mercoledì, Aprile 14

BCE, LTRO e sistemi bancari field_506ffb1d3dbe2

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BCe prestiti banche

Sul finire del 2011, nel pieno della crisi del debito europea e con gli spread ad alti livelli, la BCE (Banca Centrale Europea) decise di annunciare e organizzare due operazioni di prestito al settore bancario di durata triennale. Tali operazioni non avevano precedenti, erano state effettuate operazioni di prestito al massimo di durata annuale, e non sono state più ripetute. Esse servirono ad aiutare i sistemi bancari dell’Area Euro fornendo alle banche tutta la liquidità di cui avevano bisogno. Infatti, nel corso della prima asta del dicembre 2011 furono assegnati 489 miliardi di euro a 523 banche mentre nella seconda, a fine febbraio 2012, aumentò sia il numero delle istituzioni partecipanti, 800 banche, sia l’ammontare assegnato, 529 miliardi di Euro.

Questi prestiti, data la durata triennale, scadranno a fine gennaio e a fine febbraio 2015. Di conseguenza, si approssima il momento in cui l’intero ammontare dovrà essere restituito alla Bce. Però, trascorso un anno dall’asta vi era la possibilità di cominciare a restituire i fondi, in anticipo rispetto alla naturale scadenza. Le banche dell’area Euro stanno utilizzando questa possibilità restituendo gradualmente questi finanziamenti a lungo termine.

La BCE indica settimanalmente il quantitativo restituito e il numero di controparti che hanno deciso di rimborsare in anticipo i fondi presi in queste aste a 3 anni. Si tenga presente che non è obbligatorio restituire tutto insieme l’ammontare preso a prestito. Quindi, un istituto può decidere di frazionare il rimborso in base alle proprie necessità. I dati aggiornati al 14 marzo 2014 indicano che sui 489,2 miliardi della prima asta a tre anni sono stati rimborsati 277,3 miliardi. Le banche hanno restituito oltre metà dei fondi presi a prestito, per la precisione il 56,7 per cento. Se si esclude il primo dato del gennaio 2013, furono rimborsati ben 137 miliardi nel primo giorno disponibile, in media ogni settimana le banche restituiscono 2,5 miliardi. Nel corso dei prossimi undici mesi, fino alla scadenza di gennaio 2015, le banche dovranno restituire ancora 212 miliardi.

Per quel che riguarda la seconda LTRO a tre anni, il processo di rimborso procede meno speditamente. Al 14 febbraio risultavano rimborsati 207 miliardi sul totale di 529,5, il 39,1%. È un livello inferiore rispetto a quello rilevato con la prima asta, anche considerando che la seconda LTRO scadrà un mese più tardi. In questo caso, però, la differenza nel livello di fondi rimborsati dipende non dal ritmo settimanale, ma dalla quantità restituita nel primo giorno disponibile. Infatti, la quantità rimborsata nel primo giorno utile è stata pari a 61 miliardi (rispetto ai 137 dell’altra LTRO) cioè l’11,5 per cento (rispetto al 28 per cento della prima asta). Invece, il ritmo di rimborso settimanale è leggermente più spedito, pari a 2,7 miliardi, calcolato senza considerare il primo ammontare rimborsato. Attualmente le banche conservano ancora 322,5 miliardi che dovranno rimborsare nei prossimi dodici mesi. Considerando le due aste insieme, fino al 14 marzo 2014 risultano rimborsati 484,2 miliardi sui 1018,7 erogati dalla Bce. Ciò significa che è stato rimborsato il 47,5 per cento della cifra iniziale e che le banche dell’Area Euro dovranno rimborsare ancora 534 miliardi nei prossimi undici mesi.

La figura 1 rappresenta i dati appena descritti, mostrando la quota dei prestiti a tre anni che viene rimborsata ogni settimana. Si è ancora lontani dalla completa restituzione dei prestiti, ma il tempo disponibile diventa sempre meno. Nei prossimi mesi si assisterà ad una accelerazione nel trend dei rimborsi. Dato questo scenario complessivo, riferito a tutte le banche dell’Area Euro, è interessante domandarsi qual sia la situazione delle banche italiane. Alle aste a tre anni avevano partecipato 112 istituti italiani richiedendo risorse pari a circa 255 miliardi di Euro, circa il 25 per cento del totale erogato dall’istituto di Francoforte nel corso delle due LTRO.

