sabato, Settembre 18

Benzina: cara mi costi! field_506ffbaa4a8d4

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«Ogni volta che faremo un pieno per la nostra automobile, pagheremo: € 0,000981 di finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936; € 0,00723 di finanziamento per la crisi di Suez del 1956; € 0,00516 per la ricostruzione post disastro del Vajont del 1963; € 0,00516 per la ricostruzione post alluvione di Firenze del 1966; € 0,00516 per la ricostruzione post terremoto del Belice del 1968;€ 0,0511 per la ricostruzione post terremoto del Friuli del 1976; € 0,0387 per la ricostruzione post terremoto dell’Irpinia del 1980; € 0,106 per il finanziamento della guerra in Libano del 1983; € 0,0114 per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996; € 0,02 per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004; € 0,005 per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005; € 0,0051 per il terremoto dell’Aquila del 2009; € 0,0073 per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali nel 2011; € 0,04 per l’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011; € 0,0089 per l’alluvione in Liguria e Toscana nel novembre 2011; € 0,082 (€ 0,113 sul diesel), per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011; € 0,02 per il finanziamento post terremoti dell’Emilia del 2012».

L’Italia il Paese delle tasse. Anche se il costo del petrolio scende da noi il costo della benzina rimane invariato. Il problema rimane la tassazione e l’iva, quindi se al netto delle imposte il costo della benzina in Italia si armonizza a quello europeo, addizionandoci le accise (alcune delle quali ci portiamo dietro dalla notte dei tempi), ecco che ci allontaniamo di gran lunga dalla media europea.  Abbiamo chiesto a Martino Landi, presidente nazionale di Faib, come mai continuiamo a pagare delle imposte sulla benzina che non avrebbero più modo e maniera di esistere.

Perché paghiamo ancora le accise del 1935, del terremoto in Irpinia, solo  per  citarne alcuni sul costo della Benzina? In teoria questi non dovevano essere provvedimenti temporanei?

Dobbiamo fare i conti con una crisi strutturale, oggi come ieri e anche di più, il Paese ha bisogno di risorse. La tassazione che grava sui cittadini italiani è una delle più alte in Europa e tra le varie imposte anche l’accisa, la tassa sul consumo del carburante, contribuisce a  fornire risorse in termini di entrate allo Stato italiano.

Anni fa era una tassa messa sui consumi della benzina per far fonte a certi imprevisti o a certe spese che non erano previste: la guerra in Abissinia, l’alluvione di Firenze e così via. Poi, allo stato attuale, dovremmo capire se quelle risorse sono state realmente spese in una determinata maniera, ma questa è un’altra storia. Oggi dire che l’accisa sulla Guerra in Abissinia o così via continueranno a finanziare quegli eventi è un’utopia.

Forse le più ‘antiche’ andrebbero eliminate, per quale motivo continuare a pagare una tassa per un evento che è terminato?

Faccio un esempio. Se le accise messe nel passato non sono mai state tolte, il Governo dal 2011 in poi ha introdotto un nuovo metodo: le accise regionali, destinate a tutti gli eventi straordinari (calamità naturali in molti casi) che avevano bisogno di un sostentamento economico e quindi mirate a determinati luoghi proprio dove era successo l’evento. Alcune Regioni hanno usufruito di questo beneficio, trascorso il tempo necessario alcune le hanno tolte altre no. Nel Lazio, Umbria, Basilicata e Liguria troviamo le accise regionali.

Accise Regionali o Nazionali sempre cara ci costa la benzina…

Dal 2011 sono state introdotte altre accise, come il fondo per lo spettacolo. E’ un’accisa nazionale che grava sul costo della benzina. L’alluvione della Liguria e della Toscana, altra accisa introdotta nel 2012, in Liguria è ancora presente la tassa mentre in Toscana è stata tolta. Nel Decreto Salva Italia, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, ci sono state accise che hanno finanziato il rinnovo del contratto dei ferrotranviari. Ce ne sono di accise, purtroppo la constatazione più amara è che chi compra un litro di benzina oggi, deve pagare 0728,40 euro di accesso sul litro (l’accisa nazionale), senza considerare che a seconda di dove la compra deve pagare le accise regionali che è superiore a 0,728,40. Se poi ci mettiamo l’Iva che è circa il 22% e l’accisa supera gli o,9. Questo vuol dire che attualmente la tassazione della benzina copre il 70% del prezzo finale. Mediamente un litro di benzina costa 1,40, lo 0,9 sono di tasse. Su un pieno di 100 euro di gasolio o benzina, 70 euro vanno allo Stato. Il gestore su un litro di benzina ha un margine medio di 3 centesimi.

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