mercoledì, Giugno 23

Belgio: no al Jobs Act, sì agli investimenti

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Tradizionalmente conosciuto come il Paese del carbone e dell’acciaio, il Belgio ha avviato una lenta ma interessante ‘rivoluzione verde’ puntando a soddisfare, di qui al 2020, il 13% del proprio fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili. Secondo autorevoli studi, il settore delle rinnovabili nella sola Vallonia dovrebbe permettere la creazione di 15.000 posti di lavoro entro il 2020 (che si andrebbero ad aggiungere ai 9.400 già esistenti), con investimenti previsti tra gli 8 ed i 15 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Le liberalizzazioni introdotte nel mercato energetico negli ultimi anni hanno spinto i principali attori a livello mondiale (Gdf-Suez, Eni, Edf, Dutch Essent, Enel ed E.On ) ad investire in Belgio anche nelle rinnovabili. Più in generale, negli ultimi 10 anni, il numero di imprese attive nel campo ambientale in Belgio è cresciuto del 44%. Un settore in forte espansione, trainato dalle attività di ricerca e sviluppo, con un fatturato che ha raggiunto i 7.9 miliardi di euro ed investimenti superiori al miliardo di euro. Nel suo complesso, la green economy dà lavoro in Belgio a 77.000 persone.

Molto saldo il settore aerospaziale e aeronautico che rappresenta uno dei 5 settori identificati come poli di competitività e sostenuti con 280.000.000 euro dalla Regione della Vallonia, nell’ambito del piano Marshall lanciato nel 2005.

In particolare, la Vallonia presenta un ventaglio di esperienze e competenze non trascurabili nel panorama europeo in questi settori. Dagli anni ‘70, più di 200 imprese si sono specializzate nella costruzione di componenti per aerei, costituendo una rete di subfornitori di primo livello. Dal 2006, è stato istituito il cluster Skywin che raggruppa sia le imprese dell’aeronautica che quelle del settore spazio. Skywin occupa 7.000 persone ed ha un giro d’affari annuo di circa 1,25 miliardi di euro. Il polo concentra le sue attività in tre campi specifici: incoraggia i partenariati fra grandi aziende, Pmi, università e centri di ricerca; stimola l’innovazione tecnologica a tutti livelli ed, infine, cerca di accrescere la visibilità all’estero degli industriali valloni dell’aeronautica.

Uno dei progetti principali di Skywin è costituito dall’aereo Apc, progetto che raggruppa un gran numero di Pmi, nonché le università della Vallonia. La Regione è molto attiva anche nella costruzione di infrastrutture (satelliti, vettori, installazioni terrestri), grazie alla partecipazione del Belgio nell’Agenzia Spaziale Europea (Ase). A fianco delle imprese, cresce il mondo universitario e dei centri di ricerca. In particolare, l’Università di Liegi è un punto di riferimento per la formazione aerospaziale. In tale ottica, l’Università ha dato vita al Centro Spaziale di Liegi (Csl) ed alla Wallonia Space Logistic, che è stato riconosciuto dalla Commissione Europea come uno dei migliori incubatori mondiali di spin-off e startups. Tra i centri di ricerca, si segnala il Cenaero, centro d’eccellenza nel campo della simulazione numerica, la cui missione è di favorire il posizionamento internazionale della Vallonia nel settore aeronautico. Punto di forza del Centro è lo sviluppo di software di calcolo.

In questo ambito è attiva l’azienda campana Sms Engineering che opera nel settore della Cyber Security, nella difesa ed in ambito Nato. Il vicepresidente Massimiliano Canestro consiglia: investire in Vallonia conviene per vari motivi, innanzitutto la vicinanza con Bruxelles, capitale di Europa; è un mercato di 400 milioni di consumatori; c’è attrattività dal punto di vista fiscale per gli investimenti esteri; 1.600 ettari disponibili in parchi industriali; una forza lavoro produttiva, altamente qualificata, multilingue e disponibile; ottima qualità della vita; prossimità ed efficienza delle autorità governative locali”.

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