lunedì, Settembre 27

Bersani-Renzi: i dem contro la maggioranza field_506ffbaa4a8d4

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Il Partito Democratico (Pd) si ritrova al centro dell’ennesima discussione interna e questa volta a farla da padrone è l’Italicum e lo strascico di dissensi che dal momento del suo ‘concepimento’ lo caratterizzano. A criticare la legge elettorale prossima al vaglio referendario è Pier Luigi Bersani, che ancora una volta nell’arco della sua carriera politica si ritrova faccia a faccia ed in disaccordo con il Premier Renzi. In un’intervista rilasciata ai microfoni di ‘Radio Anch’io‘ l’ex segretario del Pd ha ammonito il Presidente del Consiglio invitandolo a riflettere sui NO che potrebbero essere espressi soprattutto in vista dell’approvazione dello stesso Italicum: «Se le cose vanno avanti così» ha affermato Bersani: «tra quattro mesi ci troviamo tra le macerie del campo democratico. Renzi deve tener conto delle obiezioni non irragionevoli del no» ed ha proseguito manifestando il desiderio che Renzi si renda disponibile a revisionare la legge elettorale continuando: «Renzi dovrebbe dire ‘votate sì’, e vi dico anche che rispondendo ad alcune obiezioni, sono disposto a riflettere sull’Italicum» Bersani ha anche annunciato la sua disponibilità a votare a favore del Referendum costituzionale: «Io sono intenzionato a votare si al referendum. La riforma non è la panacea di tutti I mali, non è questa svolta epocale ma prevalgono gli aspetti positivi». Critico sulle decisioni prese da Renzi in merito al Referendum anche l’ex Presidente del consiglio Enrico Letta che pochi giorni fa ha dichiarato: «Il clima da corrida e l’iper-personalizzazione che rischia di trascinare tutto lontano dai contenuti e di fare del male al Paese». Ma la replica del Premier a riguardo non  si fa attendere: «Letta è stato un anno al governo e le riforme non si sono fatte, il presidente della Repubblica chiama me e le riforme si iniziano a fare anche con i voti di Ala». Neppure Gianni Cuperlo però non è tanto convinto della situazione e ribadisce ciò che aveva precedentemente annunciato riguardo al coinvolgimento di Ala, il partito di Denis Verdini, in appoggio al governo: «Nel momento stesso in cui ha scelto di far coincidere un’eventuale sconfitta in quel voto con l’abbandono della vita politica mentre la probabile vittoria è intesa come lo spartiacque di una nuova maggioranza politica». 

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