domenica, Settembre 26

Biden, Draghi, Mattarella: l’accordo Draghi butta a mare la 'politica' di Conte e, con lo stesso 'ministrino' degli Esteri, fa una conversione a U … l’Italia deve essere nuovamente la longa manus USA

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Nel suo solito modo superficiale e arrogante il ‘consigliere professionale’ Goffredo Bettini, una cosa giusta l’ha detta. L’ha detta male, da par suo, in linguaggio anche un po’ bambinesco, molto approssimativo, imbronciato (a mio parere inconsapevole di quello che esattamente diceva) quando ha affermato che la caduta di Giuseppe Conte è stata una sorta di complotto, ovviamente deipoteri forti‘, dei banchieri, dei tedeschi, di Soros, e sottovoce, molto sottovoce, degli americani.

Su ragazzi, sveglia: stiamo ancora ai complotti, coraggio, cresciamo un po’, ragioniamo, approfondiamo, studiamo … .sì scusate, brutta parola. Ecco, un punto buono per cominciare: studiamo. Chi studia? Quelli che sanno già tutto, Bettini in testa? Certo no. Quelli che non sanno nulla, ma gestiscono (o credono) molto potere? Nemmeno, mica sono matti se si mettessero a studiare (ammesso e non concesso che ne fossero capaci), si renderebbero conto di quello che fanno e, magari, in un momento di autocoscienza vera, si suiciderebbero. E poi, diciamo la verità, studiare non è di moda. Lo ha detto chiaro anche il Ministro della Pubblica Istruzione (scelto, con mio iniziale stupore, da Mario Draghi … ora non sono più tanto stupito, e ve lo spiego, leggete … ) che insiste che gli esami nonostante tutto devono essere seri, si ‘potrà’ bocciare, ma l’esame finale consisterà nella discussione di un testo scritto dei ragazzi per conto loro. Insomma, chiacchiere, secondo la solita idea idiota secondo la quale scuola significa voti, bocciature, bende sugli occhi, mai cultura e auto-coscienza. Chiunque sia stato anche tre giorni a scuola ha capito benissimo. Lui, il Ministro, è ferrarese e Ferrara non ha il mare, mi pare. Se fosse napoletano, direbbe ‘facite ammuina’: fate chiacchiere e quindi fate finta. Sul significato avvilente della tesina scritta, ho già scritto qui e non ci torno, salvo per dire che il problema non è il fatto di copiare, che è semplicemente ovvio necessario e giusto (sì, giusto), ma il fatto di metterci cultura, riflessione. E queste sono cose che si acquisiscono con l’abitudine, inesistente qui. Ora, le scuole riaprono ma ciò che si è perso (un mondo) non si riacquista con una tesina, ma …con lo studio. Ecco il punto. Logica vorrebbe che ai ragazzi, tesina a parte, si dessero tre mesi in più di scuola vera, senza voti ed esami, ma solo studio, riflessione, maturazione: si matura studiando, non consultando Google, e cultura non è solo computisteria.

Ma, tornando a Bettini, in qualche modo non ha torto, se il discorso viene fatto con un po’ più di consapevolezza. Che il Governo Conte fosse un non-governo, mi dispiace per Bettini, ma era evidente, e insistere oggi per un rapporto privilegiato non tanto con Conte (che tanto oltre la pochette non va), ma con gli stellini, populisti e superficiali, è insensato. Enrico Letta, ma forse capisco male, cerca di attenuarlo quel legame, solo che non ha altri appoggi. Ma Conte e i suoi ragazzotti, Giggino in testa, hanno pensato (e pensano ancora) che la politica estera sia il gioco del Monopoli. Finché c’era Donald Trump, hanno potuto giocherellare, ma con Joe Biden no.
Perchè Biden cambia tutto. A torto o a ragione, Biden ragiona in termini di potenza, con la cultura degli anni 70. Cioè con la cultura delconfrontointeso come scontro, dove dunque l’Europa serve da luogo dello scontro, o meglio di uno degli scontri, perché l’altro, con la Cina, Biden lo gestisce direttamente, ma senza Europa ed europei, e quindi l’idea dellaviuzzadella seta italiana faceva e fa ridere e irritare, e quindi va cancellata.

