mercoledì, Ottobre 20

Bersani, la ‘ditta’ e il ‘delirio trasformista’ Politica: il punto

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Il compito di aprire il libro dei sogni della settimana politica spetta, naturalmente, al presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi. A New York per l’Assemblea Generale dell’Onu, con al seguito la metà dei servili giornalisti Rai, il premier si è lasciato andare ad una previsione fantascientifica: «Se l’Italia compie le riforme diventa leader dell’Europa, più della Germania». Come se, quella che le opposizioni chiamano la ‘schiforma’ del Senato, rappresentasse davvero la panacea di tutti i mali di un paese allo sbando. E come se lo scandalo Volkswagen non fosse un problema economico planetario che rischia di coinvolgere anche la FCA dell’amico Sergio Marchionne. Passando alla cronaca parlamentare, le due Camere, come ogni lunedì che si rispetti, risultano disoccupate e semivuote, in attesa che da domani riprenda la battaglia sugli emendamenti al ddl Boschi. Unica eccezione, la discussione sulle linee generali del disegno di legge di abolizione del finanziamento pubblico all’editoria, presentato dal M5S. Ma, sulla riforma del Senato, il leader dell’opposizione di marzapane interna al Pd, Pier Luigi Bersani, alza la voce per dire «basta col delirio trasformista» rappresentato da Denis Verdini.

Allestita nella sala ‘Aldo Moro’ di Montecitorio la camera ardente in onore di Pietro Ingrao. Resterà aperta fino a domani sera. Prosegue intanto la guerra di successione all’interno del centrodestra. Chiusa la tre giorni di Atreju -la festa dei giovani Fd’I che ha visto scontrarsi la ‘giovane’ Giorgia Meloni e il ‘vecchio’ Silvio Berlusconi sul nodo ‘primarie sì, primarie no’- oggi è il turno di Matteo Salvini e Raffaele Fitto, con toni più morbidi il primo e più arcigni il secondo, invocare la convocazione alla urne del popolo del centrodestra.

Da segnalare anche le reazioni italiane al voto in Catalogna, con la Lega, naturalmente, in prima linea ad appoggiare le aspirazioni indipendentiste di Barcellona e dintorni dall’oppressione madrilena. Roberto Calderoli sentenzia: «Quella è democrazia, altro che riforme».

Sulle unioni civili il ministro Maria Elena Boschi, ospite ieri della semi deserta festa di Scelta Civica a Salerno, getta la maschera provando a scaricare sulle opposizioni le reali intenzioni del governo Renzi-Alfano perché «l’ostruzionismo sulle riforme ci sta costringendo a ritardare. Non so se ce la faremo entro l’anno». Luigi Zanda del Pd rassicura tutti («ancora possibile approvare il ddl entro l’anno»), ma nessuno gli crede.

Il M5S difende i giornalisti di Rai3 e Presadiretta dall’attacco, definito «paramafioso», del governatore della Campania Vincenzo De Luca che aveva parlato apertamente di «atti di camorrismo giornalistico».

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