sabato, novembre 17

Baviera: chi sono i Freie Wähler? Localisti, popolari e conservatori. Un’analisi sui Liberi Elettori, probabile partner del CSU nel prossimo Governo bavarese

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Analizzando i risultati delle recentissime elezioni bavaresi, che hanno portato a uno scossone del quadro politico del Land, si è da più parti sottolineato la crescita esponenziale del partito dei Verdi (die Grünen). Guidato dalla carismatica leadership di Katarina Schulz, con il proprio 17,5% il partito ambientalista si è presentato come il principale rappresentante delle istanze di una sinistra giovane, moderna e al passo con i tempi, mettendo in secondo piano la SPD, vittima della crisi che sta colpendo la socialdemocrazia europea (in Baviera sono scesi al di sotto della soglia psicologica del 10%). Sotto traccia, invece, è passato l’11,5% ottenuto da un partito molto particolare che, come si apprende, si appresta a essere il più serio candidato a formare un’alleanza di Governo con il partito di maggioranza, la CSU. Sono i Liberi Elettori di Baviera.

I Liberi Elettori (Freie Wähler, FW), come si evince già dal nome, non sono un vero e proprio partito. La sigla riunisce una serie di realtà locali, perlopiù comunali, che si presentano alle elezioni per rappresentare quella fascia di popolazione che abita le campagne. La sua presenza è particolarmente forte in Baviera e nel Baden-Württenberg, i Länder meridionali della Federazione Tedesca, ma realtà di FW sono presenti in tutto il territorio della Germania. Bisogna infatti fare alcune precisazioni in merito alla natura dei FW. Infatti, benché il partito (che non è tecnicamente tale) sia particolarmente forte nel ricco Stato bavarese, associazioni di Liberi Elettori sono presenti in tutta la Germania. Da un punto di vista giuridico sono club,  associazioni registrate (eingetragener Verein), riconosciute dallo Stato. Sotto questo nome si riuniscono gruppi di persone che si candidano a livello locale senza candidarsi in partiti veri e propri. Le istanze dei vari gruppi di FW sono tendenzialmente eterogenee, in base alle diverse realtà locali che si prefiggono di rappresentare e, con l’eccezione dei FW di Baviera, non si candidano a livello statale, ma esclusivamente locale e comunale.

Quelli bavaresi sono infatti i FW più intraprendenti. Dal 1998 si candidano anche alle elezioni per il Parlamento bavarese, riuscendo nell’impresa di superare la soglia di sbarramento dopo dieci anni, nel 2008. In quell’occasione, a loro favore giocò la presenza di Gabriele Pauli, ex membro della CSU, che, una volta abbandonato i cristiano-sociali, era passata ai FW, con il suo carico di preferenze elettorali. Risultato: 10,2% (+6,5% rispetto al 2003) e 21 seggi in Parlamento. E, come se l’avanzata dei FW si compisse per cicli decennali, dieci anni dopo i FW rischiano di diventare forza di Governo.

Come ama ripetere Hubert Aiwanger, leader dei FW: “Noi siamo dalla parte della piccola gente”. E non è solo un modo di dire. Lo zoccolo duro degli elettori di FW proviene proprio da quanti non si sentono (o non sono) rappresentati dai partiti federali, quelli che, avendo una visione più ampia, si dimenticano delle piccole realtà locali. Sono esponenti di un conservatorismo rurale e, per questa ragione, condividono una visione complessivamente simile a quella della CSU, che, da parte sua, li considera i propri alleati naturali. Lo stesso Aiwanger è un personaggio piuttosto particolare: è un ingegnere agrario e allevatore di maiali che, potendo fare affidamento su uno spiccato senso politico, è riuscito, nel giro di pochi anni, a proiettare le multiformi e diverse esigenze di svariate realtà locali rurali all’interno del Parlamento regionale bavarese.

Aiwanger è, al contempo, Presidente federale, regionale, capogruppo nel Parlamento bavarese e consigliere comunale di Rottenburg an der Laaber, un piccolo paese nel cuore della Baviera di cui è originario il leader dei FW. Questo accumulo di cariche, lungi dall’essere visto di cattivo occhio dagli elettori bavaresi, è, al contrario, sintomo di uno dei punti di forza dei Liberi Elettori: la mancanza di una macchina burocratica forte e di una struttura gerarchica complessa viene compensata con una presenza capillare dei circoli cittadini, paesani e dei piccoli villaggi dell’immensa campagna bavarese. Le richieste dei FW rispondono a esigenze molto concrete, come, ad esempio, l’eliminazione delle rette degli asili, ma, punto centrale del programma è la difesa dell’identità locale: si richiede l’aumento di ore scolastiche dedicate all’insegnamento della storia locale, la salvaguardia dei dialetti e il recupero delle tradizioni. In questo senso, il dichiarato e sentito sostegno dei FW all’identità locale può essere visto come una delle cause che hanno frenato l’ascesa in Baviera dei populisti nazionalisti di Alternativ für Deutschland (AfD), arrivati a poco più del 10% delle preferenze: la competizione si è giocata sullo stesso campo e le prospettive conservatrici, ma non estremiste, dei contadini bavaresi hanno avuto la meglio sugli estremisti nazionalisti.

D’altronde, la difesa dei localismi si riflette anche sulla posizione dei FW bavaresi su quel che dev’essere l’Europa. Come si può prevedere, il giudizio sull’Unione Europea dei Liberi Elettori non può essere positiva. L’Europa dei burocrati, di Bruxelles e della finanza è quella che i FW combattono, contrapponendo a questa, come detto da Aiwanger “l’Europa dei paesi”, dei localismi e delle tradizioni. Per questa Europa, i FW si sono candidati alle Europee del 2014, ottenendo un 1,53% dei voti su base nazionale che ha consentito loro di esprimere una parlamentare, Ulrike Müller, bavarese di Augsburg, membro della Commissione parlamentare agricoltura e sviluppo rurale.

E così, i Liberi Elettori bavaresi si stanno preparando a ricoprire responsabilità di Governo. D’altronde, la vicinanza con la cristiano-sociali è nota: su alcune posizioni, si può dire che i punti di vista dei due partiti siano addirittura coincidenti. Per fare un esempio, sia CSU che i FW sono favorevoli a una decisa stretta sulle politiche migratorie: maggiori controlli e più rimpatri. Le difficoltà che si intravvedono, al momento, non riguardano divergenze sui programmi, ma su quanto spazio e quanta responsabilità debba essere affidato ai FW che, dal canto loro, non sembrano volersi tirare indietro: la loro richiesta è quella di ottenere almeno tre degli undici ministeri. Le trattative, tuttavia, sono aperte e le prospettive che il prossimo Governo regionale bavarese sia a sfumature papaya – dal colore simbolo dei FW – sono ogni ora più alte.

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