mercoledì, Ottobre 20

Bellum omnium erga omnes Grande è il disordine sotto il cielo della politica italiana. Così Giorgio Napolitano…

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Silvio Berlusconi ospite alla trasmissione tv di La7 'PiazzaPulita'

Raffaele Fitto all’attacco finale della casamatta del ‘matto di Arcore’. Con la netta sensazione che le mura di Gerico, sinora solidissime rispetta agli attacchi interni, siano ormai quasi squarciate e che, facendo come suo solito buon viso a cattivo gioco, Silvio Berlusconi sarà costretto in tempi brevi a consegnare il partito a chi, sino a poco tempo fa, invitava ad andarsene. Le falangi del ras del tavoliere si sono andate via via ingrossando, e se sino al Patto di Santa Chiara del nove novembre contavano una quarantina scarsa di parlamentari, già comunque tantissimi, i riposizionamenti sono talmente tanti e veloci che ormai i ribelli non possono neppure più essere considerati minoranza delegittimata, ma a pieno titolo possibile futura leadership. E se Maurizio Gasparri è pronto da tempo ad associarsi, seppur tenendosi sinora sottotraccia, e se si avvicina persino il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, che pure nutriva, e nutre, velleità di erede di Berlusconi… Dal canto suo Matteo Salvini, leader di una Lega neolepenista ma non troppo (attenti a banalizzare), impetuosamente cresce. Ma questa è una storia a sé, destinata a rompere barriere e consolidate certezze non solo nel centrodestra.

Nel Partito Democratico, scissioni annunciate di Rosi Bindi, liti tra Gianni Cuperlo e il giovane furbo (già giovane turco) Matteo Orfini, Presidente dell’Assemblea Nazionale, e allora c’è speranza per tutti, immarcescibili attacchi di Massimo D’Alema al gongolante Matteo Renzi. Ché, se i nemici sono questi, può stare tranquillo. Quasi. Perché oltre a loro, oltre al generoso ma ancora leggerino Pippo Civati, si staglia un tangibile malcontento ed un’opposizione sindacale la cui consistenza si valuterà non solamente e tanto nello Sciopero Generale di Venerdì 12 Dicembre, quanto nella tenuta e nelle iniziative, di opposizione e sciopero, successive. E da peso e consenso di Maurizio Landini, più che della semispompa Susanna Camusso.

Tra i Cinque Stelle cresce la dialettica interna, e ormai siamo ai ricorrenti episodi di giornata. Quasi una rissa continua. Che non si potrà troppo a lungo continuare a governare con le periodiche espulsioni.

Dobbiamo dar conto anche del fatto che i più affezionati dei nostri Lettori, lamentano come da troppo non ci occupiamo più di uno dei protagonisti prediletti. Quell’Angelino Alfano che, credendosi Ministro degli Interni della Repubblica Italiana, si comporta di conseguenza (si fa per dire). La bontà d’animo del ceto politico, per non angustiarlo, non lo disillude della sua condizione, permettendogli però di continuare a far danni. Più per imbecillità che per cattiveria, ché quest’ultima richiede volontà ed intelligenza. E se un cattivo può diventare buono, ben più difficilmente, come attestano le statistiche mediche, un imbecille può risanarsi. Rimedieremo presto a questa nostra non piccola pecca, per l’intanto da più parti, excavaliere compreso, si lanciano ammiccamenti per nuove alleanze verso lui ed i suoi. Persino Salvini lo vede in panchina, e non epulso. Confermiamo: anche in questo caso è solo bontà d’animo, ché, quanto a voti, come ogni volta ogni elezione conferma, ben pochi ne possono mettere a disposizione.

Renzi, a rapporto dal Capo dello Stato, assicura che seguirà le sue indicazioni e farà le Riforme anche con l’opposizione. L’uscente ma non troppo, si trova a contemplare questa guerra di tutti contro tutti, che per ora il Capo del Governo riesce a governare a proprio favore. Per ora. Quanto alla pacificazione ed alla concordia che Giorgio Napolitano aveva posto a condizione ed obiettivo del suo secondo mandato ben poca se ne vede. Grande è il disordine sotto il cielo della politica italiana, la situazione quindi è come al solito.

 

 

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