E qui interviene Draghi. Se il governicchio di Conte è caduto non è stato Draghi a farlo cadere. Lui magari lo sapeva, era (sicuramente) d’accordo con Sergio Mattarella, aveva l’appoggio di una parte dell’Europa (stavolta non la Germania come Monti, ma anche … la Germania ha il terrore del modo in cui noi ci accingiamo a sprecare 200 miliardi e lo capisco), ma specialmente aveva e ha l‘appoggio (interessato) degli USA. Che però una cosa hanno imparato: gli italiani come teste di turco possono funzionare, poi sulle cose serie ci sono altri, ma occorre tenerlisotto schiaffo‘ (altrove si direbbe ricatto).
E dunque, caduto Trump, mentre riparte la guerra fredda a tutta forza, Draghi serve a riportare l’Italia a casa, cioè a casa degli USA. E Draghi, senza dire niente a nessuno (tanto non è eletto, come direbbe Erdogan) butta a mare lapoliticadi Conte e, con lo stessoministrinodegli Esteri, fa una conversione a U, che serve anche a stoppare Salvini e soci.

Questo non lo dice nessuno. Ma per gli americani Salvini è peggio del fumo negli occhi, non perché è di destra, non perché è un fascistello sotto mentite spoglie, non perché ha idee economiche da bassa fucina, ma perché appartiene a quel gruppo di persone che si sono sbilanciate (nel suo caso anche molto in grandi alberghi di lusso a Mosca!) a favore di Vladimir Putin, che oggi è il nemico giurato a causa dei … diritti dell’uomo. Figuriamoci, mentre noi (in senso di Occidente) ammazziamo talebani, palestinesi, iraniani, siriani, ecc…

E quindi: accordo di vassallaggio fatto firmare dal ragazzotto filo-cinese (i simboli in politica estera spesso valgono più dei fatti!), viaggio in USA a prendere i soldi (ma non i vaccini … quelli ce li fanno vedere e poi li nascondono) e poi subito a decidere di … restare altri tre mesi in Afghanistan.

E intanto Draghi fa il lavoro vero. Mette in piedi un piano di investimenti (di grandi investimenti) che tenga tranquilla la Germania, ma che comunque mette in ginocchio l’Italia, che aggiunge debito ad altro debito e, lo ha detto chiaramente lo stesso Draghi nella conferenza stampa (secondo me lo ha detto proprio per quello), oltre un certo limite non ce la si fa più a pagarlo il debito, e quindi si fallisce, cioè si svende tutto. E quindi, da un lato occorre che gli investimenti siano tali dasoddisfareil mercato europeo e dall’altro che l’Italia sia di nuovo la longa manus USA. Con Draghi può esserlo, Draghi capisce, il suo predecessore no! Oddio, non voglio dire che Draghi si accinga a fare il liquidatore fallimentare dell’Italia, ma una certa sensazione di disagio, invero, la sento.

Ora, quindi, si deve capire dove sta andando a parare. In questo, parlare poco è una ottima cosa. Però dovrà farci capire Draghi, o meglio, dalle sue azioni vedremo dove sta andando, ma certo, almeno per ora, non verso la autonomia dell’Italia e forse nemmeno dell’Europa.
La politica europea italiana, è ed è stata molto (troppo) tedescocentrica, ma ora la signora Merkel non c’è più, mentre Weidmann è sempre lì. Se seguiamo le istruzioni di Biden e spariamo contro il North Stream (il fiore dei tedeschi), continuiamo nella politica di assurdo ‘sostegno’ all’Ucraina, e per di più economicamente abbiamo le pezze sul sedere, alla Germania potrebbe riuscire il giochetto di bloccare tutto e portare a termine l’operazione di trasformare l’Italia nel resort di vacanze europeo.

Il che, per noi, significherebbe essere fuori dalla Libia (a vantaggio dei francesi) e fuori dai Balcani, dove si sta preparando, temo, un altro terremoto, questa volta a tutto vantaggio dei tedeschi.
Risultato? L’Europa sarebbe in pratica disintegrata e gli USA avrebbero piena libertà di manovra in Europa e in Italia, della quale ancora non si fidano, e infatti non ci danno i vaccini.

Azzardo una ipotesi. Se fra una settimana o due dovessero arrivare davvero tanti vaccini, vorrebbe dire che l’accordo è stato fatto. E io non so quanti avrebbero motivo di rallegrarsi, qui, nel giardino delle vacanze, gestito attraverso lavoro nero. Certo, un’Italia colta, avanzata, sveglia sarebbe altra cosa: ma c’è qualcuno che lo vuole? E poi il ceto politico è quello che è: lo vede anche un cieco!
La situazione, certo, è molto ‘fluida’ e non mi azzarderei ad avanzare supposizioni sullo stato dell’accordo a tre Biden, Draghi, Mattarella, ma non mi stupirebbe se un bel giorno scoprissimo che è così che stanno le cose.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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