sabato, Settembre 18

Biometano: gas 'pulito' dai rifiuti

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In un momento in cui è in corso un pericoloso cambiamento climatico, dovuto all’aumento di biossido di carbonio nell’atmosfera a causa dell’eccessivo uso di combustibili fossili, diventa molto importante trovare nuove fonti di energia che siano rinnovabili e non inquinanti, e dunque sostenibili. È in quest’ottica che a Cavenago Brianza (MB), presso la ex discarica CEM Ambiente, è stato realizzato un prototipo di impianto industriale per la produzione di biometano, da immettere in rete e da utilizzare per dare gas, luce e riscaldamento a circa 5.000 abitazioni del territorio, per un controvalore economico di 3,5 milioni di euro. L’impianto sfrutta la tecnologia ‘Smart upgrading‘ sviluppata dai ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con l’azienda.

Nelle aziende agricole è già ampiamente diffuso lo sfruttamento di materiali residui di origine animale e vegetale per la produzione di biogas attraverso processi di digestione anaerobica. Si tratta di una miscela di gas che contiene fino al 65% di metano. Come ci ha spiegato Maurizio Acciarri, professore associato di fisica sperimentale del Dipartimento di Scienza dei Materiali e responsabile del progetto per l’Università di Milano-Bicocca, “In precedenza la produzione di biogas godeva di incentivi economici, che ora sono terminati. I nuovi incentivi sono invece sul biometano, cioè il metano ricavato dal biogas attraverso una procedura detta upgrading, in cui viene purificato estraendone il biossido di carbonio (CO2). Per questo in Italia c’è ora un forte interesse su queste tecnologie“.

Il motivo di questo cambiamento è che il biometano si presta a una quantità di usi molto maggiore. “Quando si vuole usare il metano per immissione in turbina o per autotrazione”, spiega ancora Acciarri, “le procedure normalmente usate per estrarre la CO2 non sono utilizzabili perché lasciano un residuo troppo elevato. Questo eccesso di CO2 rende più difficoltosa la liquefazione del gas per il trasporto, e rischia di saturare gli ambienti se presente nel gas usato in cucina. Esistono metodi più efficace un’estrazione più completa, ma quelli finora disponibili richiedevano l’uso di sostanze potenzialmente inquinanti, oppure consumavano energia in quantità elevate”. L’impianto pilota lavora attraverso un particolare ‘lavaggio’ del biogas, in grado di trattenere solo le impurezze indesiderate lasciando fluire liberamente il metano pulito. In questo modo si ottiene un gas di qualità paragonabile, se non superiore, al metano che l’Italia acquista dalla Russia e dal Nord Africa.

L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 16 dicembre. In quell’occasione Virginio Pedrazzi, Amministratore unico di CEM Ambiente S.p.a., ha dichiarato: «Ancora una volta la nostra società si dimostra attenta a cogliere e anticipare le politiche di sostenibilità, sperimentando nuove soluzioni innovative. In questo caso abbiamo accolto con favore e compartecipato economicamente alla proposta dell’Università di utilizzare il gas prodotto dai nostri rifiuti per produrre biometano, andando incontro anche a un indirizzo di legge che chiede espressamente di produrre questo gas, che ha già una rete e può essere utilizzato meglio e più del biogas».

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