domenica, Maggio 16

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ASEAN Regional Centre for Biodiversity Conservation Project


Bangkok
– L’ASEAN (Association of South-East Asian Nations) non è solo un’area collocata strategicamente, con una popolazione complessiva di circa 600 milioni di abitanti ed un PIL medio che ha viaggiato intorno al 5.3 per cento nel 2013, avviandosi ad essere l’area Indo-Malaysiana una entità regionale unica, essa rappresenta anche l’ecosistema tra i più bio-diversificati  al Mondo, poiché al suo interno comprende il 20 per cento della biodiversità terrestre e marina dell’intero Pianeta.

L’ASEAN è anche la sede naturale di 25 milioni di ettari di inimitabili torbe e verde naturale che rappresenta il 60 per cento della vegetazione tropicale mondiale, fattore che gioca un fattore guida nel sostenere lo sviluppo economico, la conservazione delle biodiversità, sedimenti di carbonfossili, sicurezza alimentare e qualità di vita.

In ogni caso, questa biodiversità il cui valore è incalcolabile è stata lungamente soggetta a gravi perdite e depauperamento progressivo. I fattori chiave della perdita di biodiversità nel Sud Est Asia comprendono i cambiamenti dell’ecosistema e dell’habitat attraverso uno sviluppo incontrollato, temperature crescenti e caos meteorologico causato dai cambiamenti climatici, cambiamenti nelle dinamiche delle specie causate da specie aliene invasive, sfruttamento intensivo delle risorse naturali e sempre più diffusa povertà in alcune aree dei Paesi Membri ASEAN.

Allo stesso tempo, le aree verdi naturali all’interno dell’area ASEAN stanno rapidamente declinando attraverso incendi incontrollati e management sottostimato rispetto alle rinnovate necessità, innalzamento delle temperature,  fattori questi responsabili al 90 per cento dell’inquinamento ambientale ed emissioni di 1.5-2.0 miliardi di tonnellate di Co2 all’anno o l’equivalente del 6-7 per cento delle emissioni fossili globali. Si tenga conto del fatto, inoltre, che mentre le emissioni da carbonfossile contribuiscono al cambio climatico, vi è anche ampia comprova del fatto che il cambiamento climatico colpisce anche le biodiversità.

Secondo l’indice di Valutazione dell’Ecosistema del Millennio, il cambiamento climatico sta diventando  uno dei principali fattori guida della perdita di biodiversità entro la fine del Secolo. Il cambiamento climatico sta già forzando la biodiversità ad adattarsi al mutato habitat e spinge anche a mutare i cicli vitali o di sviluppo dei tratti fisici.

Tutto questo spiega perché, già da oggi, l’ASEAN ha inteso avviare un percorso in difesa delle biodiversità e per proteggere le aree Verdi da ulteriori processi restrittivi delle aree o di loro perdita secca. Sebbene, in tal senso, l’ASEAN abbia già conseguito qualche successo nel passato, il degrado delle biodiversità e delle aree verdi resta comunque una seria minaccia attribuibile peraltro alla inefficacia in termini di attività mirata da parte di alcuni livelli di competenze regionali.

Nonostante la creazione del Centro ASEAN per le Biodiversità (ACB) sia stato assunto da tutti i Paesi ASEAN, fino ad oggi i contenuti di quella istituzione sono ampiamente disattesi. Tutte le Nazioni hanno ratificato il testo del Centro ASEAN per le Biodiversità escluse Indonesia e Cambogia ma non tutte le Nazioni che hanno proceduto alla ratifica stanno poi realmente contribuendo alla operatività del centro e conseguentemente al fondo di fiducia per la biodiversità al fine di proteggere la futura conservazione della biodiversità nell’area ASEAN.

 

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