domenica, Aprile 18

BEE, l’auto alla ‘massima connessione’ firmata Continental Con la sua attitudine a muoversi in gruppo, fa parte di un’intera famiglia di veicoli per la mobilità in ambiente urbano

0

E’ ormai una corsa continua delle aziende automobilistiche e non verso mezzi senza guidatore. Ultima arrivata in ordine di tempo è la BEE, la creatura della Continental, azienda specializzata in pneumatici.

BEE (letteralmente ape) è una macchina eccezionalmente piccola: quattro ruote, un parabrezza, pannelli per porte trasparenti e un tetto traslucido, tutto a fare da display per l’output di informazioni. Con la sua attitudine a muoversi in gruppo, BEE fa parte di un’intera famiglia di veicoli per la mobilità in ambiente urbano. Progettata per uno o due adulti, offre un viaggio senza stress. Può raggiungere una velocità di 60 km/h ed può essere utilizzato per più di 350 km ogni giorno.

L’idea è poi quella di combinare e connettere tra loro migliaia di BEE, come appunto le api che lavorano tutte per un unico scopo e sembrano connesse tra loro da una forza superiore. Nella visione di Continental c’è un futuro fatto di sciami cittadini di migliaia BEE che si muoveranno in gruppo o singolarmente, connesse tra loro e con il resto del mondo, infrastrutture e persone incluse.

«Siamo convinti che la guida autonoma sarà fondamentale nella mobilità del futuro», ha affermato Elmar Degenhart, presidente dell’Executive Board di Continental, «i veicoli senza conducente costituiranno la spina dorsale del trasporto di persone e merci nelle regioni metropolitane, in continua espansione nei prossimi anni. I veicoli robot come il nostro Bee dovranno essere accessibili, consentendo la mobilità per tutti».

(video tratto dal canale Youtube di Business Insider)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->