La figura 2 mostra la percentuale dei fondi presi dalle banche italiane nel corso delle operazioni di mercato aperto rispetto al totale erogato dalla Bce. Si nota, proprio in concomitanza con le aste a tre anni, il balzo della quota italiana che è passato dal 5 per cento degli anni precedenti la crisi fino al 25-30 per cento. Inoltre, a partire da inizio 2013, quindi simultaneamente all’inizio dei rimborsi delle LTRO a 3 anni, il valore della quota italiana sul totale delle operazioni di mercato aperto è cresciuto ulteriormente e permane su valori molto elevati anche a febbraio 2014, 39,6 per cento.

Questo dato testimonia che le banche italiane, nonostante il valore assoluto dei fondi presi dalla Bce sia sceso da oltre 280 miliardi della metà del 2012 ai 214 del febbraio 2014, procedono in modo più lento nel rimborso dei fondi rispetto alle concorrenti europee. Nello specifico, si ha notizia dell’integrale restituzione da parte di Intesa Sanpaolo, che ha rimborsato tutti i 36 miliardi presi a prestito con le due LTRO a tre anni, e di una parziale restituzione di Unicredit, che ha rimborsato 5 miliardi su 26. 

A livello di sistema, le LTRO complessive ammontavano a 267 miliardi a marzo 2013, di cui 255 erano prestiti a 3 anni. A novembre 2013 la Banca d’Italia ha comunicato che la banche italiane avevano restituito il 15 per cento delle LTRO a 3 anni, pari a 38 miliardi. L’ultimo dato sul totale delle LTRO, riferito a febbraio 2014, è pari a 211,6 miliardi di euro. Si può ipotizzare, quindi, che l’ammontare complessivo ancora da rimborsare dei finanziamenti a 3 anni sia sceso sotto la soglia di 200 miliardi (la Banca d’Italia non dettaglia l’ammontare complessivo delle LTRO in base alla durata delle aste). È comunque un valore elevato nel confronto con gli altri sistemi bancari poiché significa che le banche italiane devono ancora rimborsare circa il 75 per cento dei fondi a 3 anni contro una media dell’area euro, escluse le banche italiane, che è vicina al 45 per cento. Di conseguenza, è importante prestare attenzione a ciò che avverrà nei prossimi mesi. Le banche italiane dovranno vendere ingenti quantità di titoli in loro possesso, soprattutto i titoli di stato italiani, per poter restituire la liquidità alla Bce.

Si consideri che questa massa di titoli posseduta dalle banche si riverserà sul mercato aggiungendosi alle emissioni annuali di Bot e Btp, che da sole arriveranno a 400 miliardi nel 2014. Di conseguenza, è possibile che si verifichi qualche tensione sui tassi di interesse se non ci saranno acquirenti in grado di assorbire i circa 600 miliardi di euro di titoli di stato che arriveranno sui mercati finanziari. Farebbe bene il MEF a sfruttare questo periodo dell’anno caratterizzato da tassi di interesse molto bassi per piazzare la maggior quantità possibile dei titoli in emissione nel 2014, in modo tale da evitare le tensioni che potrebbero manifestarsi nei prossimi mesi.

Al contempo, però, non vi dovrebbero essere problemi di liquidità per le banche in quanto la BCE ha assicurato che le usuali aste saranno condotte a tasso fisso e per quantità illimitata. Inoltre, la BCE si è dichiarata pronta ad agire in caso di necessità e, quindi, se si dovessero registrare tensioni non è da escludere una nuova asta a lungo termine o qualche altra forma di intervento a supporto delle banche.

In conclusione, tra i sistemi bancari di maggiori dimensioni, quello italiano è il più indietro nel processo di rimborso dei fondi a lungo termine, anche il sistema bancario spagnolo, il più disastrato tra le grandi economie, ha percentuali di rimborso superiori rispetto a quello italiano. L’entità che le banche italiane devono restituire alla Bce non è trascurabile e non va sottovalutata sia in riferimento alla salute del sistema bancario che per la stabilità dei titoli di stato. Sarà un ulteriore problema da affrontare nel corso di un anno che si preannuncia difficile per il sistema bancario italiano.

 

Figura 1. Quota dell’ammontare complessivo delle operazioni di rifinanziamento a tre anni (I e II LTRO) rimborsata dalle banche alla Bce. 

Figura uno BCE

 

Fonte: Elaborazione su dati BCE

 

Figura 2. Quota finanziamento Bce a banche italiane sul totale delle Operazioni di Mercato Aperto, escluso il Securities Markets Programme

Figura due BCE

 

Fonte: Elaborazione su dati BCE e Banca d’Italia

 

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