mercoledì, Maggio 12

Le biblioteche più belle d’Europa fotografate da Thibaud Poirier Un giovane parigino è riuscito a fotografare le sale di lettura sparse nel continente europeo

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Il fotografo francese Thibaud Poirier ha dedicato un intero album fotografico alle più belle biblioteche d’Europa. Questa serie di immagini, raccolte nel volume ‘Libraries‘, seducono l’osservatore, che rimane ammaliato da questi scatti, poiché Poirier è riuscito ad immortalare non solo il luogo fisico, ma ha anche saputo trasmettere le emozioni suscitate dalle fotografie tramite la luce e la perfezione dei dettagli.

Durante il suo tour, durato più di un anno, Poirier ha valicato confini, ha chiacchierato con la gente del posto, ha stretto rapporti di amicizia e ha reso la sua arte condivisibile.

Il soggetto dei suoi scatti non è stato scelto a caso. Le biblioteche, infatti, ricoprono un ruolo speciale nel cuore del lettore, che ama perdersi in quei volumi di notevole importanza storica ed apprendere i segreti del sapere. Magica è l’atmosfera che si respira e palpabile il silenzio che regna in queste sale di lettura, popolate da studiosi incalliti o da semplici appassionati di argomenti vari che includono: la storia, la botanica, la letteratura, la consultazione di documenti ufficiali e così via.

Il fotografo ha preferito fotografare ambienti vuoti proprio per rimarcare la solennità di questi luoghi che, dal punto di vista architettonico ed artistico, sono di una bellezza disarmante. Ogni dettaglio che appare in foto, la simmetria che rende gli elementi decorativi armonici, la scelta dei materiali di costruzione, ogni particolare suscita stupore e meraviglia.

Secondo quanto ha dichiarato Thibaud Poirier, «ogni architetto ha dato la sua impronta a questi spazi e li ha resi memorabili» . Ciò si intuisce dall’equilibrio che si è creato tra luci naturali e artificiali e dall’assemblaggio di materiali di grande pregio che rendono delle opere d’arte le biblioteche fotografate.

Il giovane parigino rende omaggio, nel suo album fotografico, a diversi luoghi culturali della città di Parigi. Così la sala di lettura che porta il nome dell’architetto Henri Labrouste risplende grazie alle sue opere, e la sua riapertura al pubblico, nel II arrondissement, ha avuto immediatamente un gran successo di pubblico.

Anche nella biblioteca Sainte-Geneviève, situata nel V arrondissement di Parigi, si trovano le opere dell’architetto Henri Labrouste, noto al grande pubblico per il suo amore verso le strutture in metallo cesellato, ma anche per la passione nutrita verso tutto ciò che è simmetrico e ben allineato, di modo che gli oggetti scolpiti e creati dal suo estro creativo possano essere visti come un qualcosa di armonioso e speciale.

Al pian terreno vi sono il magazzino, una sala di libri rari e l’amministrazione. Al primo piano è situata la sala lettura, separata in due navate da una fila di colonne in ghisa che sostengono le arcate della copertura. La facciata, di aspetto neorinascimentale, è formata invece da una serie di finestre ad arco che illuminano la sala di lettura.

Altre proporzioni, caratterizzate sempre dalla ricerca dell’equilibrio perfetto, le ritroviamo nella Biblioteca del Municipio, situata nel IV arrondissement. Ma questa volta le bellezze, situate al suo interno, sono opera dell’architetto Édouard Deperthes, che ha rivestito le sue creazioni con il legno di quercia.

La biblioteca universitaria della Sorbona, invece, che si trova nel V distretto, è caratterizzata da stampe e dorature sul soffitto che sembrano richiamare l’azzurro del cielo. Oggi offre una grande sala di lettura, in grado di ospitare 264 persone, magazzini a più piani e aree riservate per i professori e i ricercatori, ed è considerata la biblioteca universitaria più importante di Francia.

Ma le belle biblioteche non esistono solamente nel capoluogo francese, ed è per questo motivo che il fotografo Thibaud Poirier ha viaggiato, in lungo e in largo, per scoprire altre imponenti sale di lettura sparse su tutto il territorio europeo.

Il suo viaggio è durato più di un anno, ma ne è valsa veramente la pena. Recatosi a Dublino, ad esempio, la prima biblioteca in cui si è imbattuto è stata quella al Trinity College. Una sala lunga 65 metri, con volte altissime e con un’enorme varietà di libri. Tra le opere che vi sono contenute, la più antica è una delle ultime copie della Proclamazione della Repubblica d’Irlanda, risalente al 1916.

In Portogallo, invece, la biblioteca dell’Università di Coimbra ha più di 500 anni ed uno stile classico, rispetto all’architettura delle moderne biblioteche sparse nella Regione, come quella di Stoccarda, costruita nel 2011 in un edificio dal design cubico con un budget di 79 milioni di euro.

Ed ancora in Germania, la Biblioteca del Centro Grimm di Berlino è stata realizzata nel 2009 con un budget di circa 75 milioni di euro. La sua struttura, caratterizzata dalla saldatura di pilastri e architravi che rendono elegante ed essenziale la sua facciata, è servita per evidenziare la linea di continuità che c’è, tuttora, fra la tradizione neoclassica e il design moderno ed innovativo berlinese.

E’ simbolo, inoltre, dello stile Rococò che si può ammirare nel grande salone costruito da Luigi Vanvitelli, ingegnere ed architetto italiano che ha progettato la reggia di Caserta.

Dunque, più che un viaggio fotografico, quello di Thibaud Poirier è stato un viaggio culturale, nel quale la concezione del tempo è diventata relativa. Le biblioteche che è riuscito a fotografare sono l’esempio lampante di come l’uomo o l’artista abbia saputo creare qualcosa di eterno ed immortale.

Il fruitore, amante dell’arte e della letteratura, può così deliziare la vista e sentirsi parte di capolavori architettonici che hanno saputo coniugare il classicismo con la modernità.

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