domenica, Maggio 9

Biden economy: rilancio rassicurante La tornata di nomine nei dicasteri economici è rassicurante, soprattutto perché il rilancio dell’economia contro l’impatto del COVID-19 sarà uno dei primi problemi ‘caldi’ della nuova amministrazione

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Con la presentazione, nei giorni scorsi, delle figure-chiave dei dicasteri economici, l’organigramma della futura amministrazione Biden ha fatto un altro passo avanti. Anche questa tornata di nomine si è caratterizzata per l’alta presenza femminile e per un’attenzione al ruolo delle minoranze che – in linea con le dichiarazioni fatte in campagna elettorale – sembra essere una delle cifre stilistiche del Presidente eletto. Anche nelle nuove nomine, inoltre, i legami con gli anni dell’amministrazione Obama sono evidenti. Molti dei possibili membri della ‘squadra’ di Biden – a partire dal Segretario al tesoro, l’ex Presidente della Federal Reserve, Janet Yellen – avevano ricoperto ruoli di rilievo nella ‘macchina’ federale negli anni di Barack Obama e, in alcuni casi, di Bill Clinton. In linea di massima, i nuovi nomi sono stati accolti con favore anche da parte repubblicana, con l’eccezione, forse, di quello di Neera Tanden, Presidente del Center for American Progress e fra gli artifici dell’‘Obamacare’, che Biden ha designato al vertice dell’Ufficio per la gestione e il bilancio (Office of Management and Budget).

Gli occhi degli osservatori sono, tuttavia, puntati soprattutto su Janet Yellen, chiamata a sostituire (in caso di conferma da parte del Senato) l’uscente SteveMnuchin. Negli anni alla guida della Federal Reserve (2014-18), la Yellen è stata la ‘normalizzatrice’ della politica monetaria degli Stati Uniti, pur sostenendo la crescita economica e l’aumento dell’occupazione con una politica di tassi d’interesse contenuti, in linea con un approccio tenuto sia durante gli anni in cui della ‘Fed’ è stata Vicepresidente (2010-14), sia durante quelli in cui è stata Presidente della Federal Reserve di San Francisco (2004-10). Nei diversi incarichi, la Yellen è stata, inoltre, sostenitrice del quantitative easing varato dal suo predecessore, Ben Bernanke (2006-14), per sostenere leconomia e il sistema finanziario statunitense dopo la crisi del 2007-2008. Al vertice della ‘Fed’, ha portato avanti questa politica nonostante le critiche e avviato la liquidazione dellingente portafoglio titoli accumulato solo nel settembre 2017, dopo aver raggiunto e consolidato lobiettivo di lungo termine di un tasso di disoccupazione sotto il 4,8%.

Questa attenzione – ritenuta da alcuni eccessiva – per la variabile ‘occupazione’ è stata oggetto di diverse critiche, anche a causa di quello che è considerato il minore interesse della Yellen per il problema dell’inflazione; un problema che potrebbe acquistare nuova importanza di fronte all’ingente massa di liquidità iniettata nel sistema economico negli scorsi mesi per contrastare l’impatto di COVID-19. Proprio quello del rilancio dell’economia sarà il primo tema ‘caldo’ con cui il nuovo Segretario al tesoro si dovrà confrontare dopo l’insediamento. Negli scorsi giorni, fra l’altro, il Segretario uscente, Mnuchin, ha inviato il Congresso a sbloccare un nuovo pacchetto di aiuti da 300 miliardi di dollari in favore delle piccole imprese e un nuovo bill bipartisan con aiuti per oltre 900 miliardi di dollari è stato portato all’attenzione del Congresso. Secondo il capogruppo repubblicano al Senato, Mitch McConnell, infine, anche Donald Trump starebbe premendo per giungere, prima della fine del suo mandato, alla approvazione di un provvedimento legislativo che contenga le prime linee-guida per la ripresa post-pandemia.

Su questo sfondo, le scelte compiute appaiono comunque rassicuranti. La nomina della Yellen è garanzia di sostanziale collaborazione fra il Tesoro e la ‘Fed’, oggi guidata da Jerome Powell, che proprio della Yellen è stato collega nel Board of Governors dell’organismo. Il nuovo Segretario ha, inoltre, fama di persona pragmatica anche nel perseguire i suoi obiettivi a lungo termine, primi fra tutti quelli in materia ambientale, che sono un’altra priorità dell’amministrazione. Lo stesso profilo rassicurante sembra caratterizzare gli altri collaboratori presentati in questi giorni, primi fra tutti i membri del Comitato dei consiglieri economici del Presidente. Come nel caso del Segretario di Stato e delle altre figure-chiave nel campo della politica estera, è chiara, dietro le loro nomine, la volontà di Biden e del suo entourage di smentire l’immagine divolto presentabile dalla sinistra radicaleche Donald Trump ha voluto attribuirgli in campagna elettorale, senza però rinunciare, per questo, a essere la rottura con l’esperienza degli ultimi quattro anni che gli elettori democratici, alle urne, gli hanno chiesto di essere.

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