martedì, Maggio 11

Benedetta Sala: come farsi strada nei Paesi arabi

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Una donna che non si è mai fermata davanti a niente, che ha sempre messo la sua passione davanti a tutto senza mai arrendersi agli ostacoli. Benedetta Sala, imprenditrice italiana di Treviso, ha inseguito il suo sogno ed è riuscita in soli 14 anni a creare l’impero dell’insegnamento della lingua araba e italiana con la creazione di 7 scuole nei Paesi arabi, tra cui Egitto, Giordania e Marocco, tutte radunate sotto il nome di ‘Ahlan World’, ossia ‘salve, benvenuto’. Medio Oriente e Nord Africa dunque l’obiettivo dell’imprenditrice, che non si fa spaventare dalla Primavera Araba e dal terrorismo. Studenti motivati che vengono da tutto il mondo per imparare l’arabo classico e i dialetti nelle sue scuole. Capiamo i punti di forza di questo progetto con Benedetta Sala in una breve intervista.

 

Benedetta, quando hai iniziato questo cammino?

Un amico mi ha mandato una mail dicendo che a  Luxor cercavano degli insegnanti di lingua italiana per insegnare italiano alle guide turistiche. Dopo una settimana sono partita, era il 2000 e la situazione allora era fantastica, c’erano 4000 inglesi, 2500 tedeschi e molti altri internazionali. Allora c’era un turismo florido che portava molto lavoro. Mentre insegnavo a Luxor, una ragazza che insegnava francese nella stessa scuola mi chiese: “perché non apriamo una scuola di lingua araba?” Decisi di aprire la mia prima scuola dai francescani, un’ordine molto aperto e disponibile in Egitto. Il nostro pubblico era costituito da molti egittologi appartenenti alle missioni straniere, tra cui quella polacca, tedesca, italiana di Alessandro Roccati, professore ed egittologo; signori anziani inglesi e tedeschi che passavano le giornate studiando l’arabo nella nostra scuola e le mogli straniere di egiziani. 

Raccontaci del tuo passato: cos’hai studiato e cosa ti ha spinto ad aprire le scuole di arabo ed italiano nel mondo arabo?

Mi sono laureata in scienze politiche e poi ho fatto un Master a Parigi nel 1999 in “programma internazionale sulle scienze politiche”. Dopo il Master ho provato a mandare il mio cv a diverse associazioni internazionali tra cui l’Onu che, quasi incredula, mi ha risposto suggerendomi di rifare la domanda due anni più tardi con qualche esperienza lavorativa e la conoscenza di una lingua tra queste due: l’arabo o il russo. Da lì, sommando la mail che mi aveva mandato il mio amico che mi esortava ad andare a Luxor ad insegnare italiano agli egiziani e alla richiesta di aprire una scuola di arabo da parte della mia collega francese, non ho impiegato molto a capire che il mio destino sarebbe stato quello che attualmente è, ossia occuparmi dell’insegnamento della lingua araba.

Quello che piace molto delle tue scuole è il clima famigliare e sereno che si respira al loro interno. Come ci riesci? Qual è il tuo segreto?

Negli anni prima della laurea e subito dopo ho avuto la fortuna di fare molte vacanze studio in Inghilterra, in Francia e altrove, dove l’accoglienza non è mai stata così valorizzata. Bisogna creare un ambiente famigliare attorno allo studente perché la prima sensazione appena si arriva in un Paese straniero è quella di solitudine, quindi avere qualcuno che accoglie, che fa sentire a proprio agio e che aiuta ad inserirsi costituisce una parte fondamentale del mio insegnamento. Quindi ci sono persone pagate per fare questo lavoro anche per coccolare lo studente e questo si sente molto meglio da subito. Per me è molto importante e sembra essere una qualità apprezzata dai miei studenti.

Entrando più in dettaglio dove sono le tue scuole, chi sono gli studenti e cosa organizzi per chi viene a studiare ad ‘Ahlan World’?

Amman è la scuola più grande, dove si recano molto studenti del Nord Europa soprattutto. Per la somiglianza del dialetto giordano con la lingua araba classica si predilige la Giordania agli altri Paesi arabi, considerando inoltre che la Siria e lo Yemen non sono sicuri al momento. La seconda sede per grandezza è quella di Alessandria d’Egitto per quanto riguarda l’insegnamento dell’italiano perché molti egiziani decidono di studiare la nostra lingua per lavoro, piacere e come supporto alla scuola salesiana Don Bosco sempre ad Alessandria; per l’insegnamento dell’arabo la seconda per grandezza è quella del Cairo, attirando molti ragazzi da tutto il mondo. La sede di Rabat è nuova, ha molte persone d’estate e meno d’inverno per l’alta concorrenza. Bisogna vedere com’è la situazione nei Paesi arabi, perché generalmente il Marocco è il Paese più sicuro quindi dipende molto da quello che avviene mese per mese. Gli studenti sono in maggioranza universitari del Nord Europa e Italia. Non mancano anche Coreani, americani e cinesi. In crescita sono gli studenti di origine araba che, parlando solo dialetto, vengono a scuola ad imparare la lingua araba classica, quella del Corano e dei media per intenderci. Le lezioni sono al mattino, approfondite da corsi intensivi nel pomeriggio e attività culturali e ricreative di sera. Organizziamo anche escursioni nel weekend, molto apprezzate da tutti gli studenti stranieri, perché è un modo per socializzare e conoscere il posto in compagnia di guide specializzate.

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