giovedì, Giugno 17

Benvenuti a Matteolandia Dopo le Regionali d’Emila-Romagna e Calabria, Renzi e Salvini al centro della scena. Presumibilmente a lungo

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Benvenuti a Matteolandia. Le elezioni Regionali in Emilia-Romagna e Calabria decretano il trionfo di Matteo&Matteo. Ed anche il radicale crollo dell’affluenza alle urne è relativo rispetto al fattore centrale del successo di Renzi e Salvini. Il primo conquista entrambi i Governatori, il secondo la leadership del centrodestra.

Sono andati a votare il 37,67% nella Regione del Nord, alla tornata precedente, nel 2010, era il 68%. Trenta per cento, e spicci, in meno. In quella del Sud ha votato il 44,07%, il 59% lo aveva fatto nel 2010. Qui un decalage del 15 per cento circa. Ma la sensibilità rispetto al corpo elettorale è da noi, esprimendosi con delicato eufemismo, non proprio altissima. Se ne erano altamente fottuti della maggioranza relativa del Movimento Cinque Stelle alle politiche del 2013, sino al punto di rieleggersi Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica, figuriamoci cosa ne sarà dell’ennesimo campanello d’allarme di questa tornata elettorale dopo i rituali due giorni, forse meno, di piantini autoconsolatori. E dunque quel che rimane, e forte, è il successo di Renzi e Salvini, e delle sigle che utilizzano ancora per la propria avventura politica, Partito Democratico e Lega Nord. Anche se già si intravvede, ed emergerà sempre più forte, l’altro che sotto di esse i due Matteo stanno preparando. A propria, politica, immagine e somiglianza.

L’esito elettorale dice che con il 49% il democratico Stefano Bonaccini conquista la guida dell’Emilia-Romagna. Il leghista Alan Fabbri raggiunge il 29,8 e, soprattutto, la Lega doppia Forza Italia. Al 13,5 Giulia Gibertoni per il Movimento Cinque Stelle. In Calabria la coalizione del PD al 61,3, eleggendo Mario Oliverio, ciò che resta del rassemblement berlusconiano al 23,7 con Wanda Ferro, i grillini addirittura al 4,9 con Cono Cantelmi.

Venerdì scorso, il 21, riassumendo fatti e senso della settimana trascorsa ed aprendo uno sguardo su questa, così scrivevamo. “Domenica si vota sia in Emilia-Romagna che in Calabria. Quella che conta davvero è la Regione del Nord. La sfida per interposta persona tra i due Matteo ‘fa scomparire Berlusconi e Grillo’, come scrive la prestigiosa new entry de la Repubblica, Stefano Folli. Potrebbe succedere di tutto, anche che il leader leghista, Matteo Salvini, stabilitosi in loco da un mese, incassi ancor più che una pur straordinaria affermazione parziale. E tutto quel che nel mondo politico si va delineando, e dicendo, andrebbe rivisto sotto altra ottica”. Così è stato, ed il loro successo pone effettivamente, per ora, ai margini Beppe Grillo e Silvio Berlusconi. Con quest’ultimo ormai addirittura in affanno rispetto alla prima vera, e credibile, offensiva interna dacché ha creato Forza Italia, nell’ormai politicamente semipreistorico 1994. Raffele Fitto chiede l’azzeramento di tutte le cariche, con parole durissime sulle modalità di gestione interna ed esterna. Cioè su Berlusconi medesimo. Il leader leghista, dal canto suo, ha progetto, e forza, per sostituirlo alla guida del centrodestra e dintorni. Ed il povero excavaliere è sempre più obbligato all’incasto connubio con il neomachiavelli fiorentino.

E dunque Matteo Renzi e Matteo Salvini hanno conquistato ed occupano, quasi militarmente e ciascuno per quanto di propria competenza, il centro dello scenario politico. Cioè la centralità: vale a dire che sono riusciti a collocarsi nel luogo indispensabile a chiunque per poter realmente contare, qualunque collocazione relativa a centro, sinistra e destra ciascuno intenda darsi. Ci sono, oggi, in maniera massiccia, e presumibilmente ci resteranno a lungo.

Per quanto, a dirla con Winston Churchill, in politica già quindici giorni sono un periodo lunghissimo.

 

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