giovedì, Maggio 6

Berlusconi, ultimo atto? 40

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Silvio Berlusconi ospite alla trasmissione tv di La7 'PiazzaPulita'

 

Mi rendo conto perfettamente che anche questo piccolo articolo contribuirà ad alimentare il gioco perverso che Silvio Berlusconi (ma Beppe Grillo lo segue a ruota, come strategia) sta mettendo in scena, nel momento più critico della sua parabola di uomo politico.

Dico questo perché l’interpretazione ormai concorde di tutti gli osservatori, allenati al fluire di ogni genere di intemperanza verbale da alcune fazioni, sempre le stesse, sia quella che vede, come unico obiettivo strategico delle fazioni in questione, l’occupazione del palcoscenico politico costi quel che costi, allo scopo di esacerbare la tensione elettorale. Come? Provocando un polverone dove tutti i gatti risultino bigi agli occhi dello stremato elettore, portato, così, a perdere la trebisonda e a mantenere la barra salda sul partito in precedenza votato, senza tenere conto delle realtà emerse con chiarezza negli ultimi mesi.

Berlusconi è condannato per frode fiscale ai servizi sociali? Colpa di un complotto ordito dalla Magistratura, naturalmente. Ma è necessario pestare più forte, per avere la prima pagina e le interviste tv. Allora giù una bella dichiarazione che tiri in ballo l’amato-odiato Presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano avrebbe avuto il dovere morale di concedergli la grazia motu proprio, impedendo che l’interessato fosse costretto ad abbassarsi come un postulante qualsiasi. In virtù di che? Non si sa, ma non importa. Berlusconi, rosso come un peperone non già per un comprensibile imbarazzo, ma a causa di un trucco sempre in crescendo, pendant con il tenore delle sue argomentazioni, lo dichiara garrulo su ‘La7‘, che non si lascia sfuggire la ghiotta occasione.

Il diapason sembra raggiunto, ma è necessario sempre aumentare la dose, come un tossico all’ultimo stadio. Ed ecco il colpo di Stato, avvenuto nell’indifferenza generale nell’inverarsi della sua condanna definitiva.   

A proposito di morale, corrobora il quadro di quella che gli ingenui continuano a ritenere una serie di sventure mediatiche, la pubblicazione delle motivazioni alla base della sentenza di primo grado sul processo che vede il nostro accusato di sfruttamento della prostituzione. Uno scenario boccaccesco, vergognoso per chiunque abbia un minimo di rispetto per il genere femminile e per le istituzioni, mai scese così in basso in un Paese occidentale.

Ma la carta estrema, l’unica rimasta da giocare all’ex Cavaliere sempre quella è. Lo sfascio fisico e morale di se stesso, ridotto a clown farneticante, pur di agganciare gli irriducibili aficionados, di suscitare pena e indignazione per la persecuzione ignobile di cui è oggetto da parte non più dei comunisti ma dall’intero arco costituzionale tranne i fedelissimi.

Tranne il Movimento a cinque stelle, naturalmente. Perché ben sa, il vecchio caimano, che non a lui toglie voti l’accoppiata Grillo-Casaleggio, ma al Pd riformista renziano.

Il comico genovese è avversario temibilissimo di Berlusconi, ma solo nella volgarità dei toni e nella capacità di attrarre attenzione con l’uso costante dell’invettiva. Grillo è il Berlusconi del terzo millennio, maestro nel fare soldi col web come l’ex Cavaliere lo fu con le televisioni, ma svantaggiato (forse) da un programma politico di tale inconsistenza da far apparire le linee programmatiche di Forza Italia, quella dei tempi d’oro, paragonabile al new deal rooseveltiano.

Insomma, una lotta titanica si profila a breve scadenza. L’esito di questa battaglia senza quartiere sarà estremamente indicativa, a mio parere, soprattutto di una cosa: l’indirizzo intrapreso dall’evoluzione silenziosa del corpo elettorale italiano

 

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