lunedì, Maggio 17

Bhutan più femminile

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Bangkok – Almeno il 30 per cento dei 47 seggi in ambito di scrutini elettorali dovrebbe essere riservato alle donne. Questo è quanto contenuto tra le 15 Clausole dell’Atto sulle Elezioni proposto per il suo passaggio parlamentare nella prossima Sessione.

Altre Clausole, come quella sul Consiglio Nazionale inteso come Camera continua, i fondi statali, i 10 anni di esperienza per i candidati che contestino il Consiglio Nazionale, lettere di intento, periodo di moratoria, migrazione dei candidati, secondo ballottaggio e campagna elettorale porta a porta sono anch’esse proposti per il vaglio parlamentare.

Il Presidente della Commissione Legislativa Lekey Dorjj ha affermato che le Clausole sono state elencate basandosi su quanto via via consigliato e suggerito da varie Agenzie governative e istituzioni nazionali a seguito di discussioni contenute nel report anti-corruzione presentato presso l’Assemblea Nazionale. Nella giornata di ieri s’è tenuto un meeting consultivo con i partiti politici e le varie rappresentante politiche e sociali a Thimphu proprio per analizzare e confrontarsi sui contenuti riguardanti le Clausole.

Tra altre, la più discussa è stata proprio quella riguardante il 30 per cento di seggi riservati alle quote femminili, con molti partecipanti che hanno affermato come queste quote riservate non fossero necessarie, considerando l’equa opportunità d’accesso sia già garantita ad entrambi i generi all’interno dell’intero processo elettorale.

Lekey Dorjj ha chiarito che la Clausola è stata immaginata allo scopo principale di sostenere ed incoraggiare la partecipazione delle donne, come proposto da varie Agenzie governative e individui che hanno inviato richieste in tal senso da numerosi Distretti. Secondo Lekey Dorjj tali quote riservate per le donne potrebbero non risolvere il tema della partecipazione femminile all’agone politico fino a quando gli uomini non saranno privati della possibilità di continuare ad opporsi a tali proposte contestarle puntualmente.

«Una maggioranza di votanti è composta da donne e solo le donne sanno perché esse non votano per candidate di sesso femminile», ha aggiunto Lekey Dorjj. Il Presidente del Partito Bhutan Kuen-Nyam, Sonam Tobgay, afferma che il 30 per cento dei seggi riservati debbono essere ben meditati e studiati. «Lo stesso principio dovrebbe essere adottato per il Consiglio Nazionale, elezioni governative locali e per il servizio civile senza il quale l’intera cosa non avrebbe alcun senso», ha aggiunto Sonam Tobgay.

Alcuni hanno suggerito che un partito politico dovrebbe essere squalificato dalla competizione elettorale nel caso in cui non riesca a raggiungere il numero richiesto di posti riservati alle candidate donne. Coloro che sostengono la proposta della quota del 30 per cento destinata alla rappresentanza parlamentare femminile fanno appello al principio per il quale una maggior quota definite a disposizione delle donne dovrebbe sollecitare positivamente proprio le donne a partecipare maggiormente alla competizione elettorale. Le donne, infatti, nelle elezioni del  2013 hanno mostrato un vistoso calo di affluenze alle urne scendendo al 6.9 per cento dell’elettorato votante rispetto al 13.9 del 2008

La Commissione Legislativa incontrerà la Commissione Elettorale del Bhutan oggi per discutere degli emendamenti, specialmente quelli riguardanti la Commissione.

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