulla sostenibilità ambientale. Tutto ciò che é connesso al biologico e all’ecologico può iscriversi a Bioradar, sottoscrivendo un’autocertificazione dell’attività svolta.

Come funziona il portale?

Funziona come un vero e proprio social network. L’iscrizione è gratuita, poi, una volta iscritti, si può scegliere se aprire una pagina attività legata all’azienda o all’associazione oppure un profilo privato. Nel caso della pagina, si può scrivere sulla bacheca di questa scheda e creare eventi collegati a questa attività. In questo modo è possibile vedere quali aziende partecipano a questo scambio e abbracciano l’idea della green economy, e questo è un fattore determinante per alcuni tipi di produzioni. Se invece si tratta dell’utente normale, è possibile fare acquisti, e inserire prodotti acquistabili. Gli utenti di Bioradar hanno la possibilità di acquistare, partecipare alla newsletter ed essere costantemente aggiornati sull’evoluzione del settore green.

Che contributo può dare il portale alla promozione della green economy?

L’utilizzo del portale consente di avere più chiarezza nella ricerca delle aziende green. Oggi, infatti, quando si cerca un’azienda che fa prodotti eco-sostenibili, ci si affida a Google o a siti in grado di accorpare le realtà di un certo settore, come fa ad esempio la Coldiretti, mentre su Bioradar si possono trovare tutti i tipi di attività in questo campo con la certezza della qualità offerta. Bioradar fornisce un modo facile e veloce per l’utente di trovare quello che cerca, e allo stesso tempo rende più semplice promuovere la green economy, offrendo  alternative concrete agli acquisti dettati dalla grande distribuzione.

La green economy, secondo lei, è un concetto che passa principalmente dal web?

Non solo, io credo che si sviluppi bene anche nella realtà e l’uso del web serve per far vedere questa caratteristica. Qualsiasi prodotto può essere green, basta saperlo comunicare. Ovviamente bisogna essere concreti, ma il web ha il ruolo di filtro tra le persone realmente interessate a questa realtà.

Partendo dal presupposto che in molti definiscono la green economy come il motore del rilancio economico italiano, secondo lei che effetti può avere uno strumento come Bioradar per l’economia italiana?

Il portale nasce con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’economia locale, fornendo agli utenti un modo per sapere, in modo rapido e diretto, quali sono le aziende green locali. Io credo che un prodotto fresco e giovanile come Bioradar possa essere importante per il rilancio economico del Paese. In particolare, spero che le attività in crisi, che magari hanno buoni prodotti e non riescono a farsi vedere, trovino in Bioradar quello sbocco che non riescono a trovare in altre parti. È questo che fa la differenza in ambito locale, favorendo una tipologia di acquisto diversa e tracciata, che aiuta enormemente l’economia locale.

Tramite Bioradar è possibile anche cercare e offrire opportunità di lavoro?

Per il momento il portale è solo per le aziende, ma molte persone che si inscrivono e creano attività, descrivono il lavoro che fanno, tracciando profili precisi e professionali. Stiamo lavorando per creare anche la categoria di green job, dove le persone possono segnalare le loro attività e competenze, nella speranza di riuscire a metterli in contatto con le aziende che cercano quel tipo di profilo. Stiamo sviluppando altre sezioni. Gli utenti vogliono partecipare in qualsiasi forma e cerchiamo di andare incontro a ogni tipo di richiesta.

Quali sono le potenzialità che Bioradar può ancora esprimere?

Il portale, tramite una semplice traduzione in inglese, per come è strutturato, può aprirsi all’estero già da subito. Per quanto riguarda i numeri registrati in Italia nei primi due anni di vita, dobbiamo considerare che Bioradar non è mai stato pubblicizzato tanto, e ha fatto vedere solo quello che sapeva fare. Ora che ha una  struttura più definita sta dimostrando di avere una crescita ancora più rapida. L’ultimo mese, ad esempio, ha visto ben 120 registrazioni, ma  è probabile che il numero si raddoppi in poco tempo, perché l’iscrizione è gratuita e quindi le aziende che vogliono far sapere delle loro iniziative ecologiche possono trovare un canale di comunicazione gratuito e questo oggi rappresenta sicuramente un grande vantaggio per un’azienda che vuole crescere e non solo sopravvivere.

Ci sono esperienze simili all’estero?

Il web si evolve a ritmi smisurati e quindi è impossibile dirlo con certezza, ma dalle approfondite ricerche che abbiamo fatto, non ci sembra che ci sia già qualcosa del genere, neanche in altri Paesi. Magari ci sono portali che si limitano a segnalare i negozi che vendono prodotti green, ma non le aziende che li producono. Molti di questi portali fanno parte, inoltre, di certi circuiti chiusi, in cui a volte è anche difficile riuscire a entrare. Bioradar, invece, nasce come un canale social e consente di dire quello che sei e che fai liberamente.

Quali sono le realtà italiane in cui la green economy sembra aver avuto maggior successo finora?

Il sito ha un TrovaBio che apre una mappa. La nostra attività si concentra principalmente su Roma, ma c’è un grandissimo numero di aziende che viene dal nord. Le aziende del nord che nascono in questo periodo hanno sicuramente almeno un ramo o una linea di green e sono in grado di valorizzare queste cose e di comunicarle, cosa che non succede purtroppo al sud. Il successo di un’azienda si basa su tutto, soprattutto sulla produzione bio. Anche rivenditori che offrono questi prodotti vanno bene.

Cos’altro si può fare per promuovere l’economia verde?

Bisogna dar più visibilità al prodotto italiano, che dovrebbe essere messo avanti agli altri prodotti. Fare acquisti di continuo senza sapere la provenienza può essere fatale per il consumatore e per l’economia italiana. Far vedere le aziende italiane, far avere loro la massima visibilità e far passare il concetto che se si compra italiano si danno soldi alla nostra economia: è da qui che dobbiamo ripartire, ma è principalmente una questione di cultura.

 

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