sabato, Luglio 31

B&B: quando per fare business basta un letto e la colazione

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Il turismo e la cultura, sono asset importanti della nostra economia nazionale. Gli ultimi dati Censis fotografano una realtà in divenire e in crescita non solo per l’aumento delle strutture ricettive ma anche per le possibili integrazioni economiche. In questo contesto i Bed & Breakfast assumono sempre più un peso specifico nell’economia dei territori e generano utili interessanti, minati però da un lato, da un sistema di captazione di provvigioni da parte di organizzazioni internazionali come i portali di booking online, e dall’altro da nuove tassazioni locali che riducono i guadagni con la fornitura di servizi spesso discutibili. Giusto per fare un esempio: il prelievo della tassa di soggiorno poche volte vera tassa di scopo o le tariffe speciali per la fornitura di servizi che riducono i margini, oltre ad una concorrenza sleale di chi esercita attività senza alcuna autorizzazione.

Ciò nonostante il fenomeno dei Bed & Breakfast in Italia è in continua espansione e non riguarda solo le tradizionali mete turistiche. Secondo il più recente dato pubblicato dall’Istat il numero dei B&B nello Stivale ammonta a 25.000 unità. L’incremento dei bed and breakfast nel panorama dell’offerta ricettiva italiana è stato del 5,8% ed è un comparto che dà lavoro a circa 40.000 persone per un fatturato di oltre 128 milioni di euro.

Gli italiani aprono le proprie case ai turisti, non solo per necessità, integrando in tal modo il proprio reddito familiare fino a 5.000 euro come previsto dalla normativa fiscale, ma anche per valorizzare il patrimonio immobiliare che ha costi molto alti di gestione, sfruttando le poche opportunità possibili”, riferisce Agostino Ingenito presidente Aigo (Associazione italiana gestori ospitalità e ricettività diffusa) ed ex numero uno di Abbac (Associazione B&B e affittacamere Campania). “Il dato emerso del rapporto Censis di 560.000 italiani che dichiarano di aver gestito una struttura ricettiva per turisti, come case vacanza o Bed & Breakfast, fotografa una realtà che meriterebbe un approfondimento ed un riscontro nelle statistiche ufficiali del turismo con una conseguente maggiore attenzione del Ministero competente. Le famiglie italiane si rendono sempre più conto della necessità ed opportunità di valorizzare il patrimonio immobiliare a fini turistici, garantendo quell’ospitalità diffusa che genera economia e valorizza i territori oltre che diversificare l’offerta ricettiva nelle località turistiche maggiori. Auspichiamo un supporto vero che possa costruire un percorso di maggiore sostegno verso una domanda turistica sempre più diversificata che preferisce l’offerta ricettiva alternativa”.

Nel Bel Paese la formula ricettiva del Bed and Breakfast ha debuttato nel 2000. La tradizionale insegna che appariva da decenni agli angoli delle case di tutta Europa ha iniziato a fare capolino anche sui muri e sui portoni di palazzi e ville italiane. Al posto di anonime camere d’albergo, l’accoglienza calda e cordiale di una famiglia, due chiacchiere, tante informazioni e la possibilità di calarsi immediatamente nella cultura locale. Oggi di B&B se ne trovano molti nelle maggiori città d’arte, quali Roma, Firenze, Venezia, Milano, Napoli, Palermo ma anche in tante località turistiche mature come la Toscana, Puglia, Veneto, Campania, Liguria, Sicilia e Sardegna. E’ però sempre più alta la tendenza di aperture in aree interne del territorio italiano con importanti riscontri economici come per i centri minori e la realizzazione di una rete di ospitalità diffusa.

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