martedì, Settembre 28

Berlino, il muro invisibile della capitale tedesca Viaggio in un condominio di Frankfurter Tor

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Berlino – Il muro di Berlino è caduto da oltre un ventennio, ma ancora si può scovare in alcuni luoghi un muro invisibile che divide la città tra est e ovest. La città è unita ma divisa allo stesso tempo. Ci sono i quartieri di confine, che rappresentavano i cosiddetti punti di passaggio, lì si ammirano pezzi di muro o il percorso in pietre che ne ripercorre l’intero perimetro, ma non sempre si respira l’aria dell’est. E poi c’è Alexander Platz, prima simbolo del potere della DDR (Deutsche Demokratische Republik – Repubblica Democratica Tedesca), ora emblema del consumismo. Centri commerciali, Mc Donald’s, Primark, luci, colori, finti soldati si susseguono nella famosa piazza. Anche la Fernsehturm (la famosa torre della televisione), che rappresentava il dominio della televisione della Ddr, visibile da tutta Berlino, ha perso il suo potere. Si vedono ancora circolare le famose Trabant, le auto della Ddr, ormai auto per turisti, si possono affittare per un giro della città.

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Da Alexander Platz parte la Karl Marx Allee, qui siamo a est. Passeggiando per la Karl Marx Allee e la Frankfurter Allee si respira l’austerità del regime comunista. Palazzi identici, strade enormi, colori opachi. La rigidità di quello che fu la Ddr è racchiusa in queste due strade, unite da Frankfurter Tor. Siamo in pieno est, ritorniamo indietro nel tempo, qui si sente, si respira l’aria dell’epoca della divisione. Ancora si può scorgere l’anima e lo spirito dell’ex Berlino comunista. Non la si può trovare o cercare in un quartiere specifico ma in un singolo palazzo, in una casa, in una strada, nei prezzi della birra, nei famosi Second Hand (negozi di seconda mano). Alcune strade sono ormai molto alla moda, ristrutturate, colme di bar, ristoranti e locali più che apprezzati. Ma girando l’angolo si fa un salto nel passato, ci si ritrova nella Berlino che fu. Basta uno sguardo e aprire un portone per entrare a far parte di una comune: quella dei berlinesi ormai quarantenni che cercano di vivere il presente con molte regole del passato. Loro sanno di appartenere all’ex Berlino est, la loro anima fa parte di quel sistema e si sentono distanti da quella Berlino ormai legata al capitalismo e al consumismo.

Molti dei condomini vivono di sussidio, integrandolo con un lavoro solitamente part-time, pagando un affitto modesto nelle case “popolari”. C’è la ragazza madre di 19 anni che vive di solo sussidio con la madre e il nuovo compagno. Il padre separato con l’affido condiviso, che condivide l’appartamento con un amico. In unico appartamento vivono due nuclei famigliari, non imparentati fra loro ma amici. Ana, Mika, Eli si aiutano, stanno insieme e condividono il tempo. Il retro del palazzo d’estate accoglie tutti con un tavolo e delle sedie: non manca il tendone in caso di pioggia e la televisione per seguire i mondiali. La birra e le grigliate, quattro chiacchiere dopo il lavoro. La magia sta proprio nel loro stile di vita.

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Vivere alla giornata, ad un ritmo tranquillo, condividere con gli altri condomini le proprie giornate e aiutarsi a vicenda. Boicottano alcuni marchi: dal cibo agli alcolici, soprattutto quelli contro la resistenza sudamericana. Mai portare ad una festa una bottiglia di rum Bacardi, sarà cestinato, solo il rum cubano è ben accetto. Il palazzo non è bellissimo, di vecchio stampo e naturalmente senza ascensore. Dalla finestra del 4º piano si scorgono Frankfurter Tor e la Karl Marx Allee. Siamo in un condominio della Berlino di oggicon dei bravi ragazzi che cercano di preservare i loro ideali e di non dimenticare ciò che di positivo, per loro, portava con sé il sistema comunista. Eli, una bambina di 7 anni, gioca con i suoi pupazzi rigorosamente comprati da Second Hand, non è una questione di risparmio ma uno stile di vita.

Abbiamo intervistato Mika, uno degli abitanti del condominio. Un quarantaduenne che rimpiange alcuni elementi del sistema, con tanti sogni nel cassetto stroncati dalla caduta del muro.

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